Intervista che Federico Monti Arduini ci ha rilasciato in occasione dell’uscita del nuovo progetto discografico dal titolo “Il venditore di sogni”. Abbiamo parlato del “Guardiano” di ieri e di oggi.

È disponibile nei negozi e negli store digitali “Il venditore di sogni”, il nuovo progetto discografico di Federico Monti Arduini, alias Il Guardiano del Faro. Un nuovo album, uscito in versione CD e vinile, in cui l’artista “abbandona” temporaneamente il “Moog” e si propone al pianoforte accompagnato da un’orchestra di quaranta elementi.
Dodici brani, scritti interamente da Federico, che non tradiscono lo stile, le atmosfere e le sensazioni armoniche che hanno segnato tutte le sue precedenti produzioni, ma che lasciano spazio alla partecipazione di altri artisti e musicisti.
Ecco la tracklist completa: “Per amore e per passione”, “Il venditore di sogni”, “Lei dov’è” con Mario Rosini, “Progetto d’amore”, “Il Natale più bello che c’è”, “Sotto un cielo straniero” con Johnny Farina of Santo&Johnny, “A tu per tu con la Luna” con Fabrizio Bosso, “Finchè tu da lui tornerai” con Giuseppe Milici e Duni Jazz Choir, “A million voices” con Cece Rogers e Giuseppe Milici, “Appuntamento tra le nuvole”, “Per te soltanto” con Natale Massara, “Volo 463” cantato / interpretato da Federico Monti Arduini.
Abbiamo intervistato per i nostri lettori Federico Monti Arduini.

Federico Monti Arduini con Robert Moog

Posso iniziare con una domanda forse banale? Compositore, tastierista, arrangiatore, produttore discografico e forse mi dimentico di qualcosa ma chi è Federico Monti Arduini?
È una domanda semplice ma la risposta è difficilissima: direi che sono un musicista, un appassionato di musica, un dotato dalla divina provvidenza della possibilità di apprezzare e di immettermi nella musica con estrema facilità.

Facciamo un passo indietro in particolare per i più giovani: da dove nasce il nome Il Guardiano del Faro?
Questa è una storia lunghissima, devo cercare di farne un sunto. Nasce dal fatto che quando ho realizzato il primo disco, “Il Gabbiano Infelice”, lavoravo per la Ricordi e non potevo fare l’artista, però avevo fatto questo nastro che era nato di getto suonando il moog, l’organo e il pianoforte. Non dovevo far sapere alla casa discografica che ero io l’artista, quindi il nastro è stato portato da un produttore mio amico il quale non doveva sapere. Insomma una storia molto complicata che però si è rivelata molto felice.

Se ti chiedessero di presentarti a chi non ti conosce citando “parole” significative della tua lunga carriera?
Sceglierei autore; ho studiato musica classica ma ho l’animo di un autore, poi sono una persona che rispetta le regole del gioco e una persona estremamente riservata. Uno degli elementi più significativi che hanno caratterizzato la mia carriera è stato il fatto di non aver mai voluto raggiungere il successo, ovvero non aver fatto sì che questo fosse una regola indispensabile: ho sempre avuto l’obiettivo di produrre scrivere, suonare e proporre senza pretenderlo necessariamente.  

Cosa ha significato per te il successo di “Amore grande amore libero”?
È stata liberazione di tante cose personali e di tante cose anche nell’ambito musicale. Personali perché è un figlio tuo che ha successo e che viene riconosciuto in tutto il mondo, quindi è una grande soddisfazione. È stata una grande soddisfazione anche dal punto di vista tecnico musicale perché sono arrivato in un momento in cui non c’erano musiche strumentali ed essendo io l’unico ho rotto un po’ l’argine dell’ambiente musicale di quel tempo.

Federico Monti Arduini con Fabrizio Bosso

Veniamo ad oggi, ci puoi raccontare da dove nasce “Il venditore di sogni”?
“Il venditore di sogni” nasce dal desiderio di esternare quello che si sente. Non mi nascondo nel dire che sono un sognatore, che immagino un mondo che non è quello in cui viviamo e cerco sempre di immaginare qualche cosa che oggi non c’è ma magari un giorno ci sarà. È la proposta di tutta una serie di emozioni personali, ognuna delle quali rappresenta qualcosa di particolare.

Dove trovi ispirazione per i tuoi brani?
Partiamo dal presupposto che la maggior parte di noi artisti non è mai contento e sogna sempre di avere qualcosa che non ha e che forse non avrà mai: sulla base di questo costruisce si costruisce sempre qualche cosa. Noi musicisti non sappiamo dipingere e scrivere, sappiamo comporre, quindi mettiamo nella nostra musica tutte quelle cose che vorremmo che fossero e che magari non sono.

Federico Monti Arduini con Robert Moog

In questo lavoro abbandoni il moog: ci racconti come ti presenti e perché?
Nelle canzoni il moog c’è sempre, non è più il protagonista ma mi accompagna, nell’arrangiamento lo suono sempre. Avevo però deciso di far capire che se mi avete voluto così tanto bene, Il Guardiano del Faro non è solo una musica e il moog. Il moog è un mezzo, ma prima del mezzo c’è un uomo che scrive musica e la scrive al pianoforte. Così è nato il disco.

Ti ho già fatto molte domande e per chiudere mi sento un po’ marzulliano… c’è qualcosa che mi sono dimenticato di chiederti e che invece vuoi dire a chi ci legge?
No devo dire che mi hai colpito profondamente nel cuore e sono stramazzato al suolo. Hai toccato tutti i punti che mi riguardano personalmente.

Ringrazio Federico, “Il Guardiano del Faro”, per la disponibilità e Alessia Guida di Parole & Dintorni per la preziosa collaborazione.

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