Riceviamo e pubblichiamo
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Il 18 luglio 2026, alle ore 16.30, verrà presentato il film con Lorenzo Lazzarini, Giorgia Spinelli e Alessandro Bernardini, ambientato tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila nella periferia di una città indefinita. Seguirà un workshop sulla recitazione con il regista e il cast e l’acting coach Anna Redi.

Verrà presentato in anteprima il 18 luglio al Giffoni Film Festival “Passion Club”, il film scritto, diretto e prodotto da Michele Capuano, con Lorenzo Lazzarini, Giorgia Spinelli e Alessandro Bernardini.
Alla proiezione seguirà un workshop sulla recitazione con il regista, gli attori Lorenzo Lazzarini e Giorgia Spinelli e l’acting coach Anna Redi.

Ambientato tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila nella periferia di una città indefinita, “Passion Club” prende forma attorno a un locale notturno che per oltre vent’anni ha ospitato spettacoli drag, diventando un punto di riferimento del territorio. Da un anno però il club ha chiuso e da quel momento Gianluca (Lorenzo Lazzarini), avvocato quarantenne che nel locale dava vita al suo alter ego Gloria, non è più lo stesso. A incrociare il suo percorso è Aurora (Giorgia Spinelli), venticinquenne che lavora come guardia giurata e porta con sé un passato irrisolto. Due solitudini, due esistenze ai margini, due ferite che si incontrano in un momento di crisi e finiscono per cambiare reciprocamente la traiettoria dell’altra…

Con uno sguardo sospeso tra racconto di formazione, melodramma notturno e cinema delle periferie, “Passion Club” attraversa i temi dell’identità, della libertà di essere se stessi e della possibilità di ricominciare quando tutto sembra essersi fermato. Al centro del film, il confronto tra due personaggi fragili e irregolari, osservati nel momento in cui il dolore, la perdita e il desiderio di cambiamento aprono uno spazio imprevisto di riconoscimento reciproco.
La sceneggiatura è firmata da Massimo Vavassori e Sofia Ranise, da un soggetto di Michele Capuano e Massimo Vavassori.

“Quello che mi ha spinto a raccontare questa storia è stata la voglia di cambiamento – dichiara il regista – Volevo raccontare l’incontro tra due sconosciuti che, presi dalle loro esistenze, nel momento più tragico si ritrovano a essere due anime a confronto, capaci di cambiarsi la vita a vicenda. In Gianluca e Aurora c’è il tentativo di raccontare la paura di restare immobili e, insieme, il bisogno di trovare il coraggio di trasformarsi”.