fotoservizio di Laura Calogero
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La nostra redattrice ci racconta della mostra in corso a Roma dal titolo completo “FLOWERS. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale”. Entrare in questa esposizione è come fare un passo fuori dalla stagione.
In questi giorni freddi e uggiosi in cui Roma sembra trattenere il respiro, il desiderio di colore, luce e leggerezza si fa quasi fisico. È proprio partendo da questa sensazione che varcare la soglia del Chiostro del Bramante per la mostra “FLOWERS. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale” assume un significato speciale.
Entrare in questa esposizione è come fare un passo fuori dalla stagione.
Appena varchi l’ingresso, l’aria cambia e sei circondato da cromie intense e luci spettacolari.
Non si tratta solo di osservare delle opere, ma di lasciarsi avvolgere da un’esperienza che parla al corpo e alla memoria, sospendendo il tempo nel cuore dell’inverno.


Un dialogo internazionale che attraversa i secoli
Il percorso raccoglie oltre 90 opere provenienti da 10 Paesi, creando un respiro internazionale che unisce istituzioni prestigiose come il Louvre, il Musée d’Orsay, i Royal Botanic Gardens di Kew e la Galleria Borghese. Attraverso secoli di storia dell’arte, il fiore smette di essere mero ornamento e diventa uno strumento per parlare di temi attuali: l’adattamento degli ecosistemi, l’impatto dell’industria e la necessità di preservare la bellezza.
Quello che colpisce nel profondo è come ogni installazione riesca a raccontare una storia diversa.
Ci si ritrova a confrontarsi con l’equilibrio delicatissimo tra uomo e natura davanti alla Honeycomb Head of the Emperor Hadrian di Tomáš Gabzdil Libertíny, un’opera straordinaria realizzata grazie al lavoro reale delle api. Lo sguardo viene poi messo alla prova da lavori come Extra Natural (Miguel Chevalier), dove piante virtuali rispondono alla nostra presenza sbocciando e appassendo.


Un giardino perfetto, ma privo di vita che ci spinge a chiederci quanto della natura stiamo sacrificando per poterla reinventare.
La riflessione si fa quasi politica di fronte a Black Field di Zadok Ben-David, dove centinaia di fiori neri, riprodotti maniacalmente, sembrano raccontare la distruzione, salvo poi svelare il colore al minimo cambio di prospettiva, come un giardino segreto che si risveglia. Il climax emotivo arriva però con l’installazione cinetica Meadow dello Studio Drift. Fiori che fluttuano e si muovono ispirandosi alla “nastia”, il movimento naturale delle piante.
Un momento sospeso e ipnotico che resta addosso anche dopo l’uscita.
Un’esperienza da sentire: l'arricchimento olfattivo
A rendere FLOWERS un’esperienza totale è la dimensione sensoriale che arricchisce il percorso visivo.
La mostra coinvolge l’olfatto attraverso un progetto curato da Campomarzio70, che trasforma le sale in un viaggio tra le essenze.
Protagonisti sono quattro fiori nobili della profumeria “arancio, gelsomino, rosa e tuberosa” che si lasciano scoprire attraverso colonne olfattive.
Nella sala conclusiva, tutte le note si fondono nel blend Flowers by Campomarzio70, un ultimo respiro che sigilla il ricordo della visita.
Per l’occasione, il naso Luca Maffei ha firmato anche il profumo ufficiale della mostra. Una fragranza elegante capace di racchiudere l’anima dell’esposizione.


Una narrazione immersiva tra voce e architettura
A guidare il visitatore tra le sale è “Il racconto di mostra“, un podcast accompagnato dall’intensa voce di Alessandro Preziosi. Non una semplice audioguida, ma una narrazione che aggiunge profondità e ritmo a ogni passo, legando le opere alle sensazioni.
Il percorso trova il suo naturale compimento alla caffetteria del Chiostro.
Un ambiente luminoso dove è possibile godersi una consumazione circondati dall’arte. Sorseggiando un caffè, ci si può affacciare direttamente sul cortile per ammirare l’opera di Austin Young (Fallen Fruit), Tempio di Fiori (Il Piccolo Paradiso).
È una visione mozzafiato che dialoga con le architetture rinascimentali del Bramante. O spostarsi nella Sala delle Sibille, uno spazio di rara bellezza immersi nell’opera site- specific di Fallen Fruit “Trappola d’Amore a Pleasure Palace”, 2021 che riveste le pareti e gli arredi della sala con affaccio diretto sull’affresco “Le Sibille’ di Raffaello”, custodito nella Chiesa di Santa Maria della Pace.


Informazioni Utili
Mostra: FLOWERS. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale
Dove: Chiostro del Bramante, Roma (Via della Pace)
Quando: in mostra fino al 22 febbraio 2026
Sito ufficiale: chiostrodelbramante.it
