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È disponibile in formato CD e online su tutti gli store digitali il nuovo album della cantautrice italiana di stanza a Barcellona: “è un ponte tra chi ero, chi sono e chi sto diventando. Perché a volte per andare avanti davvero… bisogna prima tornare a sé”. Undici canzoni in italiano, più due brani in spagnolo e la cover de “Il cielo in una stanza” per un disco che parla di emozioni, che celebra la differenza e unisce mondi lontani.

Anticipato da una serie di singoli, tra cui l’ultimo pubblicato a settembre “Paura di vivere”, è ora disponibile in formato CD e in distribuzione digitale “Connectando”, il nuovo album della cantautrice Elena Ley.
Nativa italiana, ma giramondo per vocazione (attualmente risiede a Barcellona) e dopo anni passati a pubblicare canzoni principalmente in inglese e castigliano, Elena Ley sente ora il bisogno di tornare a casa, alla sua lingua, all’italiano.

Da qui nasce il titolo “Connectando”, un gioco di parole tra lingue diverse per raccontare una riconnessione profonda tra l’artista e se stessa, la sua naturalezza e le sue radici. Un disco altamente autobiografico, in cui convivono poesie, storie e pensieri della vita non solo di Elena ma anche delle persone che la circondano: un album come riflesso di una vita fatta di incontri, collaborazioni e cambi di città, di una continua capacità di reinventarsi per andare avanti.
Undici canzoni in italiano, più due brani in spagnolo e la cover de “Il cielo in una stanza” per un disco che parla di emozioni, che celebra la differenza e unisce mondi lontani.

Elena Ley è una cantautrice, compositrice e poetessa italiana di Milano residente a Barcellona. La sua musica unisce il cantautorato italiano contemporaneo a influenze Americana e alla sensibilità mediterranea, dando vita a canzoni personali, intime e profondamente narrative. Ha vissuto e lavorato tra Italia, Germania (ha una seconda nazionalitá tedesca per scelta), Spagna e Stati Uniti, esperienze che hanno contribuito a definire il suo modo di scrivere e di guardare al mondo. Canta in italiano, spagnolo e inglese e porta nella sua musica il dialogo tra culture diverse. Nel 2025 ha ottenuto il secondo premio a SanremoSenior con “Camminando”, brano che fa parte del nuovo album “CONNECTANDO”. È stata inoltre semifinalista ai MIN Awards in Spagna e agli International Songwriting Awards negli Stati Uniti. Con la sua voce, la chitarra e testi che parlano di relazioni, libertà, cambiamento, paure e scelte, Elena Ley propone una musica autentica e senza confini, sospesa tra Italia, Spagna e Germania. Il 16 Ottobre 2026 esce “CONNECTANDO” il suo nuovo disco di inediti.

