Pianista eclettica e curiosa, combina il repertorio classico con la creatività contemporanea, arricchendola con un grande trasporto emotivo. Il nuovo album dal 25 marzo per Infinè Music. Ad anticipare ‘Story of the Invisible’ il singolo ‘Before 6’, reinterpretazione del brano di Ezio Bosso. L’official video diretto da Thomas Rabillon.
Se c’è una costante in Vanessa Wagner, è la sua versatilità. Accanto alla sua carriera di musicista, eseguendo il grande repertorio solistico, cameristico e concertistico sui palcoscenici di tutto il mondo (e incidendo per l’etichetta La Dolce Vita), la donna che Le Monde definisce ‘la pianista più deliziosamente singolare della sua generazione‘ e che Libération descrive come ‘uno dei pianisti più curiosi e accattivanti della scena francese‘, sta esplorando, con l’etichetta Infiné, percorsi altrettanto personali, ma forse più intimi.

Dopo la pubblicazione di ‘Statea‘, nel 2016, in duetto con Murcof, Vanessa Wagner prosegue ora, con ‘Study of the Invisible‘, il suo percorso solista iniziato con ‘Inland‘ (2019), ponendosi come l’unica pianista ‘classica’, in Francia e in Europa, ad affontare un repertorio contemporaneo e senza tempo che può essere definito ‘minimalista’, ma che in realtà copre una moltitudine di universi singolari e personalità musicali che sono spesso fuori dall’ordinario.
Per comporre ‘Study of the Invisible‘, Vanessa Wagner ha continuato l’emozionante lavoro di scoperta iniziato con ‘Inland‘, assemblando brani rari che intrecciano una storia misteriosa tra loro. Nelle 15 stazioni che compongono questo viaggio eccitante, gli Stati Uniti fanno la parte del leone.
Sotto il patrocinio di Moondog, il cieco e visionario vichingo, il cui preludio in la maggiore ‘bachiano’ del 1961 è il pezzo più antico del disco, seguono poi una serie di icone del minimalismo: l’inevitabile Philip Glass, l’inclassificabile Harold Budd, i rappresentanti della prima generazione di ‘post-minimalisti’ (Peter Garland, David Lang, Julia Wolfe) e alcune scelte outsider tra cui Suzanne Ciani (pioniera della musica elettronica), Caroline Shaw (che a 31 anni, nel 2013, è stata la più giovane vincitrice del Premio Pulitzer) ed altri ancora. Altrettanto inclassificabilil sono le opere e le carriere di Ezio Bosso, di Melaine Dalibert e dei fratelli Brian e Roger Eno.

Queste partiture, che a prima vista possono sembrare tecnicamente semplici, in realtà esigono dall’esecutore molto di più di un mero virtuosismo: un’interiorità, un’autentica disposizione dell’anima. Senza distorcere l’originalità della musica che Vanessa Wagner interpreta, l’esplorazione diventa anche una ricerca del proprio io interiore.
”Dopo aver interpretato Scriabin, Rachmaninov o Ravel, sono affascinata dall’esplorare l’intensità senza un diluvio di note, attraverso la semplicità come mezzo di espressione. Per l’esecutore si tratta di far emergere una vera atmosfera, un respiro del tempo, una sensualità del suono, di mettere un’intensità in ogni intenzione. Questa non è musica leggera, è musica emotivamente intensa” afferma l’artista.
Questo è il significato di ‘Story of the Invisible‘: cercare il mondo misterioso che vive dietro la partitura, i legami impercettibili che uniscono questi silenzi e armonie, ma anche le risorse interiori che questa musica è in grado di portare alla luce, combinando l’intensità – del tatto e del suono – e l’abbandono.
Brillante pianista francese nata a Rennes, in Bretagna, Vanessa Wagner inizia a studiare pianoforte all'età di sette anni. A diciassette anni si aggiudica il Primo Premio al Conservatoire National Supèrieur de Musique de Paris e nel 1999 riceve un Victoire de la Musique (l'equivalente dei Grammy Awards) come la più promettente giovane solista strumentale. Le sue rivisitazioni di Rameau, Mozart, Haydn, Schumann, Brahms, Rachmaninov, Debussy, Schubert e Berio hanno ottenuto ottimi riconoscimenti in Francia e all'estero. Vanessa Wagner è stata premiata come Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres ed è stata direttore artistico del Festival du Château de Chambord a partire dal 2010. Guidata dalla sua naturale curiosità, ama viaggiare attraverso le vaste possibilità offerte dal suo strumento d'elezione: il piano, spaziando dalle opere più classiche alle più contemporanee composizioni. La sua prima esibizione come ospite di Infinè Workshop risale al 2010, insieme al produttore messicano Murcof in occasione di Carriére du Normandoux. Sei anni dopo il duo Murcof-Wagner pubblica 'Statea', un album di interpretazioni del repertorio minimalista che combina pianoforte ed elettronica, a cui hanno fatto seguito numerosi concerti internazionali, dal Barbican e Kings Place di Londra alla Jazzhouse di Copenhagen alla Philharmonie de Paris, compresi alcuni appuntamenti italiani a Romaeuropa Festival e al Teatro Franco Parenti di Milano. Dopo 'Inland', pubblicato nel 2019 con l'etichetta Infinè Music, un riferimento al 'paesaggio immaginario' di John Cage, Vanessa Wagner continua la sua esplorazione del repertorio minimalista presentando al suo pubblico brani rari o inediti di acclamati compositori, giovani talenti del pianoforte e personalità che rivoluzionano i generi delle scene ambient, alternativa ed elettronica con 'Study of the Invisible', in arrivo il 25 marzo.
VANESSA WAGNER
'Study of the Invisible'
25 marzo 2022
Infinè Music – Audioglobe – IDOL
formato: digitale, cd, doppio vinile
pre-order: https://idol.lnk.to/StudyoftheInvisible
tracklist: Suzanne Ciani – Rain / Harold Budd – La Casa Bruja / Bryce Dessner – Lullaby (Song for Octave) / David Lang – Spartan Arcs / Brian Eno & Roger Eno – Celeste / Philip Glass – Etude n°16 / Julia Wolfe – Earring / Caroline Shaw – Gustave Le Gray / Moondog – Prelude n°1 in A Minor / Timo Andre – Wise Words / Peter Garland – Nostalgia / Philip Glass – Etude n°6 / Nico Muhly – Etude n°3 Running / Ezio Bosso – Before 6 / Melaine Dalibert – Epilogue
