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In occasione del lancio del nuovo progetto di collaborazione del nostro direttore, Fabrizio Capra con l’agenzia spettacolo e management SAAS di Samuel Accomo, abbiamo colto l’occasione di porre alcune domande per conoscere più da vicino questa nuova avventura che a breve verrà ufficialmente presentata.

con Laura Filippa e modella

Direttore come si sente ad essere passato dalla parte degli intervistati?
Innanzitutto stranito nel sentirmi dare del lei. Ci conosciamo da alcuni anni quindi preferirei un rapporto più amichevole in questa chiacchierata anche per farmi sentire più a mio agio. E vado a rispondere alla tua domanda. Sinceramente: mi sento un pochino imbarazzato perché mi è capitato una volta sola alcuni anni fa per un’altra rivista ma sono altrettanto in fibrillazione perché ho tante cose da dire e ho il timore di dimenticarne qualcuna. A parte l’imbarazzo, la fibrillazione e il timore per il resto direi quasi rilassato.

Può raccontarci come è nata la collaborazione con l’agenzia SAAS?
Se devo usare un termine direi “giornalisticamente”. Ho iniziato nel mese di giugno del 2023 curando l’ufficio stampa di una manifestazione canora. Poi sono stato incaricato di svolgere il ruolo di addetto stampa del concorso canoro “Il Microfono d’Italia”. Da cosa nasce cosa e il titolare dell’agenzia, Samuel Accomo, saputo dei miei trascorsi nel settore moda e affini mi ha chiesto di studiare un progetto per implementare con questo settore le attività della SAAS.

Parliamo del progetto.
Prima di parlare del progetto mi piacerebbe raccontare la sua genesi…

Certamente.
Nella stesura del progetto ho volutamente scelto di essere sintetico, ma completo. Credo che non serva spendere tante parole per indorare la pillola come ormai siamo stati abituati. Se una scatola è vuota rimane vuota anche se, come dice Pierangelo Bertoli, ti perdi nei parolai. Ho cercato di inserire i concetti giusti, chiari, perché non risultassero solo parole, ma fatti concreti e realizzabili. E penso che questo sia piaciuto a Samuel che ha approvato in toto la mia proposta.

Condividere la stessa visione, ma allo stesso tempo completarla vicendevolmente è molto importante per la riuscita di un progetto. Che sensazioni hai avuto nei confronti del titolare della SAAS, Samuel Accomo?
Se ci collaboro probabilmente le sensazioni sono state buone. Ritengo che sia una persona molto competente, artisticamente di ampie vedute e capace di cogliere le opportunità che gli vengono prospettate.

con Giulia De Giovanni nel backstage di una sfilata

Torniamo al vivo del progetto.
Come mi capita spesso sono partito dalla fine per poi costruirci intorno tutta l’infrastruttura. Ho iniziato da un claim che avevo nella testa da tanto tempo e che fino a ora in pochi hanno compreso appieno. E su questo devo dire che con Samuel ho trovato la giusta lunghezza d’onda. Ha compreso totalmente il messaggio che mi piacerebbe venisse trasmesso…

Ci può svelare questo claim?
Certo, perché abbiamo già iniziato a utilizzarlo e, probabilmente, con le dovute correzioni verrà esteso a tutte le attività dell’agenzia. Il claim recita così: “Non una agenzia di modelle, ma l’agenzia per le modelle. Noi facciamo la differenza”.

Bello e incisivo, ma concretamente in cosa consiste questo progetto?
Come ho detto prima: pochi concetti chiari e concreti. Il primo passo è quello di creare un portfolio di modelle e modelli. È un qualcosa di semplice, facile da realizzare, ma potrebbe correre il rischio di non rispondere a pieno alle esigenze che un ipotetico cliente potrebbe avere. Mi sono detto: e se un cliente oltre ad aver bisogno di una modella o un modello avesse la necessità di realizzare qualcosa che richieda anche altro? Come un fotografo, la giusta location, una organizzazione di supporto, ecc. Allora perché non offrire l’opportunità di costruire insieme alla committenza il progetto stesso, offrendo le singole componenti come un servizio completo?

Direttore ci fai un esempio?
Un cliente vuole realizzare un catalogo. Quindi avrà bisogno di modelle e modelli. Ma avrà anche la necessità di trovare un fotografo bravo nel realizzare cataloghi, una location adatta ai suoi prodotti e poi, perché no, un direttore artistico o, se vogliamo usare un termine dalla mania esterofila, art director, per coordinare il servizio affinché tutto vada per il meglio. È la possibilità di offrire un pacchetto con un team che possa andare incontro a tutto quello che il cliente voglia organizzare e realizzare dalla pubblicità alle sfilate.

tra Vale e Sere durante uno shooting – foto Vincenzo Licenziato

Esattamente quale sarà il tuo ruolo all’interno della SAAS?
Siamo nella fase realizzativa e se devo dire la verità non ci ho ancora pensato: art director o direttore artistico, coordinatore, responsabile. A mio avviso non conta l’etichetta che ti appiccichi sulla maglietta, conta la volontà di raggiungere gli obiettivi prefissati e conta la fiducia che viene riposta in te. Avere la piena fiducia è un qualcosa di stimolante per portare avanti il progetto, specie ora che entra nella fase più importante. Ed è qualcosa che va al di la del nome che si darà al mio ruolo.

