di Miriana Kuntz
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La nostra redattrice ha assistito a uno dei concerti che l’artista partenopeo ha tenuto nella suggestiva cornice della borbonica Reggia di Caserta e ce lo racconta e commenta. “Partecipare ad un concerto di Gigi D’Alessio vuol dire prendere parte ad una festa composta da tre generazioni diverse… un artista che accarezza il pianoforte come un bambino, che si lascia accarezzare a sua volta da un pubblico innamorato”.   

Sono dieci le date che Gigi D’Alessio ha scelto di dedicare a Caserta. Esibizioni magiche, notti di musica che hanno infiammato Piazza Carlo di Borbone e continueranno ancora per altre cinque serate. Il palazzo reale vanvitelliano, patrimonio dell’Unesco, diviene quindi, scenario perfetto per uno spettacolo emozionante, dove la suggestione è sempre dietro l’angolo.
Questi dieci concerti, divengono quindi una sorta di “antipasto”, per quando nell’autunno 2026, D’Alessio girerà i palazzetti dello sport di tutta Italia, per il suo “Gigi Palasport”.

Gigi d’Alessio: la napoletanità e l’amore per le sue radici cantate in musica
Ore 21, Piazza Carlo di Borbone, e una folla gremita. Gigi entra in scena con un monologo sull’essere napoletano non come evento casuale della vita, ma come scelta che se potesse, in un’altra esistenza, riconfermerebbe senza pensarci. Solo una voce riecheggia sul palco, la figura del cantante partenopeo raggiungerà il centro solo in un secondo momento. Parole che rinnovano l’amore per il suo pubblico, la visceralità con le sue radici. Parole d’amore per una Napoli che più volte l’ha consacrato re, e che adesso, nella sua tappa casertana, aspetta solo di vederlo e cantare insieme a lui i successi di una carriera infinita.
La giovialità apre le sue porte col brano “Senza tuccà”, canzone scritta a quattro mani con Geolier, insieme ai produttori e musicisti Max d’Ambra e Kekko d’Alessio. Il singolo unisce le sonorità classiche di d’Alessio con note hip pop più affini all’artista di Secondigliano, Geolier. Il pubblico esplode in un coro vivace, sullo sfondo un video musicale che tiene alta l’attenzione e mette al centro anche Geolier, per quanto sia fisicamente assente dalla scena.
A seguire il brano “24 ore”, attraverso la voce malinconica di Gigi, inizia a raccontare le ore più difficili dopo la fine di un rapporto, i primi momenti dove si concretizza l’idea che quel rapporto ormai è terminato. L’abbandono, la consapevolezza, la rabbia e la rielaborazione, tutto questo in un brano che d’Alessio canta con maestria e la giusta dose di nostalgia.
Un contatto più diretto col suo pubblico col brano “Il cammino dell’età”. Qui l’artista percorre la lunga passerella che lo avvicina ai suoi fan. Una camminata sferzante, mentre il pubblico lo accoglie spalancando le braccia in un abbraccio invisibile, fuori tempo.

Tra passato e presente nel concerto di Gigi D’Alessio
Grande spazio anche ai brani del passato: Gigi infatti, canta “Cumpagna mia” e “Meza bucia”. Con “Quanti amori”, il pubblico tiene le mani a tempo, e ricorda il grande successo del 2004.
La platea va in visibilio quando è il momento del brano “Un nuovo bacio”.
Ciò che in origine era un duetto con Anna Tatangelo, diviene un duo diretto col suo pubblico. D’Alessio canta la sua parte, lasciando ampio spazio alla platea di fare il resto.
Col brano “Primo appuntamento”, si dà spazio anche a Luca d’Alessio (LDA), suo figlio, che seppur assente fisicamente dalla scena, arricchisce il brano con le sue barre hip pop, comparendo sullo schermo. Un connubio tra nuovo e vecchio che stabilisce ancora una volta il legame di d’Alessio con i talenti della nuova scena hip pop.

Momenti intimisti e promesse di matrimonio: ciò che avviene durante i concerti di d’Alessio
Uno dei momenti più intimi di tutto il concerto è stato certamente il momento dedicato a “Non dirgli mai”. L’artista è seduto al piano, ciò che è sempre stato il prolungamento del suo cuore. Accarezza i tasti sfiorandoli con le dita, sembra chiudersi in un momento intimista e profondo. D’Alessio non dice una parola, lascia cantare interamente il brano al suo pubblico. Un momento forte ed emozionante, che riconferma il grande amore che i suoi sostenitori hanno sempre provato e provano per lui. L’artista cammina sulla passerella e si guarda intorno ad occhi lucidi, l’ultimo acuto è affidato alla sua potente voce. “Non è mai finita”, l’ultimo frammento del testo chiude un cerchio emozionale, dove a cantare tutto il brano era stato il suo pubblico, emozionato e ciondolante, davanti ad un mito storico della canzone partenopea.
L’intimità non lascia tregua neppure nel brano successivo. Con la canzone “Si te sapesse dicere”, l’artista invita chiunque avesse voglia di fare una proposta di matrimonio di raggiungere il centro della passerella. Prassi ormai consolidata anche nelle altre serate. Tante, tantissime coppie, scelgono quel momento magico per dirsi di sì.

