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Tōhoku, nel nord dell’isola di Honshū tra grandi paesaggi, neve e tradizioni del nord del Sol Levante. Okinawa, all’estremità meridionale dell’arcipelago giapponese tra mare tropicale e cultura Ryukyu. Due territori agli antipodi per natura, clima e tradizioni, ma accomunati dalla possibilità di scoprire un Giappone lontano dalle rotte più frequentate e che restituiscono la complessità e l’infinita diversità paesaggistica e culturale che caratterizzano la nazione nipponica.
Il Giappone torna protagonista della nuova edizione di Best in Travel 2027 di Lonely Planet, che ha inserito due destinazioni molto diverse tra loro nella propria selezione annuale dei luoghi da scoprire nel prossimo anno: la regione del Tōhoku, nel nord dell’isola di Honshū, e Okinawa, all’estremità meridionale dell’arcipelago giapponese.

Due territori agli antipodi per natura, clima e tradizioni, ma accomunati dalla possibilità di scoprire un Giappone lontano dalle rotte più frequentate e che restituiscono la complessità e l’infinita diversità paesaggistica e culturale che caratterizzano il Giappone. Se per il Tōhoku Lonely Planet punta i riflettori sul Michinoku Coastal Trail, il lungo percorso che segue la costa pacifica attraversando paesaggi spettacolari e comunità locali, Okinawa viene celebrata per la sua cultura insulare subtropicale, la natura e quell’atmosfera rilassata che la distingue profondamente dal Giappone continentale.

Le due mete presenti nella selezione 2027 raccontano così la varietà di esperienze che il Giappone offre oltre le destinazioni più conosciute: dal trekking lungo la costa del Tōhoku alle piste da sci immerse nella neve, dalle sorgenti termali alle spiagge e alle barriere coralline di Okinawa.
Tōhoku: tra grandi paesaggi, neve e tradizioni del nord del Giappone
Spesso meno esplorata dai visitatori internazionali rispetto a Tokyo, Kyoto o Osaka, la regione del Tōhoku comprende sei prefetture (Aomori, Akita, Iwate, Yamagata, Miyagi e Fukushima) e si estende per circa 400 chilometri nella parte settentrionale di Honshū. Una regione caratterizzata da paesaggi rurali, montagne, coste, sorgenti termali, siti storici e una forte identità culturale.
È proprio la sua dimensione più autentica e ancora poco conosciuta a rappresentare il suo aspetto più affascinante. Tra le esperienze simbolo, e inserita proprio da Lonely Planet nella sua rassegna annuale, spicca il Michinoku Coastal Trail.

Il percorso segue per circa mille chilometri la costa pacifica, attraversando quattro prefetture, tra scogliere, spiagge, foreste, luoghi di culto e piccoli centri abitati. Lungo il cammino, l’incontro con le comunità locali che mantengono vive le tradizioni dell’area costiera è parte integrante dell’esperienza, così come la possibilità di conoscere una regione dalla storia profonda e segnata dal percorso di ricostruzione seguito al terremoto e allo tsunami del 2011.
Il Tōhoku merita di essere scoperto, oltre che in tutte le sue sfaccettature, anche nelle sue diverse stagionalità. Diventa allora prezioso potersi concedere una fuga invernale tra le aree montuose della regione, spesso ricoperte di neve da novembre fino a maggio, creando condizioni ideali per sci e snowboard e offrendo scenari spettacolari anche a chi preferisce vivere la neve senza affrontare le piste.
L’inverno qui non è però soltanto una questione di sport.

Dopo una giornata sulla neve, gli onsen, le tradizionali sorgenti termali giapponesi, offrono una pausa rigenerante nel tepore dell’acqua calda e magnifici paesaggi innevati a premiare lo sguardo. A Zao, inoltre, il freddo e l’umidità danno vita agli spettacolari juhyō, i cosiddetti “mostri di neve”: formazioni di ghiaccio e neve che ricoprono gli alberi sulle montagne e che sono diventate uno dei simboli invernali della regione.
Durante tutto l’anno, la regione offre poi numerosi motivi per essere esplorata. Dal patrimonio storico di Hiraizumi, sito UNESCO nella prefettura di Iwate, ai paesaggi naturali della gola di Oirase e del lago Towada, fino ai festival estivi come il celebre Nebuta Festival di Aomori e alle specialità gastronomiche locali, tra cui il sakè artigianale e la frutta di Yamagata e Fukushima.
Okinawa: un altro Giappone, tra mare tropicale e cultura Ryukyu
Dall’estremo nord al sud subtropicale: se il Tōhoku rappresenta un Giappone di montagne, foreste e paesaggi rurali, Okinawa porta nel Paese un’atmosfera completamente diversa.
La prefettura più meridionale del Giappone è composta da un arcipelago di isole dal clima subtropicale, caratterizzato da spiagge di sabbia bianca, acque cristalline, barriere coralline e foreste di mangrovie.

Ma è soprattutto la sua storia a renderla unica: prima di entrare a far parte del Giappone nel 1879, Okinawa era il Regno delle Ryūkyū, una dinastia indipendente fino al 1609 che per secoli sviluppò intensi rapporti commerciali e culturali con altri Paesi dell’Asia. Questa eredità è ancora oggi visibile nella cultura, nell’artigianato, nella gastronomia e nelle tradizioni locali.
L’intera area di Okinawa è un invito a rallentare per esplorare colori, sapori e suoni di ogni sua isola, ciascuna delle quali è un piccolo universo tutto da scoprire. Qui la distanza fisica e culturale dell’arcipelago dal Giappone continentale invita a scoprire una destinazione dove natura spettacolare e cultura insulare convivono.

Per vivere il lato più naturale di Okinawa si può partire dalle sue acque: snorkeling e immersioni permettono di esplorare le barriere coralline e osservare una ricca vita marina, mentre le isole Kerama, facilmente raggiungibili da Naha, sono note per le spiagge, il cosiddetto “blu Kerama” delle loro acque e l’avvistamento delle megattere nei mesi invernali.
