Eccoci con lo speciale dedicato alle mostre. Ogg: proroga dell’esposizione al Castello di Caldes. La mostra Renaissance alla Fabbrica Eos Gallery di Milano. A Roma, Galleria Mucciaccia, le nuove sculture di Fabre.
“VIVERE IN ALTO
Uomini e montagne dai fotografi di Magnum.
Da Robert Capa a Steve McCurry”
a cura di Andrea Holzherr e Marco Minuzfino al 6 novembre 2022
Castello di Caldes
Val di Sole (Trento)

“Vivere in alto. Uomini e montagne dai fotografi di Magnum. Da Robert Capa a Steve McCurry”, la fortunata mostra che per l’intera estate si è potuta ammirare al Castello di Caldes, in Val di Sole, è stata prorogata sino al 6 novembre. A deciderlo sono stati l’APT della Val di Sole, il Castello del Buonconsiglio - Monumenti e Collezioni Provinciali, insieme a Suazes, società organizzatrice dell’evento espositivo curato da Andrea Holzherr e Marco Minuz. La mostra propone una straordinaria raccolta di opere, dalle storiche fotografie degli anni Cinquanta sino ai giorni nostri, permettendo così una lettura trasversale e articolata fra il rapporto uomo-montagna, spaziando in tutti i continenti. Un approfondimento di questa relazione che fa riflettere sulle sfide odierne della montagna, in primis quella demografica e del cambiamento climatico, ma anche tra la modernità e la digitalizzazione. I promotori della mostra hanno, con molta soddisfazione, preso atto dell’interesse dimostrato in questi mesi di apertura della mostra, da turisti e residenti. Ma anche del fatto che la stagione turistica in queste meravigliose vallate trentine non è finita, come tradizionalmente avveniva con la fine del mese di settembre ma, con vivacità, continua anche in queste settimane, complice l’esplosione del “foliage” che rende d’oro e di tutte le sfumature di rosso i boschi di queste vallate. Si mantiene su un ottimo ritmo anche l’escursionismo che continua a portare quassù sia sportivi che famiglie, che con piacere percorrono la novità dell’anno ovvero il Sentiero della Fotografia: un percorso escursionistico che dal Castello di Caldes e dalla mostra in esso allestita si inerpica verso le alte malghe e rifugi, lungo sentieri punteggiati dalle immagini con cui Jérôme Sessini racconta la Val di Sole e i suoi abitanti e ambienti. Il programma è in via di definizione, ma già si sa che per il Gran Finale, domenica 6 novembre, il Castello di Caldes si animerà di incontri e iniziative, per festeggiare il successo della mostra e della lunga stagione turistica e dare l’appuntamento alle proposte della Val di Sole per il 2023.
“RUGGERO ROSFER. Renaissance”
a cura di Benedetta Donato
dal 13 ottobre al 12 novembre 2022
Fabbrica EOS Gallery
Via Pasubio (angolo via Bonnet) – Milano

Fabbrica Eos di Milano presenta, dal 13 ottobre al 12 novembre 2022, nella sede di viale Pasubio (angolo via Bonnet), la mostra "Renaissance" di Ruggero Rosfer, artista visivo proveniente dal mondo della fotografia di moda, che attraverso una rappresentazione simbolica del corpo femminile indaga aspetti socio-culturali contemporanei. Curata da Benedetta Donato, la personale sarà inaugurata giovedì 13 ottobre a partire dalle ore 18.30. Il progetto "Renaissance", che dà il titolo all’esposizione, si compone di 15 fotografie inedite a stampa giclée su carta baritata montata su dibond. Ideato dall’artista nel 2020, il lavoro è stato portato a termine nel 2022 negli spazi della Cooperativa scultori di Carrara. Attraverso una sequenza di immagini, una modella/attrice disegna e scolpisce il proprio corpo in un blocco di marmo fino ad amalgamarsi essa stessa con la materia, in una moltitudine di raffigurazioni legate all’antico femmineo e orientate al divenire. «Ruggero Rosfer - scrive la curatrice Benedetta Donato - immortala una metamorfosi ciclica, non come appannaggio di un'eredità atavica, ma come frutto di un approccio di costruzione e rigenerazione profonda. Un nuovo rito di iniziazione, un risveglio interiore, che muove dalla potenza di un sentire artistico preciso, capace di scolpire, plasmare la materia e renderla sottoforma di narrazione inedita, attraverso la commistione di linguaggi molteplici e differenti dimensioni: dal disegno alla scultura fino alla fotografia e dalla bidimensionalità alla tridimensionalità. I punti di vista offerti, consentono di andare ben oltre la prospettiva ristretta e parziale, illusoria e portatrice di un’unica verità. "Renaissance" non è altro che rigenerazione, rinnovamento, riappropriazione del pensiero e della volontà. Partecipazione a qualcosa che è in noi e al di là di noi». La mostra sarà completata da una scultura in bronzo nata dal dialogo di Ruggero Rosfer con il gallerista Giancarlo Pedrazzini. Grazie alle riprese 3D, alla predisposizione di un modello plastico e alla successiva fusione in bronzo, verrà riprodotta in forma tridimensionale l’opera intitolata "Renaissance VI", che ritrae la figura femminile nell’atto di scolpire il blocco di marmo. L’esposizione, accompagnata da un catalogo (progetto grafico e stampa RMT) con un testo critico di Benedetta Donato e un ricco apparato iconografico, sarà visitabile da martedì a venerdì con orario 11.00-13.00 e 15.30-18-30, sabato su appuntamento. Per informazioni: Tel. 026596532, info@fabbricaeos.it, www.fabbricaeos.it. La sede storica della Galleria, con un programma espositivo parallelo, si trova in Piazzale A. Baiamonti a Milano.
“JAN FABRE – ALLEGORY OF CARITAS (An Act of Love)
a cura di Melania Rossi
fino al 15 dicembre 2022
Galleria Mucciaccia
Largo della Fontanella di Borghese, 89 – Roma

