Un itinerario alla scoperta dei luoghi di meditazione e d’arte nel cuore spirituale  di Visit Emilia: in tre puntate i chiostri della provincia di Piacenza, Piacenza e Reggio Emilia.  

Cuore di strutture dall’ingegnosa progettazione e nutrimento per occhi distratti dal paesaggio urbano, i chiostri sono spazi segreti, ma aperti, a chiunque intenda la spiritualità come momento intimo e personale. Ma anche a coloro che vogliono passeggiare con lo sguardo e con i piedi in gioielli architettonici che hanno ospitato nei secoli autentiche maratone dialettiche e meditative.  Con Visit Emilia – www.visitemilia.com – la Terra dello Slow Mix, dove ogni viaggio è un’esperienza eclettica e irripetibile, un itinerario tra i più affascinanti chiostri di abbazie, chiese, complessi monastici, borghi del territorio di Piacenza

Abbazia di Chiaravalle della Colomba, credit Visit Emilia

Il chiostro dell’Abbazia di Chiaravalle della Colomba di Alseno (PC) sulla Via Francigena Tappa da non perdere è l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba, nei pressi di Alseno (PC), inserita nei due Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa “Via Francigena”  e “Route  Européenne des Abbayes Cicterciennes”. Il cuore dell’Abbazia fondata all’incirca nel 1136 da San Bernardo, ultima guida in Paradiso di Dante nella sua Divina Commedia, è il chiostro quadrato trecentesco. Occasione per apprezzare la qualità architettonica, decorativa e mistico-simbolica tipica del Medioevo e soprattutto l’affascinante armonia delle parti. Magistrali sono i raccordi e i ritmi contrappuntati di elementi che si moltiplicano per combinarsi in un tutt’uno di sublime coerenza: le simbologie cifrate si insinuano nelle 24 partizioni a quadrifora, così come nelle 96 arcatelle ogivali, nelle 130 colonnine binate in marmo rosa di Verona, nei 20 speroni a contrafforte avanzati e nella cornice ad archetti e tortiglione. Una passeggiata lungo i 40 metri dell’anello claustrale evoca un passato di meditazione monastica, favorita dal contrasto tra rigore esistenziale e splendore artistico, qui sintetizzato in dettagli come le colonne ofitiche, i capitelli figurati o le figure telamoniche agli angoli interni del portico.  Visitare l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba – il cui nome deriva dalla leggenda secondo la quale fu una bianca colomba a delineare con delle pagliuzze depositate davanti ai monaci il perimetro della futura costruzione – è anche scoprire la Via Francigena.

Chiesa di San Sisto a Piacenza, foto di Dassoni, credit Visit Emilia

I chiostri della Chiesa di San Sisto a Piacenza
In questo itinerario alla ricerca dei luoghi del raccoglimento, una menzione la meritano i chiostri della Chiesa di San Sisto a Piacenza – carissima ai Farnese e custode tra l’altro del monumento funebre a Margherita d’Austria e di una copia della celeberrima Madonna Sistina di Raffaello, il cui originale venne venduto nel 1754 ad Augusto III re di Polonia. Insigne tempio rinascimentale e opera prima di Alessio Tramello, il chiostro si presenta allo sguardo dei visitatori, che attraversano il portone di ingresso, come un ampio triportico con ventuno arcate a pieno centro, sostenute da colonne in granito; sopra le arcate sono ancora visibili antichi medaglioni affrescati, che raffigurano diciotto immagini di imperatori e abati. 

Abbazia di San Colombano a Bobbio, Piacenza, credit Visit Emilia

Il chiostro dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio (PC) sulla Via degli Abati
Addentrandosi in Val Trebbia, a Bobbio, uno dei Borghi più Belli d’Italia, merita assolutamente una visita il complesso dell’Abbazia di San Colombano, che spicca con il suo maestoso chiostro, scenario anche del Bobbio Film Festival diretto da Marco Bellocchio. L’Abbazia, nota soprattutto come fonte d’ispirazione – con il suo Scriptorium, oggi purtroppo in gran parte disperso – per “Il nome della Rosa” di Umberto Eco, fu uno dei più importanti centri monastici d’Europa durante il Medioevo, l’ultimo fondato in Italia da San Colombano nel 614 e ancora oggi cuore pulsante, dal punto di vista culturale, del borgo. Il catalogo del suo Scriptorium, nel 982, comprendeva oltre 700 codici e dopo la dispersione in altre biblioteche conservò 25 dei 150 manoscritti più antichi della lettura latina esistenti al mondo. La Basilica fu costruita tra il 1456 ed il 1522 e presenta all’interno numerosi affreschi che decorano le due navate minori ed il transetto, eseguiti da Bernardino Lanzani e da un suo aiutante intorno agli anni 1527-1530. Vicino all’ingresso a sinistra, vi è la vasca battesimale del VII secolo che, secondo la leggenda, la regina Teodolinda donò a San Colombano e dove lui stesso celebrò il primo battesimo. Nell’ambiente che si apre davanti la cripta si conserva il prezioso mosaico pavimentale di San Colombano (metà del XII secolo), riemerso miracolosamente durante lavori di ristrutturazione nel 1910. Il complesso abbaziale inoltre ospita il Museo dell’Abbazia, che contiene una raccolta di materiali archeologici e opere legate alla figura di San Colombano dal IV al XVIII secolo, il bellissimo chiostro interno e il Museo della Città, collocato nell’ex refettorio. Per gli amanti dei cammini, la tappa di Bobbio è spunto per percorrere la storica Via degli Abati, detta anche Via Francigena di Montagna, che va da questo borgo del piacentino fino a Pontremoli.
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