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Nella Venezia degli anni Settanta e del presente la storia di una madre e di una figlia che, ricostruendone la vita, si confronta con ciò che sfugge alle spiegazioni e con gli aspetti più ineffabili dell’esistenza.

Ci sono legami che non si spezzano con la morte, ma cambiano forma e continuano ad agire nella vita di chi resta. È in questo spazio sospeso, dove l’assenza può trasformarsi in una presenza difficile da decifrare, che invita ad addentrarsi “Ferita celestiale”, l’ultimo romanzo di Raffaella Battaglini, pubblicato da Castelvecchi. Quarta pubblicazione narrativa dell’autrice, il libro esplora il rapporto tra una madre e una figlia oltre il confine della morte, affidando alla memoria, ai sogni e alle voci di chi ha conosciuto la donna scomparsa il compito di ricomporne la storia. Un percorso in cui il mistero della morte si intreccia con quello, ancora più profondo, della vita e con ciò che, dell’esistenza di una persona, continua a sfuggire anche a chi le è stato più vicino.

La vicenda prende avvio dal ritorno di Sonia a Venezia, dopo la recente morte del padre. In città, tra la casa al Lido, le carte lasciate dalla famiglia e i ricordi che riaffiorano, la donna torna a interrogarsi sulla figura della madre Livia, morta in circostanze non chiare negli anni Settanta. La ricostruzione procede per frammenti: testimonianze, memorie, sogni e incontri riportano alla luce aspetti diversi di una donna che, anche per chi le è stato accanto, è rimasta in parte indecifrabile.
Livia era una donna di straordinaria bellezza, attraversata da esperienze di estasi mistica che chi le stava intorno tendeva a interpretare come crisi o attacchi. Nella sua vita convivono tensioni difficili da conciliare: la ricerca di una dimensione spirituale, il desiderio di elevarsi oltre il quotidiano e l’amore profondamente terreno per il marito Tommaso. Attorno a lei si muove una costellazione di personaggi, ciascuno portatore di un ricordo e di una verità parziale: le amiche Katia e Lea, Max, che l’aveva amata profondamente, il fratello Andrea. Le loro voci compongono un ritratto sfaccettato, senza arrivare a sciogliere del tutto il nodo della sua esistenza e della sua morte.
In “Ferita celestiale”, il mistero non è soltanto un elemento della trama, ma il limite con cui si misura ogni tentativo di conoscere davvero un’altra persona. Anche il passato più familiare può custodire zone d’ombra, e la ricerca di Sonia non coincide con la semplice soluzione di un enigma: è piuttosto il tentativo di avvicinarsi a una madre che il tempo, la distanza e la morte hanno reso insieme vicina e irraggiungibile.

La scrittura di Battaglini accompagna questa ricerca attraverso una struttura narrativa articolata, che alterna prima e terza persona, piani temporali e punti di vista differenti. I ricordi dell’infanzia si intrecciano ai sogni, le testimonianze assumono il ritmo di un racconto corale e i dialoghi, spesso teatrali, danno spazio alle contraddizioni dei personaggi. Ne emerge una narrazione densa, nella quale il mistero familiare si apre a echi di tragedia greca e di racconto fantastico, mentre Venezia e la laguna non fanno soltanto da sfondo, ma diventano parte dell’atmosfera sospesa del romanzo.
Il titolo richiama una poesia di Emily Dickinson, la numero 258, e restituisce l’ambivalenza che attraversa l’intera storia: la possibilità che qualcosa di estremamente doloroso si leghi a un’esperienza di elevazione, dove la ferita rappresenta l’identificazione di gioia e dolore. Tra lutto, amore e ricerca spirituale, il romanzo interroga ciò che resta di una persona dopo la sua scomparsa e la difficoltà di trovare risposte definitive alle domande che lascia dietro di sé.

Raffaella Battaglini
Ferita celestiale
Castelvecchi
Collana Narrativa
252 pagine
20 euro
ISBN 9791256149407
Raffaella Battaglini, dopo l’esordio come sceneggiatrice, si dedica alla scrittura teatrale, ottenendo importanti riconoscimenti. Vince due Premi dell’Istituto del Dramma Italiano con L’anniversario e Conversazione per passare la notte, che si aggiudica anche il Prix Théatre Italien Contemporain. L’ospite d’onore, vincitore del premio di drammaturgia del Piccolo Teatro di Milano, viene rappresentato al Piccolo Teatro, mentre Una notte con Caligola vince il concorso del Teatro di Roma e debutta al Teatro Argentina. Ha pubblicato inoltre i romanzi L’aria di casa (Archetipo Libri, 2011) ed E io sono la freccia (L'Iguana, 2018). Con Castelvecchi ha pubblicato Mentre passiamo bruciando (2021).