Realizzato uno shooting con il fotografo DaruMa Photo in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente nella splendida location ligure di Riva Trigoso. Il costume indossato da Sophie è firmato Giulia Danese.

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente Sophie Lamour, artista genovese e il fotografo DaruMa Photo hanno pensato di realizzare uno shooting dedicato alla figura mitologica della sirena per lanciare un messaggio semplice ma necessario “prendersi cura del proprio mare”.

La location scelta è stata la splendida Riva Trigoso dove si può scorgere il leggendario scoglio dell’Asseu simbolo di una storia d’amore tra fiaba e realtà e scenario mozzafiato, naturalmente in Liguria.
Il costume indossato da Sophie Lamour è stato firmato dalla costumista e stilista Giulia Danese.
Ma perché proprio la sirena?
Sophie, autrice del libro “Sirene tra luoghi e leggende” edito da De Ferrari, da molti anni porta in giro un’iniziativa dedicata all’amore del mare “Il Laboratorio delle Sirene” ovvero incontri didattici di acquaticità e sensibilizzazione ambientale, anche attraverso il mermading ovvero il nuoto da sirena effettuato con una coloratissima monopinna.

Il mermading però non è solamente un fenomeno di moda, visto il trend dato dall’uscita del film “La Sirenetta” della Disney: questo modo di nuotare impone armonia e ritmi lenti è molto emozionante e dà l’opportunità di capire meglio le creature del mare, quindi entrare in empatia.
Poi la data in cui è stato realizzato il servizio coincideva con la Luna piena denominata anche delle fragole, Strawberry Moon o Luna di Miele, simbolo di rinascita e rinnovamento.
Si ritiene che questo sia il momento in cui le fragole sono mature e pronte per il raccolto, il che segna l’inizio di una nuova stagione di abbondanza.
Una stagione di abbondanza, si spera, rispettosa dell’Ambiente.

Proprio il 5 giugno di ogni anno si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente.
Una “campagna globale” istituita dalle Nazioni Unite .
In sostanza, ci viene chiesto di proteggere il nostro pianeta, di prenderci cura della nostra casa comune, cosa che si può fare anche attraverso le nostre azioni quotidiane, nel modo in cui mangiamo, viviamo, lavoriamo, ci muoviamo, investiamo.
La Giornata quest’anno è dedicata alla ricerca di soluzioni alla crisi dell’inquinamento da plastica.
L’appello che corre sui social è #BeatPlasticPollution: sconfiggi l’inquinamento da plastica.

Un settore in cui si concentra l’attenzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente è il turismo, che contribuisce significativamente a produrre rifiuti di plastica.
I dati parlano chiaro: otto turisti su dieci visitano le zone costiere e aggiungono rifiuti agli otto milioni di tonnellate di plastica che entrano negli oceani ogni anno.
Il legame tra plastica e turismo non è casuale: i prodotti in plastica monouso sono modi efficaci ed economici per rispettare gli standard di salute, sicurezza e igiene da garantire al turista.
Molti hotel utilizzano kit di cortesia con bottiglie di shampoo di plastica monouso, spazzolini da denti e pettini.
Allo stesso tempo, le navi da crociera scaricano in mare grandi quantità di acque reflue cariche di microplastica.

E il rischio dell’aumento di questo tipo di inquinamento è reale visto che, secondo i dati dell’Onu, gli arrivi turistici internazionali tra il 1980 e il 2019 sono passati da 177 milioni a quasi 1,5 miliardi all’anno.
Il settore inoltre sta tornando ai livelli prepandemia, con il doppio delle persone che hanno viaggiato finora nel 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
 Da oggi ricordiamoci, turisti o no, di fare attenzione… il mare e i suoi abitanti ci ringrazieranno (parola di cormorano e granchietto).