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Intervista con l’artista siciliana da poco uscita con “Bluette” il nuovo singolo che racconta la trasformazione, il desiderio di scavare più a fondo dentro sé stessi, di abbracciare anche le proprie parti meno luminose. Valentina ci parla di musica, dei suoi studi e del nuovo brano.
“Bluette” è il nuovo singolo di Valentina Indelicato, un brano che racconta la trasformazione, il desiderio di scavare più a fondo dentro sé stessi, di abbracciare anche le proprie parti meno luminose. Originaria di Catania, Valentina porta avanti un percorso musicale in cui le radici, la ricerca personale e l’ascolto del mondo si intrecciano con naturalezza. La sua formazione in Lingue e Relazioni Internazionali diventa parte integrante di una visione artistica ampia, in cui la musica è strumento di dialogo, empatia e verità. “Bluette” è il simbolo di una nuova consapevolezza emotiva, intensa e concreta, che trova nella voce e nel suono una nuova urgenza espressiva.
Abbiamo intervistato Valentina Indelicato.


Sei nata a Catania e stai costruendo un percorso musicale che unisce studio, ricerca e visione: quanto conta per te il legame con le tue radici?
Molto. Sono fermamente convinta del fatto che la bellezza, così come la curiosità per il mondo e la ricerca/definizione di sé, siano da cogliere nel quotidiano, nelle piccole cose e nei luoghi che apparentemente possono sembrarci scontati. Allo stesso modo, penso che il passato, in senso lato e in quanto tale, ci appartenga e ci definisca, collettivamente e individualmente.
“Bluette” rappresenta anche un viaggio verso una nuova versione di te stessa. In che modo senti di essere cambiata rispetto ai tuoi brani precedenti?
“Bluette” mi ha permesso di portare e sperimentare sul campo una parte di me, musicale e personale, diversa. Questo perché credo che nessuno sia propriamente luce o ombra, ma un bellissimo quadro di tanti e vari colori che nell’ insieme fanno la persona e che, nel dettaglio, sono tutti da scoprire nelle loro infinite sfumature. E guardare ad altri dettagli della mia voce è stata una rinnovata scoperta per me, che pure fluisce sotto una comune matrice di fondo. Quando ho incontrato questo brano (amo immaginarlo un vero e proprio incontro), ho sentito una fortissima voglia di attingere a una nuova esigenza espressiva, a una verità un po’ più ruvida e diretta, a qualcosa di più intenso che continua a smuovermi dentro ogni volta, come raramente fino ad ora mi è capitato.


In che modo la tua formazione in Lingue e Relazioni Internazionali ha influenzato la tua sensibilità artistica?
Sento la mia laurea come parte integrante e portante del mio sogno musicale, in cui la musica è comunicazione che abbatte barriere e che costruisce ponti che vanno oltre le differenze di ogni genere e sorta. In questo senso, non ho mai visto il mio percorso universitario come divergente o ‘altro’, ma come strumento prezioso per comprendere quanto le connessioni umane possano essere importanti e varie, e quanto l’uomo si basi su queste per la sua stessa sopravvivenza prima ancora che per il vivere bene insieme; questo a causa della sua inclinazione naturale ad essere, citando Aristotele, “zoon politikon”.

Se potessi raccontare “Bluette” a chi non parla la tua lingua, quali emozioni vorresti riuscire a trasmettere comunque?
Il mio desiderio, in questo caso, è trasmettere questa sorta di nascente ‘fuoco interiore’ che ho provato io quando ho incontrato/cantato questo brano. Una fiamma di ruvida forza, ancora sconosciuta e non sperimentata, che parte proprio dall’accettazione di sé e dei propri piccoli disastri di vita.
C’è una parola o un’immagine ricorrente nel tuo immaginario artistico che continua ad accompagnarti?
Sì, sono diverse. Mi seguono e mi accompagnano, o forse sono io a ricercarle e a circondarmene, magari perché risuonano in me più di altre. Ognuna, però, è autentica, vera, le sento tutte dentro e le ho vissute, elaborate in modo personale. A qualcuna mi sono proprio affezionata.
Ringraziamo Valentina per la disponibilità e Barbara Scardilli di Red&Blue Music Relations per la preziosa collaborazione.