Da alcune settimane il progetto è entrato nella fase realizzativa: come è stata la risposta?
Abbiamo focalizzato la partenza avviando contatti con modelle e modelli allo scopo di dare principio al portfolio dell’agenzia e la risposta è stata più che positiva. Il lavoro da fare è tanto e solo se non ci si fa prendere dalla frenesia si ottengono buoni risultati. Il tutto e subito lo lasciamo a chi è superficiale.

Nei tuoi post di lancio della SAAS – Moda leggiamo che l’invito è aperto anche ad aspiranti modelle e modelli: ce ne vuoi parlare?
Vogliamo offrire delle opportunità e scoprire nuovi talenti. Lo scopo principale dell’agenzia è questo! In tutti i settori, vogliamo trovare dei nuovi talenti. Proporremo casting e altre iniziative per aiutare queste ragazze e ragazzi a realizzare il proprio sogno.

Quali sono i passi che farete nel prossimo futuro?
Mentre proseguiremo con i contatti per raccogliere le adesioni sia di chi svolge l’attività sia di chi aspira a svolgerla, al ritorno dalla pausa estiva inizieremo anche a proporre dei casting con l’auspicio che in mezzo ai candidati si celi qualche talento. Contestualmente contatteremo fotografi e selezioneremo le location per completare il portfolio dell’agenzia. Le attività di “reclutamento”, permettetemi questo termine, proseguiranno sempre, ma nel mese di ottobre c’è la volontà di organizzare un evento di presentazione della “SAAS Moda”.

Hai parlato di un evento per la presentazione dell’Agenzia: puoi dirci di più?
L’idea è quella di organizzare una sfilata dove affiancheremo modelle e modelli senior che già svolgono l’attività con gli aspiranti. Diciamo che è tutto in costruzione e per una buona dose di scaramanzia preferirei non spoilerare troppo.

con aspiranti modelle in una sfilata – foto Antonio Petocchi

Accantoniamo la presentazione e parliamo dei casting?
Anche quelli sono in fase di definizione: ho lanciato l’idea a Samuel di abbinarli anche alle finali regionali del concorso “Il Microfono d’Italia”, ma anche in questo caso è un discorso tutto in divenire.

Parliamo un po’ di te: come sei entrato a far parte di questo mondo?
Diciamo casualmente. Circa vent’anni fa per un giornale intervistai alcune modelle impegnate in Alessandria per iniziative legate alla moda e quel mondo iniziò ad affascinarmi. Ho iniziato con lo scrivere articoli su servizi fotografici poi, piano piano, questo mondo mi ha fagocitato e mi sono ritrovato a svolgere diversi ruoli, oltre a quello giornalistico, fino a dirigere delle sfilate di moda con risultati positivi a detta delle persone. Poi tra Covid e miei motivi di salute ho dovuto frenare e ora con la SAAS ho questa importante occasione per rimettermi in gioco.

Ci puoi raccontare un episodio positivo legato a questo settore?
Di ricordi positivi ce ne sono tanti, ogni situazione che si è venuta a creare, sia sfilate sia servizi fotografici, mi hanno regalato momenti belli da ricordare. C’è però un evento in particolare che mi ha lasciato un bel ricordo da tutti i punti di vista. Nell’estate del 2010 ho diretto una sfilata a Riccione che mi ha permesso di conoscere persone fantastiche e con una modella in particolare siamo in contatto ancora oggi. Spero di averla nel portfolio dell’agenzia! Un risultato straordinario e tanti ospiti come Alex Belli di “Centovetrine”, che sono venuti a complimentarsi.

Invece momenti che ti hanno lasciato l’amaro in bocca?
Guarda preferisco non parlarne. Normalmente tendo a dare fiducia alle persone e purtroppo capita di rimanere delusi. Nell’intraprendere qualsiasi percorso io ci metto tutto me stesso però se mi accorgo che vengo preso per i fondelli rischio di diventare la persona più indisponente di questa terra. Non chiedo di fare i salti mortali o fare qualcosa di impossibile: chiedo solo un po’ di coerenza.

durante le prove di una sfilata – foto Francesco Barilaro

Come fai a conciliare le attività di giornalista e la passione per il settore moda?
Posso rispondere affermando che nell’arco della giornata le ore sono 24 quindi c’è tempo per fare tutto. Mi limito a rispondere che basta organizzarsi e metterci tanta passione. Poi ho il vantaggio di essere in pensione e come canta Guccini ne “Il Pensionato “uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo”. Ecco io ho tanto tempo e spero di non sprecarlo correndo dietro alle mie passioni. E nel frattempo sto anche cercando di terminare di scrivere il mio primo (e a questo punto credo anche l’ultimo) romanzo.

Concludiamo questa intervista con un appello?
La SAAS Moda sta decollando: non è una scatola vuota, ma una realtà che piano piano sta prendendo corpo. Pertanto lancio un appello a modelle, modelli e aspiranti tali a proporsi. Noi saremo sempre al loro fianco. Ricordo la mail a cui inviare la propria disponibilità: casting.saas@gmail.com. Non posso che dire vi aspettiamo per percorrere tanta strada insieme.