Riceviamo e pubblichiamo
foto Luca D’Agostino
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Dallo scorso 5 giugno è disponibile per l’etichetta Cam Jazz il nuovo album della chitarrista e compositrice, tredici tracce incise per chitarra sola il cui filo conduttore è una ricerca sul mondo femminile, attraversata da figure reali e immaginarie. Un album che si muove come un diario emotivo più che come una semplice raccolta di brani. Disponibile nei formati digitale e cd.
immagini: Cavalicco (Ud), 14/12/2025 - Artesuono - Cam Jazz - Eleonora Strino - Foto Luca A. d'Agostino/Phocus Agency © 2025
“LUMITHIA” è il nuovo album della chitarrista e compositrice Eleonora Strino, uscito lo scorso 5 giugno per Cam Jazz (Distribuzione Digitale: Fugamusic) e anticipato il 30 aprile dall’estratto “La Campana di Vetro”. Tredici tracce incise per chitarra sola, un lavoro profondamente intimo, narrativo e letterario, che si muove come un diario emotivo più che come una semplice raccolta di brani.
Il filo conduttore è una ricerca sul mondo femminile, attraversata da figure reali e immaginarie: scrittrici, personaggi di romanzi, rivoluzionarie, affetti personali. Ne emerge un universo fatto di fragilità, ribellione, memoria e identità, in cui la musica diventa traduzione diretta di esperienze interiori molto forti.

“LUMITHIA” oscilla tra delicatezza e inquietudine: da un lato la dimensione lirica, quasi contemplativa, dall’altro momenti di tensione emotiva intensa, legati a dolore, alienazione, trasformazione e paura, con una costante sensazione di immersione profonda nelle storie e nelle coscienze da cui l’artista trae ispirazione.
L’album ha anche un forte legame con la parola scritta: molti brani nascono da libri e letture che hanno avuto un forte impatto sull’artista. La chitarra funziona quindi come una voce unica che racconta senza mediazioni, mantenendo tutto essenziale, diretto, quasi confessionale.
La chiusura del disco è affidata a una rilettura di Alfonsina Y El Mar nella quale Eleonora Strino, oltre a suonare, canta con passione il testo della celebre canzone del 1969 portata al successo da Mercedes Sosa, omaggio alla poetessa argentina Alfonsina Storni, morta suicida a soli 40 anni nel Mar de La Plata.


Le note di copertina del famoso critico e giornalista musicale Brian Morton chiudono il cerchio descrittivo di questo nuovo lavoro della chitarrista napoletana: La chitarra è uno strumento presente in quasi tutti i generi musicali (classica, jazz, rock, folk, blues) e la sua diffusione si estende in tutto il mondo. La maggior parte dei chitarristi si colloca in una corrente o nell’altra, ma Eleonora Strino è riuscita a spaziare tra molte forme e linguaggi diversi. Il suo ultimo CD per CAM JAZZ è Lumithia, un frammento di alchimia personale in cui trasforma il legno, le corde e le meccaniche metalliche dello strumento in arte nella sua forma più pura. È raro che un recital di chitarra solista vada così lontano e così in profondità: un altro passo significativo nel percorso di un’importante artista contemporanea.
“LUMITHIA” è stato registrato, mixato e masterizzato a dicembre 2025 da Stefano Amerio presso gli studi Artesuono di Cavalicco, con la produzione artistica di Ermanno Basso.

