Riceviamo e pubblichiamo
Tempo di lettura: 3 minuti – 611 parole

È uscito lo scorso 3 aprile il nuovo singolo della band catanese, disponibile anche in video. Il brano, che anticipa l’uscita a breve dell’ep, identifica il lavoro e il sound della band. Il video è prodotto interamente attraverso l’I.A. con l’idea di proporre un finto ending di un anime che non è mai esistito ma che sembra esistente perché la macchina riesce a combinarli tutti. 

Winter Moon” è il nuovo singolo della band catanese hi•ku, uscito il 3 aprile e disponibile anche in video.
Il brano identifica al meglio il lavoro e il sound della band e anticipa l’uscita dell’ep a breve.
L’infinita lotta che ogni giorno facciamo alla ricerca di quelle sensazioni che ci rendono vivi, la consapevolezza di respingerle per cercare qualcosa che non ci serve, ma che non riusciamo a smettere di desiderare.

Sovrastati dalla tecnologia che rende tutto più semplice, ma non può e non potrà mai donare la piacevolezza di un improvviso raggio di sole sulle pelle quando abbiamo freddo, o di un ricordo sbiadito e mutevole che per motivi illogici ci indica la strada del nostro intero percorso.
hi•ku produce musica con le macchine, ma si ostina a cercare sensazioni.
Struttura complessa, melodia semplice. 
Il video è un gioco di paradossi.
Prodotto interamente attraverso l’I.A. con l’idea di proporre un finto ending di un anime che non è mai esistito ma che sembra esistente perché la macchina riesce a combinarli tutti. 
Potrebbe essere l’opera anime definitiva, ma non può esserlo, dato che ad essa non è collegato nessun ricordo di noi da bambini, della casa in cui li guardavamo, dello stupore, della condivisione.
Il paradosso di opere che circa 40 anni fa ipotizzavano un futuro distopico, mettendoci in guardia, invitandoci a restare umani. Oggi che quel futuro è arrivato siamo quasi diventati macchine dimenticandoci di cogliere l’invito.

Abbiamo i tatuaggi di Ghost in the shell, idolatriamo opere come Akira ed Evangelion, eppure abbiamo dimenticato di cogliere l’invito.
Le lyric del brano traggono ispirazione dai più famosi haiku giapponesi, riproponendo immagini sfuggenti e malinconiche di ricordi mai sopiti, che da un lato fanno ancora sognare, dall’altro generano tristezza per l’incessante passare del tempo.
Il suono elettronico del beat (prodotto da Phunkadelica) cede spazio nel ritornello ad un haiku evocativo fatto solo di voci ed echi lontani che si rifrangono in una sera invernale illuminata soltanto dalla luna piena.

Servono solo 17 sillabe per raccontare una storia.
hi•ku è la suggestione di una luna limpida nel cielo.
hi•ku è l'autunno che volge al termine.
hi•ku è l'immagine di un ricordo sbiadito.
“Haiku” è un genere poetico della letteratura giapponese, essenziale ma potente. Gli hi•ku nascono a Catania nel 2022 come una poesia dal mood malinconico e romantico di una una futuristica e decadente neo-Tokyo, piovosa e illuminata dalle insegne al neon. La loro musica sembra dialogare con l’anima dark degli She Wants Revenge, la synth-wave dei Depeche Mode, con rimandi ai Massive Attack, contaminata da elementi moderni electro-pop in stile The Weeknd e Daft Punk. Synthwave, sperimentazione rock e anima pop. On the stage nel 2023 per Rocketta Summer Live e opening band per Lo Straniero (Tempesta Records), in tour per promuovere il primo singolo “Hiding Place” pubblicato nel gennaio 2025 e accolto calorosamente da webzine e riviste di settore. Gli hi•ku sono la voce di Gianluca Montagna (Soundmachine, Before We Die, A Modern Way To Die, Polosid), il basso e il synth di Federico Mancuso (Introversia, a Thousand Plans) e la chitarra e il synth di Marco Spalletta (Lyrical Cross, Los Mohicanos).

Winter Moon: https://youtu.be/UFvnSEzU–0
Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/27dV5yP9N3mMBYNVCP3ZQT?si=Edy7o7dvT3ut-TGcnaPZCg
Apple: https://music.amazon.it/artists/B0DPD3SQ8P/hi%E2%80%A2ku
Facebook: https://www.facebook.com/hi.ku.band
Instagram: https://www.instagram.com/hi.ku.band