Riceviamo e pubblichiamo
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Fino al 20 settembre il lago torna a svelarsi in tutta la sua straordinaria bellezza. Incastonato nel cuore selvaggio delle Dolomiti di Brenta, questo specchio d’acqua magnetico offre uno spettacolo vertiginoso che fluttua a seconda del vento e della luce, regalando un’emozione che da sola vale il viaggio.

Quando la strada della Val di Tovel torna ad aprirsi ininterrottamente dopo la pausa stagionale, il primo incontro con il lago è quasi sempre lo stesso: una curva nel bosco, il profilo delle Dolomiti di Brenta che compare tra gli abeti e poi l’acqua, immobile, che ne restituisce l’immagine con una nitidezza sorprendente. All’interno del Parco Naturale Adamello Brenta, a 1.178 metri di quota, il Lago di Tovel continua a essere uno dei luoghi simbolo della Val di Non e di tutto il Trentino. Nelle giornate senza vento, la superficie diventa così immobile da rendere difficile distinguere le montagne dalla loro immagine sull’acqua.

foto TNMKT

Diversi studi hanno associato gli ambienti lacustri a una riduzione dello stress e a una maggiore capacità di concentrazione. Il sentiero che circonda il Lago di Tovel, lungo circa tre chilometri, invita naturalmente a rallentare il passo: i riflessi dell’acqua, il bosco e i continui cambi di luce accompagnano il percorso che costeggia il lago. La fama del Lago di Tovel è legata soprattutto a un fenomeno che fino ai primi anni Sessanta lo rendeva unico nelle Alpi: ogni estate le sue acque si tingevano di rosso vermiglio, creando un netto contrasto con il verde dei boschi e le Dolomiti di Brenta sullo sfondo. Un evento naturale che contribuì a costruire il mito del celebre “lago rosso”. A questa caratteristica si lega anche una leggenda popolare. Si racconta che la principessa Tresenga, figlia del re di Ragoli, respinse la proposta di matrimonio del re Lavinto di Tuenno.
La battaglia che ne seguì si sarebbe consumata proprio sulle rive del lago e, secondo il racconto tramandato nei secoli, il sangue versato avrebbe colorato le acque di rosso. Una spiegazione poetica che ancora oggi accompagna la storia del lago.

Come raggiungere il Lago di Tovel nell’estate 2026
La strada provinciale che conduce al Lago di Tovel segue il calendario della mobilità estiva 2026: tutti i giorni fino al 20 settembre e nuovamente nei fine settimana dal 26 settembre al 1° novembre. Per evitare il sovraffollamento nei mesi di punta, l’accesso al lago è limitato ed è necessario prenotare il parcheggio e le navette online sul sito mobility@pnab.it.
La prenotazione va completata entro le ore 6:00 del giorno stesso. Il parcheggio è gratuito nei giorni infrasettimanali fino al 30 giugno 2026, mentre diventerà a pagamento a partire dal 1° luglio.
Quando i parcheggi della valle raggiungono la capienza massima, il traffico viene indirizzato verso l’area Ex Cofco di Tuenno, da cui parte il servizio navetta per il lago. Nei giorni in cui è attiva la mobilità con navetta, il tratto finale della strada tra Lavacel e il Lago di Tovel è chiuso al traffico privato dalle 11 alle 14.30. Restano gratuiti i parcheggi per i veicoli totalmente elettrici, i possessori di contrassegno disabili, i titolari di ParcoKey e le categorie autorizzate previste dal regolamento. Il lago resta inoltre raggiungibile a piedi o in bicicletta.

Lago di Tovel, sentieri ed escursioni
I dintorni del Lago di Tovel offrono numerose possibilità di escursione, adatte sia a chi cerca una passeggiata rilassante sia a chi desidera spingersi più in quota. Il percorso più conosciuto è l’anello che costeggia il lago: un itinerario semplice e quasi interamente pianeggiante, percorribile anche dalle famiglie, che in circa un’ora e mezza permette di ammirare il lago da prospettive sempre diverse. Partendo dallo Chalet Tovel, il sentiero segue la riva fino a raggiungere la Casa del Parco Naturale Adamello Brenta. Per chi preferisce un’escursione più impegnativa, il sentiero 309 conduce a Malga Tuena attraverso un percorso in salita immerso nel bosco.

Un suggerimento: cercate di arrivare per le prime ore del mattino. Quando lo specchio d’acqua è piatto come un cristallo, le Dolomiti di Brenta si riflettono capovolte sulla superficie con una nitidezza che lascia senza fiato.

Val di Non: tra canyon, castelli e meleti
La Val di Non è una delle vallate più identitarie del Trentino, un territorio dove paesaggio, cultura e tradizioni convivono in equilibrio tra natura e storia. Un contesto che racconta con immediatezza l’autenticità della regione, tra borghi antichi, architetture fortificate e itinerari naturalistici. Dai percorsi nei boschi ai canyon scavati nella roccia, dai laghi alpini ai maestosi castelli, la Val di Non offre un patrimonio naturale e culturale di rara continuità. Elemento distintivo della valle è la tradizione frutticola, con le mele della Val di Non riconosciute a livello internazionale come simbolo di qualità e cultura agricola. Il nome stesso della valle rimanda a origini antiche, legate probabilmente al termine celtico Anaunia, che identificava il popolo degli Anauni, primi abitanti di questa zona. Un’eredità storica che rafforza l’identità della Val di Non come destinazione capace di unire esperienza culturale, natura e memoria dei luoghi.

Azienda per il Turismo Val di Non
Tel: 0463830133
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Internet: www.visitvaldinon.it