Riconosciuta dalla critica come una delle più talentuose giovani chitarriste della scena jazz internazionale, Eleonora Strino ha iniziato a suonare lo strumento da adolescente, folgorata dall’ascolto di un album di Jim Hall con Bill Evans. Dopo gli studi nei conservatori di Napoli e Amsterdam, inizia la sua carriera professionale nell’orchestra del compositore Roberto De Simone. Importantissimo è l’incontro con il contrabbassista Greg Cohen durante un’audizione a Berlino che, dopo averla vista suonare, la sceglie per una collaborazione che porta a concerti in tutta Europa e poi, nel 2017, ad incidere insieme l’album “Si, Cy”. Collabora per diversi anni dal vivo e in studio con il pianista Dado Moroni con cui si esibisce nei principali festival jazz italiani con la vocalist americana Adrianne West. Nel 2021, incide un nuovo album con Greg Cohen al contrabbasso e con Joey Baron alla batteria, registrato a Berlino e nel 2022 partecipa al tour “Donne e Musica” con Ornella Vanoni, ultima serie di performance live dell’artista. Da anni incide album con diversi progetti a proprio nome e in collaborazione con altri artisti. Ha vinto premi internazionali, svolge masterclass e compie tour in Europa e Asia; ad aprile 2026 per la prima volta si è esibita negli Stati Uniti con un progetto a suo nome, suonando a Palo Alto, New York, Philadelphia, Baltimore, Washington, Boston e Providence. Nello stesso mese è apparsa per la seconda volta sulla copertina della prestigiosa rivista Jazz Guitar Today.
LUMITHIA - Eleonora Strino 1. Danny Boy - 2. La Campana Di Vetro - 3. Jezabel - 4. Il Risveglio di Chopin - 5. Aleksandra Kollontaj - 6. Montenuovo - 7. Lumithia - 8. Virginia - 9. Modesta - 10. Camille - 11. Ninna Nanni - 12. La Vegetariana - 13. Alfonsina Y El Mar Eleonora Strino – chitarra elettrica (all tracks), voce (track 13) Produzione Artistica: Ermanno Basso Registrato mixato e masterizzato da Stefano Amerio a Cavalicco (UD) ad Artesuono Recording Studio Management & Booking: NAM AGENCY (Nicola Adriani) Photos © Luca D’Agostino Ufficio stampa: BIG TIME All music by Eleonora Strino except tracks #1 Frederic Weatherly; #13 Félix Luna-Ariel Ramírez All tracks © KEPACH Music S.r.l. except tracks #1 P.D.; #13 Lagos Editorial ℗ 2026 KEPACH Music S.r.l. Under License by CAM CINE TV MUSIC, Inc.
ELEONORA STRINO – LUMITHIA – Guida all’ascolto Danny Boy - È una ballata irlandese. Ha una melodia molto bella e dopo aver ascoltato diverse celebri versioni di grandi artisti come Bill Evans, Teddy Green, John Scofield, Elvis Presley ecc. ho pensato di farne anche una io nel mio piccolo. La Campana di Vetro: titolo dell’unico romanzo di Sylvia Plath, fortemente autobiografico. Durante la lettura di questo libro ho sentito una frattura all’interno, come se qualcosa si rompesse irreversibilmente. Sylvia Plath mi ha fatto un’iniezione del suo dolore, mai nessun’opera d’arte era arrivata a tanto. Ricordo che ero in treno mentre finivo di leggerlo, ho avuto una specie di attacco di panico ma non sono riuscita ad interrompere la lettura. Poi sono tornata a casa ed ho scritto questo brano tutto d’un getto. Jezabel: titolo del libro di Irène Némivrosky. Credo che la Némivrosky sia una delle scrittrici più brave mai esistite, al pari di Tolstoj, Dostoevskij, Proust, Woolf ecc. È un libro che mi ha fatto profondamente riflettere sull’essere donna, soprattutto sull’essere una donna che si avvicina ai quaranta. Vedere il proprio corpo invecchiare inesorabilmente, la giovinezza che si stacca giorno dopo giorno dal volto ed essere costretti ad adattarsi a quella nuova