Riceviamo e pubblichiamo
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Da oggi, 14 aprile, fino al 5 luglio 2026 l’esposizione che trasforma lo spazio in una struttura attraversabile di luce e tempo. L’installazione si configura come un’ampia struttura in alluminio dorato abitata dagli elementi più rappresentativi della poetica dell’artista, aperta su tutti i lati, completamente attraversabile dallo sguardo, in dialogo costante con gli ambienti della Sala del Parnaso e con lo spazio esterno del giardino visibile

«Tipico della Cariello: la grande estraneità (o distanza o indifferenza) di questi minimi accadimenti o minimissimi dati che non si incrociano, né contraddicono, né si accompagnano ma sembrano vivere della loro esclusiva e inspiegabile vibrazione. Inoltre, la sottolineatura fanatica del frammento, dei gesti, dei rumori e dei suoni, implica anche un processo di ironizzazione e, nel contempo, di contestazione di questa. Naturalmente di ironia metafisica si tratta e di contestazione come chiamata a testimonianza.»
Lea Vergine
LETIA – Letizia Cariello, CALENDARIO MISTERICO 2026 scrittura ad inchiostro su lenzuolo c e ricamo con filo d’oro ø cm 85 Courtesy dell’Artista Ph. Michele Nastasi

La GAM Galleria Arte Moderna di Milano accoglie nella Sala del ParnasoΠαρνασσός Parnassus”, l’opera site-specific di LETIA – Letizia Cariello che, fino a domenica 5 luglio 2026, trasforma lo spazio in una struttura attraversabile di luce e tempo.
Il progetto presenta per la prima volta alla città di Milano, in un contesto museale pubblico, il lavoro dell’artista che qui vive e lavora dagli anni della sua formazione.
L’installazione di LETIA – Letizia Cariello si configura come un’ampia struttura in alluminio dorato abitata dagli elementi più rappresentativi della poetica dell’artista, aperta su tutti i lati, completamente attraversabile dallo sguardo, in dialogo costante con gli ambienti della Sala del Parnaso e con lo spazio esterno del giardino visibile dalle finestre. Un dialogo che si genera spontaneamente, in un intuitivo gioco di equilibrio e dinamismo.
Come racconta l’artista: «Si tratta di una struttura quadrilatera, leggera. Costruita con un sistema a incastro di tubi di alluminio giallo oro. La grande opera-giostra che si materializza mentre disegno. Ricorda un gazebo ma potrebbe essere anche lo scheletro di qualcosa di abitabile. Qualcosa di ideale e insieme di primario. Come la struttura scheletrica di una casa oppure una specie di serra. È tutte queste cose ma nessuna in particolare. Risponde a un pensiero di casa, una casa sottile: interiore quanto visibile, attraversabile tutta in un colpo con lo sguardo anche se non percorsa fisicamente.»

Calendario Vento , dettaglio – scrittura a inchiostro, frammenti di vegetali e rami essiccati – pittura oro e ricamo su lenzuolo intelaiato, 25-26, Courtesy l’Artista

La musica rappresenta un elemento fondamentale nella ricerca artistica di Cariello. Per questo motivo, il 21 maggio, presso il Parnasetto della Sala del Parnaso, è previsto un concerto a cura di Le Dimore del Quartetto. Dalle ore 18 alle 19.30, i musicisti eseguiranno brani in dialogo con l’installazione, accompagnando i visitatori liberi di muoversi nella sala e di fruire simultaneamente opera e musica.

La Sala del Parnaso
L’opera Παρνασσός Parnassus nasce in stretto dialogo con la Sala del Parnaso, che prende il nome dall’affresco di Andrea Appiani (Milano, 1754 – 1817) sul soffitto della sontuosa ex sala da pranzo della Villa. Datato 1811 e ultima testimonianza del pittore, l’affresco recupera – innovandolo – il tema classico del dio della musica Apollo circondato dalle nove Muse, rappresentanti delle arti, sul Monte Parnaso. L’opera costituisce un esempio preminente del Neoclassicismo italiano.

Calendario Vento , dettaglio – scrittura a inchiostro, frammenti di vegetali e rami essiccati – pittura oro e ricamo su lenzuolo intelaiato, 25-26, Courtesy l’Artista

Uno spazio interiore: l’opera di LETIA – Letizia Cariello
La ricerca di LETIA si concentra sull’energia, sullo spazio e sul tempo, con particolare attenzione alla possibilità di rendere visibile il tempo stesso.
Il suo lavoro esplora la sottile linea di confine tra la terza e la quarta dimensione, attraverso un approccio rigoroso che coinvolge il corpo e una vasta gamma di mezzi espressivi.
Nel disegno, come nelle opere tridimensionali, nelle installazioni e nei video, l’artista presta un’attenzione costante al gesto e all’uso delle mani, integrando nei propri progetti anche musica e suono. Lo spazio interiore e lo spazio esteriore sono concepiti come un’unica dimensione, in un dialogo continuo tra percezione e materia.