Fino al 15 dicembre 2022 la Galleria Mucciaccia presenta ALLEGORY OF CARITAS (An Act of Love, una mostra composta da oltre trenta nuove sculture in corallo rosso e una serie di inediti disegni di sangue di Jan Fabre. La settimana successiva, dall’11 ottobre, anche la sede londinese della galleria presenterà una selezione di lavori appartenenti alla stessa serie, creando un unico progetto espositivo, a cura di Melania Rossi. Teschi da vanitas, cuori anatomici, croci e oggetti liturgici ma anche lo Yin e Yang e il nodo d’amore celtico, così come emblemi legati alla solidarietà e agli aiuti umanitari, e ancora oggetti che ricordano credenze popolari o vicende personali dell’artista, trovano rappresentazione nelle opere in mostra. Il corpus di sculture in corallo rosso del Mediterraneo, concrezioni rosso fuoco che sembrano emerse direttamente dagli abissi della mente dell’artista, è un incontro poetico tra materia naturale e visionarietà artistica. Allo stesso modo, nei disegni realizzati dall’artista fiammingo con il suo stesso sangue, il fluido vitale è usato con abile maestria tecnica per raccontare la gestazione del figlio Django. L’arte è il mezzo privilegiato per raffigurare la vita, la sua origine e il suo mistero, gli opposti, le armonie e la bellezza, che nella ricerca minuziosa di Jan Fabre si fanno opere dal profondo significato allegorico. Un antico legame unisce il sangue al corallo, di cui Ovidio nelle “Metamorfosi” racconta la nascita mitica dal sangue di Medusa. Anche nella forma del ramo corallino è facile rintracciare una somiglianza con il reticolo dei vasi sanguigni. Nelle opere di Fabre, la visionarietà dell’artista fonde la lunga tradizione simbolica del corallo al concetto di “caritas”, parola latina che etimologicamente deriva da carus, diletto, amato. Un concetto presente in tutte le culture da est a ovest del mondo, che unisce tutti gli esseri umani nella solidarietà e nell’amore, come motore che continua a generare e a preservare la vita. L’aspetto di carne viva unisce le sculture di corallo ai disegni di sangue, da cui emerge la dolcezza di un sentimento intimo e personale. L’artista racconta gli albori dell’esistenza attraverso le ecografie del figlio nascituro, invitando ad una riflessione sulle vulnerabilità e le necessità umane. L’esperienza privata si fa universale nelle opere di Fabre, che ci inducono a osservare le cose del mondo come aggregazioni di significati che risuonano tra loro, di storie che si tramandano e si fondono nel corso del tempo. La tensione presente nei suoi lavori e lo stupore che suscitano sono sempre infusi di una spiritualità che armonizza i contrasti. Come dice l’artista: “L’arte è come l’amore, porta sempre ad una riconciliazione”. La mostra è corredata da catalogo edito da Silvana Editoriale con un saggio della curatrice e testi di Dimitri Ozerkov, storico dell'arte, filosofo, curatore, Sara Liuzzi, storica dell'arte, critica, giornalista e Barbara De Coninck, pubblicista e autrice. Orari: lunedì– sabato, 10.00 – 19.30; domenica chiuso - Ingresso gratuito. T. +39 06 69923801 | roma@galleriamucciaccia.it| www.mucciaccia.com
