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Il 6 novembre esce per NOS Records il nuovo album solista dell’artista pugliese. Nel disco, il secondo, la canzone d’autore diventa una forma aperta, capace di far convivere scrittura e scena, rock e memoria, suoni vintage e aperture elettroniche, strumenti acustici e materia più visionaria.
Esce il 6 novembre per NOS Records “Panico Park”, il secondo album solista di Giorgio Consoli.
Attore, cantante, autore e formatore, Consoli arriva alle nove tracce del disco portandosi dietro il teatro: non come citazione, ma come modo di stare dentro una parola, di darle corpo e postura. In “Panico Park” la canzone d’autore diventa una forma aperta, capace di far convivere scrittura e scena, rock e memoria, suoni vintage e aperture elettroniche, strumenti acustici e materia più visionaria.
«Un album, non un disco. Mi piace la parola album perché riporta allo sfogliare dei ricordi scolpiti nelle foto di quando eravamo bambini. Si sfogliava, non si scrollava. E ci si fermava».
Il panico è individuale. Il Park è collettivo. Da una parte una condizione privata, dall’altra un luogo d’incontro, rifugio e ritrovo. E poi il luna park: il gioco, la festa, la spensieratezza, le montagne russe. Le nove canzoni sembrano nove piccole scene, nove scatti capaci di muoversi tra presente, passato e immaginazione.



Il disco attraversa un mondo segnato da guerre, conflitti, solitudini, muri e perdita di riferimenti, ma il buio, nelle canzoni di Consoli, è anche lo spazio in cui qualcosa può ancora apparire: l’altro, l’amore, una possibilità. È in questa tensione, tra la vertigine individuale e il bisogno di stare insieme, che “Panico Park” trova il proprio centro.
«Il Panico è un sintomo individuale, così, ahinoi, presente in quest’epoca scissa e controversa; il Park è un posto di comunità. Il parco come rifugio, ritrovo e raduno, ma anche quello del Luna Park: la meta dei giochi sfrenati, della spensieratezza folle, della festa continua. Ma su quelle montagne russe sembriamo tutti andarci a schiantare, in un mondo impazzito, in tempi bui e, altro paradosso, accecanti. Sembrano smarriti i luoghi della comunità e sembrerebbe crescere la condizione del panico. Guerre, genocidi, sistema sempre più spietato, muri invalicabili e valori scrostati a botte di vendetta e soprusi. Un tempo buio, per dirla à la Bertolt Brecht, dove io credo la luce resti l’Altro, l’attenzione verso l’alterità. La musica come ponte, l’Arte come passeggiata al Parco: il nostro martoriato Panico Park, la cui unica via d’uscita sarà forse l’Amore. Love is the Answer (?). Lo diceva, e meglio, già circa 60 anni fa (Apocalypse) John.».
Anche sul piano musicale Giorgio Consoli evita un’identità univoca. “Panico Park” è una costellazione di forme e linguaggi tenuta insieme dalla scrittura e dall’interpretazione: canzone d’autore, teatro, rock, sensibilità vintage, elettronica, strumenti acustici e arrangiamenti che lasciano spazio alla voce. Un paesaggio fatto di colori e calore.
Un album firmato da Giorgio Consoli, ma profondamente collettivo nella sua realizzazione. La supervisione artistica è di Amerigo Verardi, mentre nel disco suonano Umberto Coviello, Mimmo Pesare, Simone Prudenzano, Domenico Cartago, Sandro Palazzo, Cristiano Cosa, Davide Esposito, Dino Semeraro, Marcello De Felice, Walter Pulpito, Vincenzo Vitti e Luigi Miacola, con la partecipazione speciale di Gianluca De Rubertis. Un insieme di musicisti e compagni di viaggio appartenenti a momenti diversi del percorso di Consoli, che contribuiscono a un lavoro costruito attraverso sensibilità differenti.
«Lo firmo a mio nome, ma l’ho composto con altri musicanti, artisti, autori di arrangiamenti e parte della musica. Pieno di featuring, si direbbe oggi, di ospitate, mi piace dire. Tutti musicanti che stimo molto: con alcuni ho condiviso e tuttora condivido tappe importanti di questo viaggio. Credo da sempre nel collettivo, ancor più ora che ci metto voce, faccia e parole».


