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Intervista con i due ragazzi che hanno trasformato un incontro casuale in una collaborazione musicale sorprendente. Il 10 maggio scorso è uscito “Mosaici”, il loro nuovo singolo” di cui abbiamo parlato nell’intervista oltre che di musica e progetti futuri.

Oggi ci immergiamo nella storia di due ragazzi provenienti dalla provincia, il cui incontro casuale a Milano si è trasformato in una collaborazione musicale sorprendente. Condividendo un appartamento durante gli anni universitari, scoprono una passione comune per la musica, usandola come principale forma di espressione. Nonostante i primi giorni fossero caratterizzati da sessioni informali tra amici, dove si alternano suonate e testi ironici, ben presto si rendono conto del potenziale di creare qualcosa di più strutturato e significativo.
I Catullo 9 incarnano la bellezza nella sua forma più semplice e spontanea, un tratto che risplende nel loro nuovo singolo, “Mosaici” (Maionese Project), disponibile sulle piattaforme di streaming dal 10 maggio. In questa intervista, esploreremo le radici del loro percorso artistico, i momenti chiave che hanno definito la loro identità musicale e cosa prevedono per il futuro.

Ciao ragazzi, benvenuti sulle pagine di Ottiche Parallele Magazine! Quando nasce il vostro amore per la musica? 
Per quanto riguarda me (Anna), è nata prima la passione per la scrittura. Ho sempre amato la musica ma già da bambina il mio passatempo era quello di giocare con le parole, quando a dodici anni ho iniziato a suonare la chitarra ho capito di voler dare un corpo più completo a quello che scrivevo.
Io (Giacomo) sono nato in una famiglia di artisti e musicisti ed anche nei momenti difficili la musica era presente. Sono stato fortunato ed ho sempre giocato con tanti aspetti diversi del fare musica e comporre, e questo mi ha portato ad avere una buona visione d’insieme e quindi a scegliere la strada del produttore, del compositore.

Cosa rappresenta per voi la musica in generale e il vostro fare musica in particolare?
La nostra figura di artisti è ciò che ci può avvicinare di più all’accettazione di noi stessi. Se qualcuno, sentendo la nostra musica, si dovesse sentire più vicino a sé, se riuscisse a comprendersi un po’ meglio, allora il nostro lavoro non sarà servito solo a noi. La musica non è nient’altro che la modalità di espressione che abbiamo scelto per noi stessi.

Quali musicisti hanno ispirato il vostro stile e la vostra musica?
Io (Anna) sono cresciuta con il cantautorato italiano, poi sono passata a quello inglese ma diciamo che mentre sulla scrittura sono più selettiva, per quanto riguarda la musica amo ascoltare qualsiasi genere per studiare quali suoni e quali atmosfere si possono avvicinare di più a ciò che voglio fare.
(Giacomo) Le mie influenze artistiche sono scoordinate ed aeree: ho sempre cercato un “fattore X” nella musica, senza curarmi troppo del genere o dell’autore. il mio riferimento più grande è forse Pharrell.

Da poco è uscito il vostro nuovo singolo. Di cosa parla il brano e cosa vuole trasmettere?
“mosaici” parla della complessità della persona, uno scambio di tessere per conoscersi e per imparare a capirsi ed accettarsi. Donare parti di noi stessi. Un dolce momento erotico avvicina i corpi che si scompongono e ricompongono per completarsi.

A questo singolo ne seguiranno altri o state lavorando ad un album?
L’album si chiama proprio “catullo 9”, non è ancora uscito ma è già completo. Racchiude tutto il nostro periodo milanese e si porta dentro speranze e timori dei nostri vent’anni.

Quali saranno i vostri prossimi progetti?
In programma abbiamo solo tanto lavoro, la passione non basta. Abbiamo bisogno di crescere e di sperimentare, vogliamo fare tutto ciò che è necessario per essere artisti completi e degni di essere ascoltati.

Ringraziamo Anna e Giacomo (Catullo 9) per la disponibilità e Valentina Seneci di Red&Blue Music Relations per la collaborazione.