Riceviamo e pubblichiamo
Tempo di lettura: 6 minuti – 1056 parole
Dal 17 giugno al 14 ottobre 2026 curato da Shingu Atelier un ampio percorso espositivo che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca dell’artista, mettendo al centro il dialogo tra movimento, natura e percezione. La mostra invita il pubblico a osservare il mondo da una prospettiva inedita, riscoprendo il legame profondo tra l’essere umano e le forze che animano il pianeta.
Sculture che si muovono con il vento, forme leggere che rispondono all’aria, all’acqua e alla gravità, trasformando forze invisibili in esperienza visibile: è questo l’universo poetico di Susumu Shingu, tra i più autorevoli protagonisti dell’arte cinetica contemporanea, a cui Fabbrica del Vapore a Milano dedica una grande mostra personale.
Dal 17 giugno al 14 ottobre 2026, Fabbrica del Vapore ospita in Cattedrale “Il cosmo”, un ampio percorso espositivo che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca dell’artista giapponese, mettendo al centro il dialogo tra movimento, natura e percezione. Attraverso opere in continua evoluzione, la mostra invita il pubblico a osservare il mondo da una prospettiva inedita, riscoprendo il legame profondo tra l’essere umano e le forze che animano il pianeta.
Il titolo richiama la visione di Shingu, per il quale la Terra è parte di un sistema più ampio di relazioni ed energie. Le sue sculture non rappresentano la natura, ma ne rendono percepibili le dinamiche invisibili: correnti d’aria, variazioni atmosferiche, acqua e gravità diventano elementi attivi dell’opera. Lo spazio espositivo si trasforma così in un luogo di osservazione e meraviglia, dove materia, luce e movimento trovano un equilibrio costante.
Curata da Shingu Atelier, lo studio dell’artista, la mostra è coprodotta dal Comune di Milano – Fabbrica del Vapore, con il contributo di Videomobile srl per la produzione, dello Studio Origoni Steiner per il progetto di graphic design, di Studio Azzurro per la realizzazione dei contenuti multimediali presenti nel percorso espositivo e della ARTantide Gallery per la gestione della biglietteria e del bookshop.
«Sono molto felice e onorato di esporre per la prima volta in Italia 9 sculture fondamentali del mio percorso insieme ad un gruppo di 21 sculture di vento del progetto “Windcaravan” che ha girato il mondo, partendo nel 2000 dalle risaie del Giappone fino all’estrema Nuova Zelanda, attraversando il lago ghiacciato della Finlandia fino alle steppe della Mongolia. Sculture mosse dal vento che hanno collegato popoli e culture delle terre più lontane, dove l’uomo convive ancora in sintonia con le forze della natura, sono esposte qui oggi in questa cattedrale riunendo nella mostra “Il Cosmo”un’intera vita e il mio profondo e lungo legame con l’Italia, proprio nell’anno in cui si festeggiano i 160 anni di relazioni tra Italia e Giappone e i 45 anni di gemellaggio tra Osaka e Milano» afferma Susumu Shingu.

«Artista di profilo internazionale, Susumu Shingu ha restituito al progresso la dignità che si trova nella sua finalità originaria: migliorare le condizioni di vita della comunità, liberandola dalla fatica e dalla sofferenza condividendo il sapere e i benefici della modernità. Le sue opere sono congegni che abitano il tempo, contingente ed eterno. Sono titani che sfidano le burrasche, vele che solcano il cielo sereno. Sono onde volteggianti e petali fluttuanti, colorano i paesaggi nel loro dispiegarsi con meticolosa e gioiosa maestria» dichiara la Direttrice della Fabbrica del Vapore, Maria Fratelli.

Nato a Osaka nel 1937, Susumu Shingu arriva in Italia nel 1960 grazie a una borsa di studio del Governo italiano. Gli anni della formazione romana segnano l’incontro con Franco Gentilini all’Accademia di Belle Arti e l’inizio di un percorso che lo conduce dalla pittura alla scultura, fino alla scoperta del movimento come elemento fondante del suo linguaggio. Da allora, la sua ricerca si sviluppa come un continuo dialogo tra arte, ingegneria e fenomeni naturali. In un’epoca segnata da profonde trasformazioni ambientali e climatiche, il lavoro dell’artista assume una particolare attualità. Senza ricorrere a toni didascalici, Shingu invita a ripensare il rapporto tra uomo e natura attraverso una visione fondata sull’equilibrio, sull’ascolto e sulla coesistenza. Il legame con l’Italia è profondo e duraturo. Nel nostro Paese l’artista ha realizzato importanti opere pubbliche, tra cui Il vento di Colombo nel porto di Genova, Il luogo della pioggia al Lingotto di Torino e Dialogo con le nuvole a Lecco: interventi che testimoniano una ricerca costantemente in dialogo con il paesaggio e gli elementi naturali e la lunga amicizia e collaborazione professionale con il maestro Renzo Piano. La mostra riunisce una significativa selezione di opere storiche e recenti, offrendo un attraversamento completo del percorso creativo dell’artista. Il progetto espositivo comprende sculture cinetiche, modelli, materiali documentari e approfondimenti dedicati al suo pensiero, restituendo la complessità di una pratica che unisce rigore progettuale e sensibilità poetica. In mostra è presente anche Sandalino, il personaggio immaginario ideato da Shingu negli ultimi anni: un piccolo viaggiatore proveniente da un altro pianeta che osserva la Terra con stupore e inquietudine, invitandoci a guardare il nostro mondo con occhi nuovi e a riconoscerne la fragilità. Figura lieve e universale, Sandalino incarna lo sguardo dell’infanzia e la possibilità di un rapporto più empatico con la natura e con gli altri, tanto da essere pubblicato in versione pop-up nel 2019 anche in lingua italiana. Gli ampi spazi della Cattedrale di Fabbrica del Vapore costituiscono il contesto ideale per accogliere opere pensate per dialogare con l’aria, la luce e l’architettura. L’allestimento amplifica la dimensione immersiva del percorso, consentendo al pubblico di sperimentare direttamente la relazione tra movimento, materia ed energia. Artista di profilo internazionale, Susumu Shingu ha costruito nel tempo un linguaggio in cui il progresso coincide con la sua finalità originaria: migliorare le condizioni di vita della comunità, condividendo conoscenza e sensibilità verso il mondo naturale. Le sue opere, concepite come congegni poetici sospesi tra tempo contingente ed eterno, evocano vele, onde, aquiloni e presenze leggere che abitano lo spazio come messaggeri del vento. “Il cosmo” si configura così come un omaggio a una ricerca artistica che attraversa culture e continenti, congiungendo Oriente e Occidente in una visione unitaria del mondo. Un invito a considerare la Terra come un organismo fragile e straordinario, parte di un universo in continuo divenire, da osservare con rispetto, attenzione e meraviglia.
Sede - Fabbrica del Vapore – Cattedrale, Milano
Date - 17 giugno – 14 ottobre 2026
Orari
lunedì chiuso
dal martedì alla domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00
ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.












