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Ritroviamo nonnoatipico che ci racconta una nuova esperienza: Giacomo ci porta nella nota località in provincia di Potenza per scoprire un gioiello architettonico che affascina e intriga studiosi e visitatori. Un sito archeologico che fa sognare e riflettere.

Nello scorso mese di giugno ho partecipato ad una manifestazione motociclistica che attraversava l’Italia centro – meridionale percorrendo strade secondarie e sterrate.
Ho percorso globalmente circa 2000 chilometri godendo delle bellezze che ci riserva il nostro bel paese sia dal punto di vista paesaggistico che da quello turistico – culturale.
Una delle motivazioni che mi hanno spinto a partecipare, oltre alla perfezione dell’organizzazione, è stata quella di soddisfare il desiderio di visitare un sito archeologico molto particolare che avrei trovato lungo il percorso.

La mia curiosità era dettata dalla indubbia bellezza dello stesso ma soprattutto dall’aura di mistero che lo circonda che mi faceva contemporaneamente sognare e riflettere.
Partito la mattina da Termoli, dopo avere percorso il promontorio del Gargano, essermi spinto ulteriormente a sud e successivamente virato ad occidente entrando in Basilicata, dopo tanti e tanti chilometri percorsi in mezzo alla natura sono arrivato a Venosa.
Questa cittadina custodisce un gioiello architettonico che affascina e intriga studiosi e visitatori: l’Abbazia Incompiuta della Santissima Trinità.
Questo monumento, che unisce storia, leggenda e mistero, rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura medievale del Sud Italia, pur essendo rimasto incompiuto.

L’Abbazia della Santissima Trinità sorge in un sito di grande importanza storica, già utilizzato in epoca romana e paleocristiana. La struttura si compone di due edifici distinti: la chiesa antica, risalente all’VIII secolo, e la parte nuova, iniziata nel XII secolo ma mai portata a termine; quest’ultima è nota appunto come “Abbazia Incompiuta”.
L’Abbazia era destinata a diventare un grandioso centro religioso, ma per ragioni ancora non del tutto chiarite, i lavori di costruzione furono interrotti.
Le ipotesi più accreditate parlano di problemi economici, legati alle difficoltà di gestione dei fondi da parte dei monaci benedettini ed a seguire dei cavalieri di Malta acquirenti successivi.
Il mancato completamento dell’Abbazia ha alimentato nel corso dei secoli numerose leggende ed interpretazioni popolari. Alcuni sostengono che la costruzione sia stata abbandonata a causa di una maledizione, altri ritengono che dietro l’incompiutezza si celi un simbolismo legato alla transitorietà della vita terrena.
Effettivamente è proprio questa caratteristica che mi aveva colpito e che solleticava la mia fanciullesca ricerca del mistero, dell’ignoto, del magico.
Dai miei studi avevo rilevato che nei ruderi si trovavano simbologie esoteriche quantomeno apparentemente inconciliabili tra di loro.

Mi ritrovai quindi ad ispezionare tutti i ruderi alla ricerca di questi simboli e, anche con l’aiuto di gentilissimi e competenti operatori a supporto dei visitatori, sono riuscito a ritrovarli tutti annegati nella maestosità delle opere murarie presenti. La mia interpretazione riguardo alla contemporanea presenza nel medesimo luogo di questi simboli è che nel corso della costruzione, stante anche le difficoltà finanziarie dei committenti, sono stati usati particolari architettonici di altre costruzioni dismesse e che quindi, per una strana casualità, sono venute a coesistere queste simbologie non perfettamente coerenti tra di loro stante anche il loro posizionamento particolarmente disomogeneo e disperso. Questo ha acceso nella mia piccola mente il pensiero che tante volte ci si sforza di dare una giustificazione razionale a cose o situazioni che non sono altro che casuali.
Qualunque sia la verità, il risultato è un luogo di culto unico nel suo genere, in cui il tempo sembra essersi fermato. Oltre al suo valore architettonico, l’Abbazia di Venosa è anche un importante sito archeologico.

Nei pressi della Chiesa si trovano le Catacombe Ebraiche, testimonianza della presenza di una comunità ebraica attiva in epoca romana, le rovine di un anfiteatro romano e soprattutto di terme romane molto ben conservate a conferma della ricchezza storica di quest’area.
Scavi e ricerche continuano a portare alla luce reperti che gettano nuova luce sulle civiltà che si sono succedute in questa regione.
L’Abbazia Incompiuta di Venosa è diventata una meta sempre più popolare tra turisti e appassionati di storia. Il fascino dell’incompiuto, unito alla bellezza del paesaggio circostante, rende questo sito un luogo di grande suggestione, dove passato e presente si fondono in un’atmosfera quasi mistica.

L’Abbazia non è solo un monumento, ma un viaggio nel tempo, un enigma che continua a suscitare domande e curiosità. Tra le sue mura si respira l’essenza della storia, quella che non si lascia completamente afferrare, ma che proprio per questo affascina e attira. Venosa e la sua Abbazia sono un invito ad esplorare, a scoprire ed a lasciarsi ispirare da ciò che è stato e da ciò che potrebbe essere stato. Un luogo dove il passato è ancora vivo e dove ogni pietra racconta una storia.
Tutto questo lo ho vissuto profondamente ed è stato spunto per tante riflessioni e considerazioni; ad ogni modo è stata una esperienza molto bella e formativa: una esperienza che consiglio tutti di vivere magari lasciando a casa la razionalità per farsi trasportare dalla aura magica di questo luogo!