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La nostra nuova collaboratrice, dopo l’articolo pubblicato prima della pausa estiva, torna con la recensione dell’album “A quiet day” di Evocanta, nome d’arte di Vincenzo Greco, disco strumentale che per impostazione compositiva e sonorità e vicino alla musica classica.
È sufficiente ascoltare il singolo “Sunset”, contenuto nell’album “A quiet day” (Dialettica Label/Tunecore/La Stanza Nascosta Records) di Vincenzo Greco, in arte Evocante– un disco strumentale vicino, sia per impostazione compositiva che per sonorità e strumentazione, alla musica classica, con qualche minimo e appena percepibile sprazzo di elettronica- per essere immediatamente incuriositi dall’universo di questo artista.

Iniziamo col dire che il videoclip di “Sunset” è confluito nello spettacolo, con videonarrazione live, “All’improvviso…tornerà la luce”, proposto a Milo lo scorso 17 agosto, ore 21.00, presso la Scalinata Largo dei Mille.
Sì, perchè il “nostro” non è nuovo agli spettacoli/videonarrazioni: ha realizzato due video-racconti musicali (“Solo cose belle”, 2013 e “LiberAzione”, 2015, ambientato in Islanda), un docufilm (“E noi ficimu a facci tanta. Una reazione Vibonese”, 2018), lo spettacolo L’infinito fra le mani – Spettacolo su temi proposti da Franco Battiato, che ha fatto registrare un doppio sold-out al Teatro Basilica di Roma e- infine, per ora!- il videoracconto“All’improvviso…tornerà la luce”.
Il videoracconto, una delle forme espressive più care a Vincenzo Greco/ Evocante, che è anche artista multimediale, porta al calor bianco, in una autentico climax emotivo, i temi già esplorati nell’album “All’improvviso- Canzoni Lievi” (Dialettica Label- Tunecore- la Stanza Nascosta Records), con incursioni nei precedenti lavori “Siamo esseri emozionali” (Dialettica Label 2024) e “A quiet day”, nonché stralci dello spettacolo teatrale L’infinito fra le mani – Spettacolo su temi proposti da Franco Battiato.

Il titolo del videoracconto, che vuole essere, nelle parole di Greco, un terzo livello narrativo, ulteriore a quello della musica e delle parole, è “All’improvviso…tornerà la luce”, un accostamento dei titoli di due tracce dell’album che vuole essere quasi una salvifica chiusura del cerchio.
“All’Improvviso- Canzoni lievi”, accolto molto bene dalla critica e dal pubblico, è un lavoro dalle mille anime, che ben testimonia il funambolico e sperimentale estro creativo di un autore che ama giocare con le contaminazioni, facendo- a monte- un lavoro di ricerca anche esistenziale, di affinamento delle percezioni, di dilatazione di un tempo, qual è il nostro, frenetico. Le riletture di “Parigi” di Enzo Carella e “Sidùn” di De Andrè- Pagani colpiscono l’ascoltatore per l’interiorizzazione profonda del concetto di deflagrazione che anima entrambe, poi portato dall’autore a sviluppi assolutamente inediti.
Echi di Battiato attraversano il disco; inevitabilmente, se si considera che Vincenzo Greco ha dedicato, nel corso degli anni, vari studi a Franco Battiato: ricordiamo il libro “Battiato. Una ricostruzione sistematica. Percorsi di ascolto consapevole” pubblicato da Arcana Edizioni, Collana Musica, nel 2023, in contemporanea con l’uscita dell’album “Fino a tardi. Viaggi sonori con Battiato” (Dialettica Label, 2023).

Dallo scorso 18 aprile è inoltre disponibile il libro di Vincenzo Greco “Il tempo moderno e i suoi inganni. Riflessioni critiche nella musica: Ferretti, De André, Battiato, Waters”, edito da Arcana Edizioni, con prefazione di Paolo Benini. Il libro è accompagnato dalla rilettura di Greco de “La domenica delle salme” di Fabrizio De Andrè e Mauro Pagani, in uscita il 18 aprile su tutte le piattaforme digitali per Dialettica Label/Tunecore.
Nel brano il basso è suonato dal musicista e produttore Salvatore Papotto.
Chi si aspettasse da “Il tempo moderno e i suoi inganni” solo un saggio sarebbe inevitabilmente deluso: la scrittura di Greco partecipa di vari generi senza che sia possibile ascriverla totalmente ad uno solo. La sua è una narrazione alluvionale, che intreccia pensiero creativo e critica, suggestioni e precisi riferimenti musicali, facendo dialogare tra loro autori così lontani come Battiato, Waters, Ferretti e De André.

Un testo che consigliamo di leggere parallelamente all’ascolto di “A quiet day”, una partitura circolare capace di legare a filo doppio percezione e natura, procedendo secondo un particolare metro.
Tutta l’opera di Greco/ Evocante ha, d’altra parte una peculiare armonia e una sua agogica, alla ricerca inesausta di rime e note consonanti.
Depressione e speranza, crepuscolo e alba, fiamma e mistero animano la sua ricerca inesausta, che contiene il germe di infinite esplorazioni future.