Nel disco c’è anche Taranto, città natale di Consoli e presenza narrativa che attraversa il lavoro. In “Taranto brilla” la città emerge senza bisogno di essere celebrata: complessa, ferita, viva, capace di contenere insieme bellezza e disincanto. È una delle geografie reali e interiori che abitano “Panico Park”, un album nato in Puglia e costruito attraverso una rete di persone e luoghi.
Il disco è stato registrato tra il 2024 e il 2025 in quattro studi pugliesi — Chidro Studio di Manduria, La Villetta di Lecce, Sudest Studio di Guagnano e Last Floor Studio di San Michele Salentino — e mixato da Marco Ancona, Simone Prudenzano e Stefano Manca. L’identità visiva è affidata alle illustrazioni di Gabriele Benefico, con la collaborazione artistico-progettuale de La Factory Taranto.
“Panico Park” è così un album che parte dal singolare per cercare il plurale. La comunità come antidoto alla solitudine. L’amore come risposta. Non definitiva. Una possibilità.
CREDITI ALBUM PRODOTTO DA NOS RECORDS LABEL Collaborazione artistico progettuale a cura de La Factory Taranto Supervisione artistica di Amerigo Verardi Progetto grafico Gabriele Benefico PANICO PARK è stato registrato tra il 2024 e il 2025 nei seguenti studi: Chidro Studio (Manduria- TA), La Villetta (Lecce), Sudest Studio (Guagnano-LE), Last Floor Studio (San Michele Salentino- BR) Mixato da Marco Ancona (tracce 3, 6, 8, 9) Simone Prudenzano (trk 1, 2, 5, 7) Stefano Manca (4) Testi e melodie di Giorgio Consoli tranne APOCALYPSE JOHN (melodia di Amerigo Verardi) Tutto l’album è stato masterizzato da Francesco “Pizzetto” Guadalupi a San Vito dei Normanni (BR). Artwork di copertina: Gabriele Benefico Foto promozionali di Roberta Trani Label: NOS Records Ufficio stampa: Agnese Ermacora - PURR PRESS TRACKLIST (con indicazione autori) 1. Apocalypse John (G. Consoli / A. Verardi / S. Prudenzano) 2. In palio (G. Consoli / U. Coviello) 3. Mi fa male il tempo (G. Consoli / M. Pesare) - Focus Track 4. Taranto brilla (G. Consoli / C. Cosa) 5. L’estate è un crimine (G. Consoli / S. Palazzo) 6. Amazzone smarrita (G. Consoli / D. Cartago) 7. La pazza gioia (G. Consoli / D. Esposito) 8. Versi per uno studio di donna (G. Consoli / D. Cartago) 9. Nostra signora del buio (G. Consoli / D. Cartago) HANNO SUONATO BATTERIA: Marcello De Felice (track 7/ 2) Dino Semeraro (5) Simone Prudenzano (trk.1) BASSO: Mimmo Pesare (track 3/5) Walter Pulpito (tr.7) Amerigo Verardi (trk.1) Umberto Coviello (trk.2) CHITARRE: Amerigo Verardi (trk.1) Umberto Coviello (trk.2) Sandro Palazzo (trk.5) Davide Esposito (trk.7) Simone Prudenzano (trk.2) PIANO Domenico Cartago (trk.6/8/9) Cristiano Cosa (trk.4) TASTIERE/ SYNTH: Umberto Coviello (trk.2) Mimmo Pesare (trk.3) Domenico Cartago (trk.6/9) Simone Prudenzano (trk.2/5) Gianluca De Rubertis (trk.5) Amerigo Verardi (trk.1) PROGRAMMING: Mimmo Pesare (trk.3) Domenico Cartago (trk.6/8/9) VIOLA DA CAMERA CELLO: Vincenzo Vitti (trk.4) TROMBA: Luigi Miacola (trk.2)
Giorgio Consoli è un attore cantante, formatore e autore professionista nato a Taranto nel 1980. Ha alle spalle quattro album e svariati tour con la band Leitmotiv, di cui è tra i fondatori ed è tra i protagonisti del progetto musicale Ninotchka. Dopo “Coralli cotti a colazione” (DIGA records 2022), “Panico Park” è il secondo disco solista in uscita il 6 novembre 2026 per NOS Records. In carriera ha preso parte a oltre venti film di tiratura nazionale. Tra i Maestri incontrati nel viaggio si ricordano tra gli altri Luca Ronconi, Michele Abbondanza e Romeo Castellucci.
https://www.instagram.com/consoligiorgio