Seguono diversi vecchi brani di successo: “Io vorrei”, “Nun ciò può dicere”, “Spiegheme che re”, “O posto d’Annarè”.
Iconico il momento dedicato al brano “Chiove”, dove il ritornello famoso infiamma il pubblico in visibilio. Fino ad arrivare ad un brano certamente più attuale, d’Alessio con la sua “Mezze verità”, singolo estratto dall’album “Nuje”, realizza una profonda riflessione sul dolore della separazione e di tutte le conseguenze annesse. La canzone esplora dinamiche emotive e legali di un amore che finisce, evidenziando che molto spesso, durante una separazione si finisce per parlarsi attraverso bugie o appunto mezze verità. Il dolore non è solo quello della coppia, ma anche dei figli, attraverso una spirale di sofferenza che sembra non avere mai fine.
Ennesimo “duetto” a distanza, quello dedicato al brano “Un cuore malato”, dove Alessandra Amoroso, artista salentina, aggiunge alla canzone le sue note reggae.
Con “Non mollare mai”, d’Alessio invita il suo pubblico a tenere sempre duro, a non perdere mai le speranze, ad inseguire i propri sogni. Il pubblico si scatena, sotto la voce melodiosa del suo artista.

Unplugged e connessione coi suoi musicisti
Momento unplugged
quello dedicato ai musicisti di Gigi d’Alessio. L’artista invita tutta la sua band, coriste comprese, a percorrere insieme a lui la lunghissima passerella. Gli strumenti si mescolano insieme, attraverso un momento emozionante sotto le note di “Non riattaccare”, “Insieme a lei”, “Una notte al telefono”. Senza dimenticare i vecchi successi come “L’ultimo gettone”, “Si teniss 18 ann”, “Sposa ragazzina”, “Amico cameriere”, “Un mese di ritardo” e molte altre.

Annarè e tanti altri brani di successo: in questa magica storia d’amore che dura da 34 anni
Una delle canzoni più attese, è stato certamente l’iconico brano del 1993 “Annarè”. Il brano pubblicato nel 1998 fu scelto proprio come colonna sonora dell’omonimo film uscito nelle sale cinematografiche di quell’anno. La ballade romantica incentrata sulla speranza di un ritorno, infiamma il pubblico in trepidazione. Tre generazioni cantano proprio quel brano che ha fatto la storia.
Dopo le dolci note del brano “Miele”, seguono i successi più scatenati dell’artista: “Come suena el corazon” e “Mon amour”. Gigi invita il suo pubblico ad alzarsi in piedi e a scatenarsi insieme a lui. Le file ordinate si trasformano in una balera a cielo aperto. Le vibes latine trasportano il pubblico in un mood estivo e scanzonato.
A chiudere il concerto è il brano “Una magica storia d’amore”, pubblicato la prima volta nel 1999 all’interno dell’album “Portami con te”. Il brano scritto con Vincenzo D’agostino, chiude la quinta tappa dei concerti alla Reggia. Il singolo sembra raccontare la storia “magnetica” tra d’Alessio e il suo pubblico, che ancora dopo tantissimi anni, proseguono la loro intensa ed affascinante storia d’amore.
Dieci date, inquantificabili i biglietti venduti, uno show capace di ripercorre i vecchi successi, fino alle nuove hit. Si è iniziato l’11 Giugno per proseguire con le date di: 12, 14,16,17,18,20,21 giugno. Uno spettacolo senza pari, sullo sfondo un complesso Patrimonio dell’UNESCO, che ha reso lo spettacolo fortemente suggestivo. Un abbraccio invisibile quello che d’Alessio regala al suo pubblico in ogni serata, un bagno di folla, una festa che sembra non avere mai fine, in una lunghissima storia d’amore col suo pubblico che dura ormai da 34 anni.

Il taccuino del giornalista
Partecipare ad un concerto di Gigi D’Alessio vuol dire prendere parte ad una festa composta da tre generazioni diverse. Padri e madri insieme ai figli, accompagnati anche dai loro nipoti. Una festa musicale, quindi, che mi è sembrata non escludesse proprio nessuno. Una location d’eccezione, che mescola in qualche maniera l’atmosfera di re e regine insieme alla musica popolare. Un connubio speciale e sprezzante, una notte che in qualche maniera ha collegato me ad altre tantissime persone, seguendo la forza delle radici, la visceralità campana, l’impatto di un dialetto che non tramonterà mai. Un canto d’amore, di dolore, un artista che accarezza il pianoforte come un bambino, che si lascia accarezzare a sua volta da un pubblico innamorato. Un legame indissolubile con il pubblico, uno spettacolo che in qualche maniera mi ha fatto riflettere, emozionare, battere il cuore e persino ballare. Se dovessi racchiudere l’intero concerto con una sola parola, direi Cuore, perché solo la Musica è capace di legare due cuori, prendersene cura, farli battere e unire ciò che l’odio divide nel mondo.
Ringrazio Friends & Partners per il gentile Accredito Stampa.