forma. Cosa succede se non ci si riesce ad adattare? Cosa succede se per la società l’aspetto è il primo biglietto da visita e non sembra esserci concesso di invecchiare degnamente? Lo descrive in maniera sublime la Némivrosky in questo meraviglioso romanzo. Il Risveglio di Chopin: ispirato al romanzo di Kate Chopin ‘Il Risveglio”. Prima ancora di Virginia Woolf, Kate Chopin ha dato voce al dissidio interiore delle donne attraverso questo romanzo uscito nel 1899 in un’epoca in cui le donne non ne avevano alcuna. La protagonista è una donna che non riesce più a vestire i panni della sola madre e moglie. Inizia a germogliare dentro lei il seme dell’arte, della ribellione, della passione così decide di spogliarsi e di nuotare fin al punto in cui ha sempre avuto paura di arrivare. Aleksandra Kollontaj: dedicato alla vita della grande rivoluzionaria russa. La Einaudi ha pubblicato una sua stupenda biografia. Prima donna ministra ed ambasciatrice nella diplomazia dei grandi paesi europei, grande oratrice. Ha lasciato figli e marito per andare a studiare in Svizzera il Marxismo ed ha lottato per la rivoluzione operaia femminile. Ho deciso di dedicare un brano a lei perché leggere la sua vita è stata una fonte totale di ispirazione, mi ha anche ricordato a tratti una Anna Karenina ma vincente. Montenuovo: nome della caldera vulcanica nei pressi di Pozzuoli (Napoli): la notte dissipa nel mare la frenesia dei bimbi, la quiete ed il silenzio come lenzuola di morbido lino ricoprono la terra. Eppure Il jazz è nato di notte, mentre tutto taceva. Eppure mentre tutto taceva in una notte del 1953 si è formato il Monte Nuovo seppellendo l’intero villaggio di Tripergole. Vulcano che si erge in uno dei luoghi che pullula di leggende e di miti: Lago d’averno, porta di accesso all’Ade, il mondo degli inferi. Cuma, L'antro della Sibilla. Così racconta Virgilio nell’Eneide. È la Sibilla Cumana, profetessa del dio Apollo, che guida Enea lungo il suo viaggio negli Inferi: “Così pregando avea le braccia avvinte Al sacro altare, allor che la sibilla. A dir riprese: Enea, germe del cielo. Lo scender ne l’Averno è cosa agevole, Chè notte e dì ne sta l’entrata aperta; Ma tornar poscia e riveder le stelle, Qui la fatica e qui l’opra consiste”. E ancora Terra dei Giganti, la lotta dei Ciclopi e dei Titani, della nascita di Venere per Boccaccio. Questo brano è un omaggio alla terra di fuoco, acqua e miti in cui sono nata. Lumithia: titolo del romanzo di mia madre. Sono cresciuta in una casa piena d’arte, la passione per la scrittura me l’ha trasmessa senz’altro mia madre. Lei ha scritto sempre poesie e poi un solo romanzo che si intitola appunto Lumithia. È un romanzo principalmente autobiografico, ambientato a S. Biase, un piccolo paese di 300 abitanti dove è nata e cresciuta prima di trasferirsi a Napoli ed incontrare mio padre. La sua vita non è stata per niente semplice, quello da cui viene è un contesto rude, crudo, spietato. I miei nonni erano dei contadini analfabeti, vivevano in un’unica stanza da piccoli, in sei: loro due e i quattro figli. La parte che mi ha ispirata di più del romanzo è la bambina terrorizzata che vede i fantasmi in collegio e viene molestata dallo zio. Allora ho provato ad immaginare mia mamma piccola, lì da sola in quel letto e le ho scritto questa melodia per provare a rassicurarla. Virginia: dedicato a Virginia Woolf. Ho sempre trovato un pò difficile leggere Virginia Woolf, ma non potevo non dedicarle un brano della mia ricerca artistica nel mondo femminile. Con ‘Una Stanza tutta per sé’ sdogana la libertà di espressione della