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La nostra redattrice ha visitato sabato scorso (sfidando il caos che si era creato nel capoluogo lombaro) la mostra dedicata all’artista. E ora ce la racconta. Laura scrive: “È una mostra che consiglio, ma con una precisazione: chi si aspetta di ammirare soprattutto i grandi capolavori pittorici di Dalí potrebbe rimanere deluso. Il centro dell’esposizione è un altro, ed è proprio ciò che la rende interessante”. Perché Dalì non è solo ciò che siamo abituati a vedere.

Salvador Dalí aveva capito una cosa molto prima dell’arrivo dei social: l’immagine è una forma di comunicazione potentissima. I baffi appuntiti, lo sguardo teatrale, gli abiti eccentrici. Nulla era lasciato al caso. Dalí non si limitava a creare opere d’arte, aveva trasformato se stesso in un’opera d’arte.
Sabato 17 ottobre ho visitato a Palazzo Reale, a Milano, Dalí e la Moda, una mostra che esplora proprio questa dimensione dell’artista spagnolo, raccontando il suo rapporto con l’abbigliamento, gli stilisti e la costruzione dell’immagine personale.
Il risultato è un percorso che permette di andare oltre il Dalí degli orologi molli e dei paesaggi onirici, per incontrare una personalità che aveva fatto della provocazione una vera e propria cifra stilistica.

Dalí e Schiaparelli, quando la moda diventa surrealista
Un capitolo importante è dedicato al rapporto tra Dalí ed Elsa Schiaparelli, la stilista italiana che negli anni Trenta portò il surrealismo nell’alta moda.
Le loro collaborazioni sono entrate nella storia del costume: il cappello a forma di scarpa, l’abito con l’aragosta, gli abiti decorati con cassetti.
Creazioni che ancora oggi conservano una straordinaria forza espressiva.
Quello che mi interessa di questo incontro non è soltanto la stravaganza degli oggetti, ma l’idea di una moda capace di mettere in discussione le convenzioni, di giocare con le apparenze e persino di prendersi gioco di se stessa.
L’eleganza, per Schiaparelli e Dalí, non doveva necessariamente essere rassicurante.

Gala e l’identità attraverso gli abiti
Nel racconto del rapporto tra Dalí e la moda trova spazio anche Gala, sua compagna e presenza fondamentale nella vita e nell’immaginario dell’artista.
Gli abiti e gli accessori raccontano non soltanto il gusto di un’epoca, ma il modo in cui una donna costruiva e comunicava la propria identità.
È un aspetto interessante della mostra, perché restituisce all’abbigliamento un significato che va oltre il semplice fatto estetico.
Un vestito può raccontare una personalità, un momento storico, una scelta di vita. E può diventare parte integrante di un’immagine pubblica accuratamente costruita.

Dalí aveva già capito il potere dell’immagine
C’è poi un elemento che rende questa mostra particolarmente attuale.
Dalí aveva compreso molto prima dell’era dei social quanto fosse importante costruire un’immagine riconoscibile.
I suoi baffi, le pose teatrali, gli abiti eccentrici e le apparizioni pubbliche contribuivano alla costruzione di un personaggio immediatamente riconoscibile. Dalí aveva trasformato anche la propria immagine in uno strumento di espressione artistica.
Il suo rapporto con la comunicazione visiva emerge anche dalle collaborazioni con il mondo dell’editoria. Tra i documenti esposti, una copertina di Vogue del giugno 1939, con una figura femminile dal volto sostituito da un mazzo di fiori, testimonia quanto il linguaggio surrealista fosse già entrato nell’immaginario della moda.
Visitando la mostra, viene spontaneo pensare a quanto questo atteggiamento sia vicino al nostro presente, in cui l’immagine personale è diventata un linguaggio quotidiano.
La differenza, forse, è che Dalí cercava soprattutto di sorprendere, destabilizzare e rompere gli schemi. Oggi, troppo spesso, rischiamo invece di costruire immagini per essere approvati.
Una riflessione che, almeno per me, va ben oltre il mondo della moda.

L’eredità di Dalí nella moda contemporanea
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente durante la visita è stato osservare come l’immaginario pittorico di Dalí abbia continuato a influenzare gli stilisti, anche a molti anni di distanza dalle sue collaborazioni più celebri.
Il percorso espositivo mette in dialogo epoche differenti, dalle creazioni di Elsa Schiaparelli alle interpretazioni contemporanee di John Galliano, Maria Grazia Chiuri, Daniel Roseberry e Jonathan Anderson.
A colpirmi sono stati soprattutto gli abiti e gli accessori, la capacità di trasformare le suggestioni dei dipinti in forme, materiali e dettagli decorativi.
Gli orologi molli, le figure deformate, gli oggetti sottratti al loro contesto abituale diventano riferimenti per un linguaggio che si esprime attraverso tessuti, gioielli e creazioni di alta moda.
È interessante osservare come alcune intuizioni artistiche continuino a essere reinterpretate senza perdere la loro forza originale.
La moda non si limita così a riprodurre l’arte, ma ne raccoglie le suggestioni e le trasforma in qualcosa di nuovo, dimostrando quanto il surrealismo abbia ancora da raccontare.

Le mie impressioni sulla mostra
Fotografie, disegni, abiti, accessori e documenti permettono di seguire le numerose contaminazioni tra linguaggi artistici differenti.
È una mostra che consiglio, ma con una precisazione: chi si aspetta di ammirare soprattutto i grandi capolavori pittorici di Dalí potrebbe rimanere deluso.
Il centro dell’esposizione è un altro, ed è proprio ciò che la rende interessante.
Il suo punto di forza è proprio quello di non limitarsi a celebrare un grande artista, ma dimostrare quanto il suo linguaggio sia ancora capace di ispirare nuove interpretazioni.
Osservare da vicino gli abiti, i materiali e i dettagli permette di cogliere quanto lavoro creativo ci sia dietro la trasformazione di un’immagine pittorica in un oggetto da indossare.
La mostra offre l’occasione per guardare con occhi diversi alcuni oggetti che fanno parte della nostra quotidianità, a cominciare proprio dagli abiti.
Perché la moda, quando incontra la creatività autentica, può essere molto più di una questione di vestiti.

Informazioni sulla mostra
Dalí e la Moda
Palazzo Reale, Milano
fino al 31 gennaio 2027
Sito Ufficiale: https://www.palazzorealemilano.it/-/dali-e-la-moda