Architettura e musica sono intese come ambiti affini, accomunati dal principio della vibrazione: ogni azione può essere espressa come fenomeno vibratorio. La musica, in particolare, è concepita come capace di generare spazi interiori, stanze mentali in cui tempo e spazio si fondono, fino a coincidere. All’interno di questo quadro, Παρνασσός Parnassus si configura come una grande struttura leggera in alluminio dorato, una sorta di “gabbia” aperta e attraversabile con lo sguardo in ogni direzione. La sua trasparenza invita a una fruizione mobile, basata sullo spostamento continuo del punto di vista.

Calendario del navigante , dettaglio – ricamo con filo d’oro e scrittura a inchiostro su lenzuolo intelaiato 2025 Courtesy l’Artista

L’opera accoglie al suo interno quattro elementi principali: tre coppie di calendari e un globo sospeso. I calendari, montati su telai circolari e accoppiati schiena contro schiena, sono sempre visibili nel loro recto e disposti secondo differenti modalità: due coppie sono integrate nella struttura e attivate da sistemi che ne permettono la rotazione lungo assi verticale e orizzontale, mentre una terza coppia è collocata lungo uno dei lati perimetrali, con un sistema che richiama il disegno delle vetrate piombate. Il globo, realizzato in carta da parati serigrafata con motivo calendario e arricchito da inserti di rose essiccate provenienti dal giardino della GAM, è costruito su una struttura a centine di legno di risonanza curvate. Sospeso nello spazio, il globo è completato da una grande nappa pendente, volutamente sproporzionata, che introduce un elemento di discontinuità e accentua la tensione tra ordine e deviazione.
La struttura si pone in dialogo costante con la Sala del Parnaso, con le sue forme architettoniche, con la presenza dell’affresco di Appiani e con l’esterno del giardino, visibile attraverso le finestre. Trasparenza, leggerezza e apertura diventano così strumenti per attivare una relazione dinamica tra interno ed esterno, tra spazio costruito e spazio naturale.
In questo contesto, il lavoro di Cariello ruota attorno all’idea di srotolare un messaggio attraverso il flusso del tempo e dello spazio nella materia. Ogni gesto diventa così un atto di esplorazione continua, un’indagine reiterata sui confini tra le dimensioni.

Calendario Luce, dettaglio (da work in progress) – ricamo con filo d’oro e scrittura a inchiostro su lenzuolo intelaiato 2025 Courtesy l’Artista

Genesi dell’opera
Per la realizzazione di Παρνασσός Parnassus, Letizia Cariello va alle origini, recuperando il significato ittita di parna, ovvero “casa”, “dimora”, termine da cui deriva il toponimo anatolico Parnašša, affine al Monte Parnaso. Nella cultura greca, il Parnaso era consacrato ad Apollo e alle Muse, descritto come un paesaggio montuoso giallognolo, sede di una fonte purificatrice che fungeva da passaggio per gli inferi.
L’artista riprende nella sua opera il concetto di casa-attraversamento, in un confronto diretto con l’affresco di Appiani, ma anche con gli altri elementi decorativi della stanza – lampadari, pavimenti – e con il giardino all’inglese della Villa.

Trasparenza, leggerezza e relazione con l’esterno sono gli elementi fondamentali che hanno guidato la creazione di questo luogo, strettamente relazionato con l’ambiente in cui è inserito.
In Παρνασσός Parnassus è chiaramente riscontrabile anche l’interesse dell’artista per la musica: suono e ritmo sono, nel suo linguaggio – come nella cultura classica greca e latina – strettamente connessi allo spazio, alla proporzionalità degli ambienti, e possono essere misurati e resi visibili anche nella planimetria di un’abitazione.

LETIA – Letizia Cariello – CALENDARIO MISTERICO ink on bed linen and gold embroydery ø cm 85 -2026 Courtesy of the Artist Παρνασσός GAM Milano ph. Michele Nastasi

