Riceviamo e pubblichiamo
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Il nuovo singolo dell’artista afroitaliana sarà disponibile da domani, 24 luglio, su tutte le piattaforme digitali. Il brano mette a nudo la parte più scura delle relazioni tossiche, descrivendo l’amore come un processo distruttivo che divora e svuota. Non c’è spazio per le retoriche del pop consolatorio: il testo funziona come il lamento lucido di chi preferisce essere consumata pur di evitare il vuoto dell’isolamento, fotografando quel confine sottile dove l’ossessione per l’altro diventa una necessità fisica per sentirsi vivi.

Prendere le dinamiche di una dipendenza affettiva e trasformarle in una traccia da club, senza l’obbligo di dover infilare a tutti i costi un lieto fine romantico.
Venerdì 24 luglio esce su tutte le principali piattaforme di streaming digitale “Mangiami”, il nuovo singolo di Etta Jungle.
Il brano mette a nudo la parte più scura delle relazioni tossiche, descrivendo l’amore come un processo distruttivo che divora e svuota. Non c’è spazio per le retoriche del pop consolatorio: il testo funziona come il lamento lucido di chi preferisce essere consumata pur di evitare il vuoto dell’isolamento, fotografando quel confine sottile dove l’ossessione per l’altro diventa una necessità fisica per sentirsi vivi.
Il progetto nasce da un background identitario stratificato, che si riflette in una proposta musicale dove la cura della parola incontra una forte sperimentazione elettronica. Nata a Roma da madre etiope e padre italo-albanese, l’artista è cresciuta nella periferia est, traducendo i contrasti culturali e i rumori della strada in una cifra stilistica cruda e viscerale.

Nel brano, le atmosfere notturne della Capitale si fondono con la dimensione claustrofobica di una stanza da letto (“piove sul muro della mia camera da letto / sembra di stare dentro a un parco / il mio cuore è rotto come il tetto”), dove l’ossessione diventa un loop verbale nel finale ipnotico della traccia.
La pubblicazione di questo capitolo consolida una transizione artistica maturata on the road: dopo anni passati a farsi le ossa nei club della Capitale come performer, Etta Jungle abbandona i dj set delle serate romane per focalizzarsi sulla scrittura originale e su una produzione indipendente, costruendo un’identità sonora che unisce l’oscurità della club culture a una forte impronta cantautorale.
Produzione: Francesco Fratini, Giuseppe Romagnoli, Matteo Bultrini
Produzione esecutiva: Re Mida Productions

Afroitaliana, nata e cresciuta a Roma nella periferia est, Etta Jungle vive da sempre immersa nell'arte in ogni sua sfaccettatura. È una delle performer underground più note della capitale: la sua identità artistica si sviluppa tra danza, recitazione, moda e musica, portandola a calcare i palchi di club e realtà di rilievo a Roma, Milano, Napoli e Riccione, come Goa, Room 26, Circolo degli Illuminati, Gay Village e Arenile di Napoli. Personalità eclettica e carismatica, lavora regolarmente anche in televisione: prende parte a diverse produzioni televisive, tra cui La prova dell’8 con Caterina Guzzanti, Be Happy con Paola Minaccioni e Marco Presta, Dov’è Mario con Corrado Guzzanti e Canzone Segreta per la Rai, oltre ad apparire in videoclip musicali di artisti come Achille Lauro ed Emis Killa. Oggi esprime la propria urgenza creativa attraverso la pubblicazione di brani originali. Il suo repertorio discografico fa convivere la parola poetica con una costante sperimentazione sul suono e sull’identità, traducendo la complessità del proprio vissuto in una cifra espressiva personale.

