di Fabrizio Capra
Tempo di lettura: 6 minuti – 1112 parole
Tra una settimana – 3 e 4 luglio – in Alessandria – negli spazi del Complesso Conventuale di San Francesco – prenderà il via la sesta edizione del Festival Internazionale dei Templari a cui abbiamo dedicato un ampio articolo nei giorni scorsi (in calce all’intervista il link all’articolo). Allo scopo di presentare al meglio l’edizione di quest’anno del Festival abbiamo intervistato i due direttori artistici: Simonetta Cerrini e Gian Piero Alloisio.
Il 3 e 4 luglio si svolgerà in Alessandria la sesta edizione del Festival Internazionale dei Templari: quali le principali novità di quest’anno?
Alloisio – Due novità significative: la location, il complesso conventuale di San Francesco, e il fatto che mai come in questa sesta edizione il Festival ha trattato argomenti tanto vicini all’ attualità. Poi ci sono altre “prime volte” come la collaborazione con il Teatro della Juta o il gioco de “I Tarocchi dei Templari” che aiuterà il pubblico a orientarsi nei salti di spazio e di tempo o anche il ritorno, a cinquant’anni del primo album, della mitica Assemblea Musicale Teatrale.

Cosa si deve aspettare chi parteciperà come spettatore agli eventi del Festival?
Alloisio – Dal momento che, per salvaguardare il prezioso pavimento dell’ex chiesa, non sarà possibile montare un palco, per la prima volta saremo vicinissimi agli spettatori e noi artisti vicinissimi ai relatori e viceversa. Credo che questo ci costringerà ad una comunicazione più diretta. Forse ad agire tra il pubblico.
Gli ottocento anni di San Francesco è l’argomento che tiene banco quest’anno: quali rapporti del Patrono d’Italia con i Templari?
Cerrini – Il tema di quest’anno: i Templari, san Francesco, il sacro e il potere, è sicuramente un tema complesso, dai mille riflessi. Li affrontiamo facendoci in quattro: quest’anno alle due conferenze spettacolo serali si affiancheranno altre due conferenze spettacolo pomeridiane, ognuna della durata di due ore. Quanto al rapporto tra frate Francesco e i frati Templari – un accostamento che potrebbe sembrare irrispettoso – ne scopriremo le forti affinità, a partire dalla dichiarazione del notaio piemontese Antonio Sicci di Vercelli che dichiarò nel 1311, durante il processo al Tempio, di aver copiato personalmente la regola templare e di averla trovata “molto simile a quella concessa ai frati Minori”. Inoltre, la sacralizzazione del potere, i messianismi regi, i richiami a temi apocalittici, che hanno segnato il regno di Filippo il Bello, il re che si scontrò con ben due papi e che ordì la tragica fine dei Templari, appartengono sempre più al linguaggio della politica.
Un Festival decisamente in salute vista l’alta qualità dei relatori e degli artisti?
Cerrini – Fin dalla prima edizione, abbiamo cercato relatori che potessero portare il meglio delle loro ricerche raccontandole con semplicità a un pubblico eterogeneo. Quest’anno abbiamo il piacere di avere con noi il grande storico Franco Cardini, il giovane ma già noto anche al grande pubblico Antonio Musarra, professore di Storia medievale alla Sapienza, Julien Théry, professore all’Università di Lyon II, specialista dei rapporti tra il re di Francia Filippo il Bello, i Templari e il papa Clemente V, e, dall’Università del Piemonte Orientale, che ci ha rinnovato il Patrocinio, i professori Giorgio Barberis, storico del pensiero politico, e Silvia Fazzo, storica della filosofia medievale. Avremo inoltre in video gli interventi di Gian Luca Potestà, emerito dell’Università cattolica e tra i principali studiosi di escatologia medievale, e Nikolas Jaspert, professore dell’Università di Heidelberg. Io curerò brevi introduzioni a ogni conferenza spettacolo che serviranno per fornire il quadro generale. Grazie alla collaborazione con Il Libraccio, saranno disponibili molti libri sul medioevo, su San Francesco e sui Templari. Gian Piero Alloisio, direttore artistico, unisce e collega gli interventi dei relatori agli interventi degli artisti e dà forma al Festival: ospiteremo quest’anno il pianista e compositore Carlo Cialdo Capelli, già collaboratore di Gaber, Conte e Dalla, la mitica Assemblea Musicale Teatrale, tornata sui palchi 50 anni dopo la pubblicazione del loro primo album, la bravissima Elisabetta Gagliardi, cantante e pianista alessandrina, il Teatro della Juta e i rievocatori storici provenienti da due compagnie: i Custodes Viarum e la Mansio Templi Parmensis 1275.