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Elena Ley
“CONNECTANDO”
track by track
1. Multitasking Queen - Un messaggio incisivo, mascherato da ironia tagliente e immediatezza: una critica lucida e una disperazione che si fanno eleganti. Il tutto scorre su un ritmo luminoso e coinvolgente, capace di strappare un sorriso mentre, allo stesso tempo, invita a fermarsi e riflettere. Una canzone legata alla mia realtà di tutti i giorni. “Impara l’arte e mettila da parte”, diceva mia madre. Aveva ragione, non si sa mai.
2. Il talismano - Ci dimentichiamo troppo spesso del potere della nostra mente: quella forza sottile che chiamiamo “profezia che si autoavvera”, capace tanto di sostenerci quanto di sabotarci. Questa canzone nasce per ricordarci dove risiede davvero il potere del cambiamento e della sicurezza: dentro di noi.
3. Luce - Una canzone costruita come una metafora: la luce è la verità che lui teneva nascosta. Io lo amavo e, allo stesso tempo, lo odiavo per amare lei; un sentimento che mi ardeva dentro, consumandomi piano. La gelosia del sapere e la aciditá di una relazione cresciuta nel buio.
4. Camminando - Vincitrice del secondo premio a Sanremo Senior 2025, questa canzone racconta di me: le mie avventure da cantautrice, di artista, di donna, fatte di sfide e momenti di sconforto, ma anche di successi e ostacoli superati. È una storia vera, vissuta sulla pelle. Perché, in fondo, ci vuole coraggio per vivere la mia vita.
5. Mi sono innamorata - Una canzone che nasce da una domanda semplice e infinita: cosa significa davvero innamorarsi? Il desiderio si intreccia alla fantasia, trasformandosi in qualcosa di sospeso, quasi irreale. In fondo, tutti abbiamo bisogno di questi sentimenti nostalgici, anche lui. Siamo il risultato dell’amore o di una dolce follia? Forse entrambe le cose, perché a volte è proprio la pazzia a renderci vivi. E chissà, magari un giorno lo rivedrò.
6. Paura di vivere - Molte volte non diciamo le cose come stanno per paura del conflitto, per paura di mostrare ciò che pensiamo davvero e cosí di essere rifiutati. Peró in questo modo perdiamo l’occasione di vivere davvero la vita che desideriamo e di avere relazioni piú sane e durature. Questa canzone è dedicata a chi, come me, vorrebbe una comunicazione più chiara, diretta e trasparente, a chi come me sente l'ipocrisia e cerca la chiarezza delle relazioni vere. Perché dire la verità, anche quando scomoda, è l’unico modo per non sprecare la vita.
7. Canto Italia - Vivo lontano dall’Italia da tanto tempo. Ho attraversato paesi e città, incontrato più di cinquanta nazionalità diverse. E ovunque andassi — e ovunque vada — la domanda arriva sempre: “Sei italiana?” Sì, si sente, mi dicono sorridendo. Si vede, aggiungono con ammirazione. La mia italianità è il mio centro, la mia verità. La mia voce non inganna: io canto Italia, la mia Italia. Al piano Wally van Haus un pianista argentino residente a Barcellona che si distingue per uno stile espressivo e narrativo, capace di unire tecnica e sensibilità in un linguaggio intimo e cinematografico al pianoforte.
8. Regalami un sorriso - Ho scritto questa canzone in un momento di tristezza assoluta. Per anni ho camminato sul bordo della depressione, e l’unica cosa che mi aiutava davvero era scrivere canzoni e suonare. Questa canzone nasce proprio da lì: da quel bisogno profondo di salvezza, dal cercarla nel sorriso di chi mi ama, nelle sue parole, nelle sue braccia. È un rifugio fragile, ma autentico, dove la speranza riesce ancora a farsi spazio. Al violino Marina Serra, una violinista attiva in ambito didattico e musicale, legata a progetti e insegnamento del violino che mi accompagna spesso nel live.
9. Marilena - Molti anni fa vidi un reportage su una persona nata biologicamente uomo, ma che si sentiva profondamente donna. Nel piccolo paese del Sud Italia in cui era cresciuta, come accade a molte persone transgender, fu emarginata ed espulsa per la discriminazione sociale. Finì a vivere in una roulotte vicino al mare, mantenendosi con la prostituzione. Ho scritto una canzone su di lei — “lei”, perché ciò che conta è come si sentiva, ciò che era nei suoi sogni. Si faceva chiamare Marilena, “Marilena della spiaggia”.
10. Andare via - Una relazione povera e senza futuro: facile mettersi insieme, difficile lasciarsi. Alla fine restava quasi nulla, solo l’esplosione e il desiderio di fuggire — andare al mare, immaginare un’altra vita. La realtà di molti, il sogno di tanti. Questa è la storia della mia canzone.
11. Ricordo della metro - Una poesia, con una parte cantata, qualcosa di diverso. Tornavo dalla lezione di chitarra, ferma in metro ad aspettare il treno. Lui mi osservava: bello, intrigante, con un sorriso ironico. I nostri sguardi si sfioravano e si ritraevano. Mi sentivo attraversata dai suoi occhi, quasi scoperta; li evitavo, ma continuavo a sentirli addosso. Poi trovai il coraggio di guardarlo davvero. E in quell’istante salì sul suo vagone, e scomparve. Non l’ho mai più rivisto.
12. Hilos rojos - I fili rossi —hilos rojos— sono quei legami che non si spezzano, che attraversano il tempo e restano, anche quando tutto sembra perduto.Questa canzone nasce dalla storia di una follower su Instagram: dopo essere stata adottata per difficoltà economiche, ha ritrovato sua madre biologica quarant’anni dopo. Una realtà che appartiene a molti paesi. Oggi vive tenendo relazioni con due madri. Dopo conflitti, distanze e sfide, è arrivato un amore pieno, capace di tenere insieme tutto. Un filo rosso che non si è mai davvero interrotto.
13. Como ella - Storia vera ispirata da un’amica. Iniziò una relazione con un uomo che usciva da un amore finito male: lei, l’altra, bellissima, libera, ma tossica.La mia amica era per lui il suo rifugio, amica e amante, peró diceva di vivere nell’ombra di quella donna. Poi, quando l’altra tornò, lui scelse: le restò fedele, dimostrando che l’amore vero pesa più del passato. “Non ti farò soffrire come lei, dice la canzone — come lei - como ella.” Una promessa, o due.
14. Il cielo in una stanza - Avevo deciso di registrare una delle mie canzoni preferite. Ricordo ancora quando me la cantava mio padre: semplice, dolce, fatta per sognare. L’ho registrata nel 2025 per questo album. All’armonica c’è papà Jules, musicista della leggendaria band catalana Sangraït, conosciuto per il suo modo essenziale e profondamente espressivo di suonare l’armonica, capace di dare atmosfera e intimità senza mai sovrastare il brano. Durante la produzione dell’album Gino Paoli ci ha lasciati. Casi della vita. Questo quindi è il mio piccolo omaggio a uno dei grandi della nostra canzone d’autore.
Musica e testo: Elena Ley
eccetto traccia 11 - testo Elena Ley e musica Leo Pascual
eccetto traccia 14 - Gino Paoli
Produzione: Elena Ley & Leo Pascual (Ophiura Studio, Premià de Mar, Barcellona)
Chitarra ritmica e voci: Elena Ley
Chitarra elettrica: Leo Pascual
Basso: Max Mojo Moritz
Batteria: Victor Solana
Mastering e distribuzione digitale: Max Mojo Moritz
Etichetta: ELME