Da oltre dieci anni l’Italia è inserita nei primi dieci posti della classifica dei paesi in cui vengono realizzati più interventi estetici. Tutte le potenzialità di questo trattamento. I tipi più utilizzati.

Da oltre dieci anni l’Italia è inserita nei primi dieci posti della classifica dei paesi in cui vengono realizzati più interventi estetici.
Secondo l’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), nel 2022 sono stati eseguiti nel nostro Paese 747.391, tra i quali mastoplastica, blefaroplastica e liposuzione. Nel 2023 si è mantenuta la tendenza e nel 2024 si è registrata un’impennata. Segno che gli italiani all’aspetto estetico ci tengono molto.

Tra i prodotti non invasivi più utilizzati c’è il filler che rappresenta da anni una procedura entrata nella routine di bellezza di molte persone. Sì, ma di cosa si tratta?
Il filler, noto anche come riempitivo dermico, è una sostanza iniettabile utilizzata in medicina estetica per correggere rughe, solchi e depressioni cutanee, ridefinire i contorni del viso e aumentare i volumi. Insomma, per eliminare alcuni dei più fastidiosi inestetismi.
In questo articolo si analizzeranno gli elementi da conoscere del filler, per scoprire tutte le sue potenzialità.
Quali tipi di filler
Prima di compiere qualsiasi tipo di scelta è necessario sapere che le tecniche per eliminare le imperfezioni devono essere eseguite da uno staff specializzato e i prodotti vanno acquistati esclusivamente da rivenditori di qualità come quelli che propongono anche filler conto terzi. Maggiori sono le proposte, maggiore è la sicurezza.
Scopriamo quali sono i tipi più utilizzati
Filler a base di acido ialuronico
: si tratta di una sostanza naturalmente presente nella pelle, che garantisce idratazione e tensione. Questi filler sono i più utilizzati e apprezzati per la loro biocompatibilità, riassorbibilità e risultati naturali.
Filler a base di collagene: il collagene è una proteina strutturale della pelle che tende a diminuire con l’età. I filler a base di collagene aiutano a ripristinare il volume e l’elasticità della pelle.
Filler a base di idrossiapatite di calcio: si tratta di un minerale presente nelle ossa e nei denti.
Questi filler hanno un effetto volumizzante più duraturo rispetto a quelli a base di acido ialuronico.
Filler a base di policaprolattone: il policaprolattone è un materiale biocompatibile e riassorbibile utilizzato in diversi dispositivi medici. La sua funzione? Stimolare la produzione di collagene da parte del derma, per un effetto liftante e ridensificante.
Quali zone del viso possono essere trattate con il filler?
I filler possono essere impiegati per trattare molte zone del viso. Ce ne sono alcune, però, più predisposte di altre. Ecco quali sono i trattamenti in base alle zone:
Rughe e solchi: rughe frontali, naso-labiali, perioculari (zampe di gallina), codice a barre (linee sopra il labbro superiore), pieghe naso-geniene.
Lipofilling: cioè l’aumento del volume delle labbra, zigomi, mento, guance e correzione di occhiaie scavate.
Rimodellamento del viso: rinoplastica medica (correzione del profilo del naso), definizione del profilo mandibolare, correzione del mento sfuggente.
E la durata dei risultati? Varia a seconda del tipo di filler utilizzato, della zona trattata e delle caratteristiche individuali del paziente. In generale, i filler a base di acido ialuronico hanno una durata media di 6-12 mesi, mentre quelli a base di idrossiapatite di calcio e policaprolattone possono durare fino a 2 anni.