Tempo di lettura: 3 minuti – 582 parole

Intervista con la cantante che recentemente ha pubblicato il brano “Banale”. L’artista ci ha parlato del suo nuovo singolo, di musica e dei suoi interessi.Questo brano non è nato con l’idea di dover essere una hit estiva, ma di certo il tempismo ha aiutato a renderlo adatto all’estate.”

Con “Banale“, Arianna Chiara sperimenta un sound funky-pop con influenze R&B e jazz, prodotto insieme ai Cosmophonix AD. Il brano ha preso forma in studio, evolvendo in un ritornello che ha dato nuova energia al pezzo. Nel testo, Arianna non manca di sarcasmo, un tratto che porta anche nella vita quotidiana.
Amante del jazz, si ispira ad artisti come Laufey, Yebba e Raye, ma in Italia apprezza Serena Brancale e Simona Molinari. “Banale” non nasce come hit estiva, ma grazie al suo tempismo si adatta perfettamente alla stagione.
Scopri l’intervista completa.

Il sound funky-pop di “Banale” ti rappresenta molto. Come descriveresti oggi la tua identità musicale?
Devo dire che mi sono divertita ad esplorare questa nuova sonorità, che rientra sempre a far parte del mio mondo e di ciò che mi piace, ma con un tocco di groove in più. Al momento sento di stare esplorando sempre di più il mondo R&B e jazz, mischiato al pop: sto scrivendo anche nuovi pezzi che richiamano questo stile ed è ciò in cui mi sento più rappresentata.

Com’è stato tornare in studio con i Cosmophonix AD? C’è stato un momento chiave nella produzione del brano?
Con il team di Cosmophonix AD mi trovo sempre benissimo, e sento che riusciamo a lavorare con una sinergia incredibile e una visione comune, sulle sonorità e lo stile da perseguire su ogni brano. In particolare, “Banale”, sebbene fossimo partiti con l’idea di sviluppare questa storia, si stava evolvendo con tutt’altro ritornello, che poi, lavorandoci in studio, è cambiato completamente ed è diventato quello che è ora. È stato quello il momento chiave, quando lo abbiamo totalmente rivoluzionato e capito che girava molto di più!

Il sarcasmo nel testo è evidente: è qualcosa che porti anche nella vita quotidiana?
Assolutamente, nella vita di tutti i giorni faccio tutto con molta dedizione e passione, ma non mi piace prendermi troppo sul serio e ho bisogno di vivere le cose anche con spensieratezza e un pizzico di autoironia.

Hai citato il jazz tra le influenze: quali artisti ti hanno ispirato in questo senso?
Il jazz è il genere che più amo e che negli ultimi anni sto studiando a fondo, sono alla fine del mio percorso di studi in canto jazz e sento che mi ha aiutato profondamente anche nella ricerca del mio sound personale. Mi ispiro a tutte le grandi cantanti del passato, e nella mia musica prendo a riferimento artiste che sanno rendere “pop” e radiofoniche queste sonorità: Laufey, Yebba, Raye, Celeste, e in Italia ammiro tantissime artiste come Serena Brancale e Simona Molinari.

Che rapporto hai con l’idea di scrivere “hit estive”? Ti diverte o ti mette pressione?
Questo brano non è nato con l’idea di dover essere una hit estiva, ma di certo il tempismo ha aiutato a renderlo adatto all’estate. Perciò no, non penso di aver avuto la pressione di dover scrivere un tormentone estivo anche perché i miei brani non voglio nascano per un fine preciso ma perché devono rappresentare parti di me… ma certo mi sono divertita!

Ringraziamo Arianna Chiara per la disponibilità e Barbara Scardilli di Red&Blue Music Relations per la preziosa collaborazione.