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È in libreria dallo scorso 26 settembre il saggio di Giorgio Podestà con prefazione di Valeria Palumbo ed edito da Graphe.it. Il libro ci parla di dieci donne che la storia ha cancellato ma che dietro a ognuna c’è una vicenda di ingiustizia, passione e vitalità che la storiografia ufficiale ha sistematicamente rimosso.
È in libreria, edito da Graphe.it, il saggio di Giorgio Podestà dal titolo “Concerto in nero. Dieci voci di donne del Rinascimento“: dieci donne che la Storia ha cancellato. Un saggio che restituisce voce, nome e carne a figure del Rinascimento condannate all’oblio — con la forza narrativa della letteratura e la precisione dello studio storico.
Arabella Stuart, Jane Grey, Isabella di Morra, Maria d’Avalos: nomi che evocano qualcosa, o forse nulla. Eppure dietro ognuno c’è una vicenda di ingiustizia, passione e vitalità che la storiografia ufficiale ha sistematicamente rimosso.
Giorgio Podestà usa come chiave metaforica il “Canto delle dame”, l’ensemble “segreto” di musiciste voluto dal duca di Ferrara nel Rinascimento — qualcosa che non sarebbe dovuto esistere, e invece esistette. Attorno a questa sfida contro il pregiudizio costruisce dieci ritratti che sono al tempo stesso narrazione letteraria e recupero storico. Il risultato è un libro che non si limita a raccontare: restituisce dignità. Per lettori che conoscono già questi nomi e per chi li incontra per la prima volta, leggere queste pagine è insieme un piacere e un debito da saldare.

Con “Concerto in nero”, Giorgio Podestà fa tre mosse in una sulla scacchiera della lunga marcia per il riconoscimento del ruolo femminile nella storia: dà voce a dieci donne, che, pur di condizione sociale privilegiata, in periodi e luoghi diversi hanno pagato un prezzo salatissimo per il fatto solo di appartenere al loro sesso. Le fa parlare: e quello che alle donne è mancata è stata proprio la voce. Certo, Podestà lo fa da uomo, ma riconosce che, se la presenza femminile nei secoli ha condizionato lo svolgersi della Storia anche nelle circostanze più cruciali e nei luoghi dove si esercitava il potere, è stato il monopolio maschile del racconto ad avere cancellato questa presenza, ad averla umiliata e svilita. Infine, lo fa usando il linguaggio della musica. E questo è notevole perché non solo, a tutt’oggi, quasi nessuno sa nominare una compositrice donna. E ce ne sono state tantissime, nonostante tutti i divieti. Ma attraverso la musica, le donne hanno espresso una parte tutt’altro che secondaria del loro talento, delle loro aspirazioni, delle loro sofferenze. E delle loro gioie. Qui il concerto è “in nero” perché a rileggerle, queste storie, grondano sangue e amarezza. Ma anche consapevolezza e orgoglio (dalla prefazione di Valeria Palumbo)
Giorgio Podestà
Concerto in nero. Dieci voci di donne del Rinascimento
Prefazione Valeria Palumbo
Illustrazioni originali di Roberto Pasqua
Pagine 78
15,90 euro
Graphe.it
dal 26 settembre
Giorgio Podestà è scrittore, poeta e traduttore — tra i suoi lavori, versioni inglesi del Premio Strega Ferdinando Camon. Con Graphe.it ha già pubblicato Breve storia dei capelli rossi (2020) e Come echi sull'acqua (2024), confermando una voce capace di muoversi con rigore e stile tra saggistica e letteratura.
