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Ogni brano prende forma da improvvisazioni vocali e sonore sviluppate nel tempo, seguendo un processo che cerca di intervenire il meno possibile sulla materia originaria. In questo continuo vagare le parole perdono progressivamente importanza. Le sillabe emergono in maniera spontanea, guidate esclusivamente dal loro suono e dalla relazione con l’istante in cui vengono pronunciate.
Vagare significa rinunciare all’idea di una meta. Muoversi nel suono senza cercare subito una forma, lasciando che siano gli incontri, gli scarti e le risonanze a suggerire il percorso. È da questo gesto che nasce “In Vago Spirito”, il nuovo album di Ludovica Manzo in uscita il 15 ottobre per Kohlhaas.
Un lavoro che si muove tra vocal music contemporanea, musica elettroacustica ed elettronica sperimentale, dove la voce si fa materia sonora e il confine tra improvvisazione e composizione si dissolve. Tra vocal music contemporanea, musica elettroacustica ed elettronica sperimentale, il disco si muove in un territorio che può richiamare gli universi sonori di Wendy Carlos, Björk e Maja S. K. Ratkje, trasformando la voce in una materia viva, plasmabile e in continua evoluzione.
Ogni brano prende forma da improvvisazioni vocali e sonore sviluppate nel tempo, seguendo un processo che cerca di intervenire il meno possibile sulla materia originaria. Più che costruire un’idea, Ludovica Manzo osserva il suono mentre affiora, preservandone la natura della sua prima apparizione. Anche le linee principali della voce sono prime take, conservate proprio perché prive di aspettative e di un’intenzione prestabilita.

In questo continuo vagare le parole perdono progressivamente importanza. Le sillabe emergono in maniera spontanea, guidate esclusivamente dal loro suono e dalla relazione con l’istante in cui vengono pronunciate. La voce diventa così uno strumento tra gli strumenti, intrecciandosi con l’elettronica e con gli altri elementi compositivi. L’unica eccezione è Inn’Aria, il cui testo è composto con parole dal significato riconoscibile ma scelte soprattutto per la loro qualità fonetica, nel tentativo di evocare il fascino sospeso delle lingue antiche, comprensibili solo in parte e proprio per questo capaci di suggerire molto più di quanto dichiarino.
Da queste intuizioni prende forma un lungo lavoro di produzione e costruzione sonora, alla ricerca di un equilibrio tra la libertà del gesto iniziale e una forma capace di custodirne l’energia. Le numerose stratificazioni vocali ampliano ulteriormente questa ricerca, trasformando la voce individuale in un organismo corale dove piccole increspature timbriche e leggere oscillazioni d’intonazione diventano parte integrante del paesaggio sonoro. Ne emerge la sensazione di una presenza collettiva, di un movimento condiviso guidato da uno stesso respiro.

In Vago Spirito rappresenta una nuova tappa del percorso che Ludovica Manzo porta avanti da oltre vent’anni intorno al dialogo tra improvvisazione libera e composizione, sviluppato nei lavori con O-Janà, Inland Images, Animal Mother e successivamente nel progetto solista Serpentine, pubblicato da Diacronie nel 2025. Accanto a lei Ruggero Fornari, chitarrista, compositore e producer, contribuisce alla costruzione dell’universo sonoro del disco mettendo in dialogo strumenti acustici, sintetizzatori modulari ed elaborazione elettronica.
In Vago Spirito apre uno spazio di ascolto. Un luogo in cui il suono precede il linguaggio e il significato rimane volutamente sfumato, lasciando che siano le risonanze, le imperfezioni e il respiro della voce a indicare la direzione. Un disco che invita a sostare nell’incertezza, seguendo il suono senza la necessità di tradurlo.
Ludovica Manzo: voice, electronic, synth, ukulele
Ruggero Fornari: guitars, electronic
All music and lyrics by Ludovica Manzo “Tūn” by Ludovica Manzo and Ruggero Fornari
Tracks 2, 3, 4, 7, 8 produced by Ludovica Manzo and Ruggero Fornari
All other tracks produced by Ludovica Manzo
Mix e master: Andrea Trona
Cover art: Blumquist
Label: Kohlhaas

