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Il nuovo singolo arriva dopo la rilettura indie pop del classico di Gino Paoli, “Il cielo in una stanza”. Il brano anticipa la pubblicazione del primo EP. Al centro del brano c’è l’immagine di un telescopio, simbolo della passione del nonno per l’universo e delle ore trascorse insieme con gli occhi rivolti al cielo. Guardare le stelle significa scoprire ciò che è lontano, ma anche imparare a osservare diversamente ciò che ci è vicino, ritrovando una prospettiva nuova sulle cose di tutti i giorni.

Ci sono persone che ci insegnano a guardare il mondo, e altre che ci insegnano a non smettere mai di stupircene. Per GIULA, una di queste persone è suo nonno. Da questo legame, fatto di meraviglia e gratitudine, nasce “Iride”, il suo nuovo singolo di fuori venerdì 16 ottobre.
«“Iride” è la prima cosa che mi viene in mente quando penso a mio nonno, a cui è dedicato il brano: il colore e la vitalità dei suoi occhi; pieni di anni, di esperienze, anche di quelle più difficili. Ho sempre avuto la sensazione che custodissero anche tante lacrime mai uscite. Eppure, allo stesso tempo, sono gli occhi di un bambino: curiosi, capaci di assorbire ogni stimolo, ogni luccichio che arriva da fuori. Occhi che viaggiano continuamente. Mio nonno è sempre stato un modello per me. Penso che forse l’unica vera regola per crescere e diventare “grandi” sia farlo continuando a sognare, a rispettare e rispecchiare il bambino o la bambina che siamo stati, con la loro fame di conoscenza ma anche le loro fragilità», racconta la cantautrice.

Al centro del brano c’è l’immagine di un telescopio, simbolo della passione del nonno per l’universo e delle ore trascorse insieme con gli occhi rivolti al cielo. Guardare le stelle significa scoprire ciò che è lontano, ma anche imparare a osservare diversamente ciò che ci è vicino, ritrovando una prospettiva nuova sulle cose di tutti i giorni. Anche se la mancanza si fa sentire, nel brano prevale la gratitudine per ciò che resta e per la possibilità di continuare a immaginare, anche quando la vita sembra allontanarci dai luoghi e dalle persone che ci hanno fatto sentire a casa.
La produzione, curata insieme ad Andro, accompagna questo viaggio in una dimensione sospesa e fiabesca. La modulazione del ritornello apre uno spazio nuovo, quasi a togliere i piedi da terra per prendere quota, mentre le sonorità leggere, il synth ricorrente e i cori contribuiscono a costruire un’atmosfera notturna e luminosa.
A volte basta alzare lo sguardo, fermarsi davanti a una finestra o lasciarsi accompagnare da un pensiero per ritrovare lo spazio necessario a respirare. E se non sempre possiamo tornare nei luoghi in cui abbiamo imparato a sognare, possiamo continuare a portarli con noi, trasformandoli in nuovi modi di guardare il presente. “Iride” è questo: una piccola fuga che dura il tempo di una canzone, ma che ci ricorda quanto lontano possa portarci la capacità di immaginare.
Il brano arriva dopo il debutto di GIULA con una rilettura del classico di Gino Paoli “Il cielo in una stanza”, il primo tassello di un percorso autorale che troverà piena forma nell’EP in arrivo, un progetto in cui scrittura e ricerca musicale convivono, partendo da un brano simbolo della musica italiana per trasformarlo in qualcosa di personale e contemporaneo.

Giulia Lazzerini, in arte GIULA, è una cantante, pianista e autrice italiana con una formazione tra popular music e canto jazz. Il suo percorso comprende gli studi al CPM Music Institute di Milano, il Five-Week Program in Voice al Berklee College of Music di Boston, concluso con il massimo dei voti, e la formazione in canto jazz presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado. Costruisce un percorso artistico che unisce scrittura d’autrice, sensibilità jazz e musica leggera contemporanea. Nel corso degli anni si è esibita su palchi importanti, tra cui Blue Note Milano, Castello Sforzesco, Piazza San Pietro e il Concerto di Natale dell’Unione Europea a Stoccolma. Oggi lavora al proprio progetto artistico GIULA, mettendo al centro voce, pianoforte e una scrittura intima, elegante e personale. Lo scorso settembre ha debuttato con una rilettura indie pop del classico di Gino Paoli “Il cielo in una stanza”.

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