Il Concerto
L’esposizione intende trovare estensione della dimensione ritmica e sonora presente in Παρνασσός Parnassus, per cui è previsto un intervento musicale che non si configura come evento collaterale, ma come elemento strutturale dell’opera. Il 21 maggio, presso la zona denominata “Parnasetto” della Sala del Parnaso, Le Dimore del Quartetto eseguiranno un concerto articolato in due set, dalle ore 18.00 alle 18.35 e dalle ore 18.55 alle 19.30.
I visitatori possono muoversi liberamente nello spazio, costruendo un’esperienza personale in cui percezione visiva e ascolto si intrecciano. La musica accompagna e allo stesso tempo modifica la relazione con l’opera, incidendo sulla percezione della luce, dei materiali e dei movimenti potenziali degli elementi.
Il programma musicale è stato selezionato per affinità con i riferimenti culturali e formali del progetto. Alcuni brani richiamano il contesto del Neoclassicismo italiano – come La Primavera di W. A. Mozart – mentre altri instaurano un dialogo più diretto con la ricerca dell’artista sulla dilatazione del tempo e sulla tensione verso l’infinito, come il Quartetto n. 8 in mi minore, op. 59 n. 2 II di L. van Beethoven.
In particolare, quest’ultimo, nato dalla contemplazione della volta celeste, restituisce una tensione verso l’immenso e l’irraggiungibile che trova corrispondenza con l’opera di LETIA – Letizia Cariello. La musica diventa così un mezzo per amplificare la dimensione mentale dell’installazione, generando una “stanza” in cui esperienza sensibile e immaginazione coincidono.

Il Catalogo
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da SilvanaEditoriale, con testi di Letizia Cariello, della curatrice e critica d’arte Lea Vergine (Napoli, 1936 – Milano, 2020) e dell’architetto Sonia Calzoni, docente di Progettazione architettonica al Politecnico di Milano, presidente di In-arch Lombardia e progettista del futuro ampliamento al Secondo Arengario del Museo del Novecento di Milano. Oltre che di Gianfranco Maraniello, Direttore Musei d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano, e di Paola Zatti, Conservatore responsabile GAM, con un’intervista all’artista.

Παρνασσός Parnassus
di LETIA – Letizia Cariello
14 aprile – 5 luglio 2026
GAM Galleria Arte Moderna
Milano – Via Palestro, 16
www.gam-milano.com
Orari di apertura
Da martedì a domenica: 10.00 – 17.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Lunedì chiuso
1° maggio chiuso
Biglietti
Intero € 5,00
Ridotto € 3,00
Info su: www.gam-milano.com
www.letiziacariello.com
Letizia Cariello
LETIA, nome d’arte assunto dal 2021, da Letizia Cariello, nasce in una famiglia di origine napoletana dedita alla scultura da oltre quattrocento anni. Si laurea in Storia dell’Arte all’Università di Milano sotto la guida di Pierluigi De Vecchi e — dopo aver lavorato nell’industria cinematografica — si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove è attualmente Titolare della Cattedra di Anatomia Artistica nella Scuola di Scultura. Ha concentrato la propria ricerca sulla materializzazione del tempo, attraverso un prezioso lavoro che parte da oggetti quotidiani per tessere una molteplicità di relazioni capaci di renderlo percepibile; ha un marcato interesse per la musica, parte integrante della sua poetica. 
Le sue opere hanno carattere meditativo ed esistenziale e si concretizzano in varie forme: Calendari – Gates – performance – installazioni – video - foto ricamate - oggetti-libro - Red Thread che attraversano materiali diversi.
I Calendari, in cui date, mesi e giorni definiscono l’inizio e la fine di una performance, sono fitti elenchi di numeri e lettere scritti su varie superfici – tra cui lenzuoli usati, sassi, carte, o anche la pelle stessa dell’artista – o incisi con  martello  e  scalpello  su  marmi,  spesso  impreziositi  da  elementi  vegetali  colorati  d’oro. La predisposizione contemplativa dell’artista l’ha portata a immaginare anche i Gates, costituiti da intrecci di lana su impianti di chiodi a testa quadra, evocando connessioni con la dimensione del sé in relazione al concetto di energia esplorato dalla fisica quantistica. Le sue opere appartengono a numerose collezioni pubbliche e private.
Espone in Italia e all’estero. Tra le mostre recenti:
Merzbau Quantico, 2025, opera immersiva, Nashira Gallery, Milano
Calendario-Nous, 2022, a cura di Annette Hofmann, Buildingbox, Milano
Fuso Orario, 2021, a cura di Leonardo Regano, Galleria Studio G7, Bologna
Il tuo cielo è verde, 2021, a cura di Olga Gambari, Filatoio Rosso, Caraglio
Seven Gates, 2019, a cura di Giorgio Verzotti, Galleria Fumagalli, Milano
È stata scelta durante la presidenza Barroso dall’Unione Europea per partecipare al progetto “A New Narrative for Europe” (2013). Ha presentato il suo TEDx “Il Filo Rosso” in occasione di “TEDxBustoArsizio” (2019). La prima tesi riguardante il suo lavoro “Le Categorie di Spazio e Tempo nell’Opera di Letizia Cariello” è stata discussa nel 2021. Nel 2023 viene invitata a partecipare all’udienza con Papa Francesco dedicata a cento artisti da tutto il mondo, tenutasi nella Cappella Sistina (Pope Meets Artists, 23 giugno 2023). Nel 2025 fonda l’archivio d’artista LETIA – Letizia Cariello per conservare e valorizzare la sua ricerca.