donna e lo fa avvalendosi principalmente di una metafora di un pesce che nuota liberamente nella corrente. È interessante come l’elemento ‘acqua’ sia ricorrente ed incarni il simbolo principale della libertà sia in questo saggio, sia in un altro romanzo della Woolf ‘Una gita al faro’, sia nel libro della Chopin ’Il Risveglio’. L’Acqua sembra avere il potere di concedere la libertà di espressione ma anche di dissipare i dolori legati alla sua mancanza. Non è un caso che le celebri morti, sia quelle reali sia quelle inventate delle protagoniste dei romanzi, avvengano nell’acqua. La Woolf ha scelto il flusso continuo del fiume per porre fine alla sua esistenza, la Chopin quello scontornato del mare per il suicidio della sua protagonista e lo stesso Alfonsina Storni. Modesta: nome della protagonista del romanzo di Goliarda Sapienza ‘L’Arte della Gioia’. Personaggio rivoluzionario, anticonformista con una visione iper-moderna ed innovativa dei rapporti umani, Modesta è sicuramente una delle protagoniste della letteratura che mi ha fatto più innamorare. Dobbiamo ringraziare la Francia per aver reso edito questa perla che l’Italia del post guerra aveva chiaramente gettato nel fuoco delle streghe. Goliarda Sapienza è una delle artiste che amo di più in assoluto. Camille: dedicato alla mia amica Camille. Alcune donne che mi hanno ispirata in questa ricerca artistica sono protagoniste di romanzi, altre scrittrici, ed altre ancora donne reali che ho la fortuna di avere come amiche o come parenti. Questo brano è stata un’improvvisazione estemporanea in studio, la mia amica francese Camille era presente e prima di entrare in studio mi ha detto: ‘Ho notato che in questo progetto non hai incluso nessun’artista di colore. “Potresti farti ispirare da Miriam Makeba ad esempio”. Miriam Makeba detta Mamma Africa, cantante ed attivista sudafricana, morta tra l’altro a Castel Volturno vicino Napoli, mia terra natia. Celebre per la canzone ‘Pata Pata’. Allora sono entrata in studio ed ho pensato a Camille e a Pata Pata… Ninna Nanni: dedicata a mio nipote Nanni. Ho voluto scrivere una ninna nanna per il mio primo nipotino Nanni che porta il nome di mio padre che purtroppo è mancato poco prima che nascesse: Giovanni Strino. La Vegetariana: titolo del libro del premio Nobel Han Kang. Lessi questo libro poco prima che Han Kang vincesse il Nobel ed ho pensato quanto geniale fosse questa scrittrice. Romanzo a tratti grottesco, sadico e terrificante, La Vegetariana mi ha ispirata questa melodia un pò folk/country, l’ho cantata nella testa mentre leggevo il libro ed ho pensato che potesse essere una soundtrack che si addiceva. Alfonsina Y El Mar: celebre zamba argentina che omaggia Alfonsina Storni, poetessa svizzera naturalizzata argentina morta suicida in mare. Il testo è letteralmente una poesia e la musica, una delle melodie più belle mai realizzate.
Tour 2026 1 luglio – Sarmato (PC) – Piazza Roma ore 21:15 - ELEONORA STRINO E DADO MORONI 17 luglio - Siligo (SS) Sonos Padronos - ELEONORA STRINO TRIO 18 Luglio - Monte San Pietro (BO) - Casa d’artista “Villa I Tigli” - Loc. Monte Pastore - ELEONORA STRINO TRIO 26 luglio – San Salvo (CH) - Piazza San Vitale - ELEONORA STRINO TRIO 29 luglio - Isola del Gran Sasso (TE) - Abbazia di S. Giovanni ad Insulam - ELEONORA STRINO TRIO 8 agosto - VARSAVIA - ore 19:00, Piazza della Città Vecchia - Eleonora Strino “Matilde” 10 agosto FERRANDINA (MT) - Majatica jazz festival - Chiostro San Domenico - ELEONORA STRINO TRIO SPECIAL GUEST MATTEO PAGGI 12 settembre POLCENIGO (PN) - Teatro Comunale - ELEONORA STRINO TRIO