Quest’anno il Festival arriva anche in Puglia…
Alloisio – La formula della conferenza storico-artistica sperimentata ad Alessandria ha interessato molto l’amministrazione di Pietramontecorvino, uno splendido borgo del Foggiano, già sede di un partecipatissimo festival medievale di cui noi saremo il “braccio culturale”. Del resto, dalla città di Umberto Eco, uno degli intellettuali italiani più famosi nel mondo, cosa ci si deve aspettare se non la cultura?
Immagino che nel momento che si spegneranno i riflettori si inizierà a pensare alla settima edizione perché un evento come il Festival dei Templari non si improvvisa e non si crea in un tempo breve?
Alloisio – Il festival presenta ogni anno le ultimissime ricerche sui Templari e questo richiede molto lavoro fatto con largo anticipo .Quest’anno poi abbiamo avuto la conferma di un possibile e parziale utilizzo del complesso conventuale di San Francesco solo all’ultimo momento, ma è chiaro che una tale magnifica struttura suggerisce idee importanti da sviluppare per tempo.

Ho notato che ogni anno prolificano gli eventi – festival, rievocazioni, ecc – che riguardano i Templari: stanno diventando una moda?
Cerrini – Sono una moda ormai da molto tempo. In Italia e all’estero. Ma la moda nasce da un paradosso: il loro straordinario successo mediatico, alimentato da best-sellers come « il Codice Da Vinci » di Dan Brown o « Il Pendolo di Foucault » dell’alessandrino Umberto Eco, da film come« Indiana Jones e l’ultima crociata », fino alle serie televisive com « Knightfall » e i video-giochi come « Assassin’s Creed », non nasce dalla loro vera storia, ma si nutre della loro secolare leggenda Il Festival quindi ambisce a essere uno strumento di public history a pieno titolo, alla luce della copresenza di storici professionisti e artisti nella costruzione del racconto storico, dell’intenzione esplicita di correggere miti e leggende attraverso la ricerca documentata, e del radicamento in un territorio al quale restituisce una memoria medievale altrimenti poco visibile. Questo modello – la “conferenza-spettacolo” – rappresenta un’innovazione metodologica originale nella comunicazione della storia al grande pubblico.
Come può uno che si approccia a queste tematiche scegliere nel modo corretto a cosa assistere?
Cerrini – Il Festival è innanzitutto una festa: una festa di idee, di canzoni, di parole, di incontri. Ogni incontro, gratuito, sarà diverso dall’altro: come un caleidoscopio, regalerà nuove sorprese allo spettatore, cui consigliamo di seguire tutti e quattri gli eventi. I libri gli permetteranno di approfondire le suggestioni offerte dal Festival.
Concludiamo con un messaggio per invogliare a partecipare agli eventi del Festival?
Alloisio e Cerrini – Intervenite numerosi!
Ringrazio gli amici Simonetta e Gian Piero per la disponibilità e auguro a tutti un Buon Festival!
Articolo presentazione festival
https://otticheparallelemagazine.com/2026/06/15/festival-internazionale-dei-templari-ad-alessandria-la-sesta-edizione-dal-tema-san-francesco-i-templari-il-sacro-e-il-potere/

