Riceviamo e pubblichiamo
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Dall’11 luglio al 25 ottobre 2026 l’esposizione a cura di Barbara Pavan vede le opere dell’artista inserirsi in relazione costante con l’ambiente, il territorio e le comunità che lo abitano, rendendo visibile quella continuità tra natura e cultura che attraversa l’intera ricerca dell’artista. Inaugurazione Sabato 11 luglio 2026, ore 17:00.

Dall’11 luglio al 26 ottobre 2026 il MuMa | Civico Museo Parisi Valle di Maccagno, sul Lago Maggiore, presenta EXTINCTIONS, prima mostra personale in Europa dell’artista statunitense Deborah Kruger, a cura di Barbara Pavan, con il patrocinio del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca e della ProLoco di Maccagno.

Deborah Kruger – ROPA MEXICANA 3 – 2025 – serigrafia manuale su plastica riciclata, cucitura a mano e a macchina, avvolgimento, cordame, filo di lino cerato – 295 x 125 x 5 cm | 116 x 49 x 2 in – Ph.credit Carlos Díaz Corona

Il progetto espositivo trova una sede particolarmente coerente nel “museo-ponte” progettato da Maurizio Sacripanti, un’architettura in cui spazio costruito e paesaggio instaurano un dialogo continuo e percettivamente attivo. In questo contesto, le opere di Kruger si inseriscono in relazione costante con l’ambiente, il territorio e le comunità che lo abitano, rendendo visibile quella continuità tra natura e cultura che attraversa l’intera ricerca dell’artista.
A rafforzare questa dimensione relazionale contribuisce anche il supporto scientifico della Fondazione Bolle di Magadino, istituzione svizzera che ha reso possibile l’inclusione nel progetto di un’opera dedicata al Tarabusino, specie aviaria a rischio presente nel territorio del Lago Maggiore. La collaborazione evidenzia come le questioni ecologiche e culturali travalichino i confini amministrativi, sottolineando la natura interconnessa dei sistemi viventi e delle loro vulnerabilità.

LA MOSTRA
La mostra riunisce un significativo nucleo di opere recenti e indaga le forme di perdita irreversibile che caratterizzano il presente, intrecciando riflessione ecologica, memoria culturale e responsabilità individuale e collettiva
. Al centro della ricerca di Kruger si collocano due fenomeni apparentemente distinti ma profondamente interconnessi: l’estinzione di numerose specie di uccelli e la progressiva scomparsa di lingue indigene in diverse aree del pianeta. L’artista li interpreta come manifestazioni parallele di una medesima crisi sistemica, capace di compromettere simultaneamente la biodiversità naturale e quella culturale.

Deborah Kruger – TARABUSINO BIRD GODDESS – 2026 – scultura in resina e fibra di vetro, pigmento, plastica riciclata, serigrafia, cuciture a mano e a macchina, cordoncino, filo di lino cerato – 71 × 51 × 51 cm | 28 x 20 x 20 in Edizione 1/7, prodotta da Art21 Studio – Ph. credit Carlos Díaz Corona

Il percorso espositivo comprende sculture tessili, arazzi monumentali e opere a parete accomunate dall’impiego di uno degli elementi più riconoscibili della pratica dell’artista: piume di plastica riciclata, successivamente serigrafate con immagini di specie aviarie minacciate e sovrastampate con testi in lingue a rischio di estinzione. Attraverso questa scelta materica, Kruger introduce una complessa stratificazione semantica: la plastica, emblema della produzione e del consumo globalizzati nonché tra i principali agenti dell’alterazione ambientale contemporanea, viene trasformata in dispositivo narrativo e critico, capace di rendere visibili le responsabilità umane nei processi di degrado ecologico e di cancellazione culturale.
La formazione dell’artista nel campo del textile design emerge nella qualità tattile delle superfici, nella costruzione delle opere e nell’attenzione alla dimensione processuale del fare.
Materialità, accumulazione e stratificazione diventano strumenti attraverso cui Kruger interroga i modelli economici e produttivi contemporanei, mantenendo al contempo un forte legame con la manualità e con la capacità dei materiali di conservare e trasmettere memoria.

Deborah Kruger – GOLD CIRCLE – 2022 – serigrafia manuale su plastica riciclata, cucitura a mano e a macchina – 38 x 38 cm | 15 x 15 in – Ph. credit Carlos Díaz Corona

Alla base della sua pratica artistica vi è una concezione relazionale dell’esistenza, secondo la quale ogni organismo, cultura e linguaggio partecipa a una rete complessa di interdipendenze. In questa prospettiva, la frammentazione degli habitat naturali e l’erosione delle culture marginali appaiono come effetti differenti di dinamiche comuni, generate da sistemi economici e sociali fondati sull’estrazione intensiva delle risorse e sulla progressiva omologazione dei comportamenti. Le conseguenze di tali processi ricadono con particolare evidenza sulle realtà più vulnerabili – specie animali minacciate e comunità indigene – che diventano indicatori sensibili delle fragilità dell’intero ecosistema globale.
EXTINCTIONS invita a riflettere sulle relazioni che legano produzione, consumo, linguaggio e tutela della vita, ponendo al centro le responsabilità individuali e collettive che attraversano il nostro tempo. Per Deborah Kruger l’arte è uno spazio di consapevolezza e trasformazione, capace di rendere visibili le strutture spesso opache dei sistemi contemporanei e di restituire presenza e voce a ciò che rischia di essere definitivamente cancellato.
La mostra è corredata di un catalogo trilingue (italiano, inglese, tedesco) edito da Al3vie Editore.

Deborah Kruger si è formata presso il Fashion Institute of Technology di New York dove lo studio del disegno e della progettazione tessile ha profondamente orientato il suo linguaggio visivo. L’attenzione per la dimensione materica costituisce ancora oggi l’ossatura della sua pratica, che intreccia istanze ambientali, riflessione culturale e sperimentazione formale. Nel corso della sua carriera ha insegnato, tenuto conferenze ed esposto in musei, gallerie e università negli Stati Uniti, in Messico, Europa, Asia e Australia, consolidando una presenza internazionale nell’ambito della fiber art. La sua attività espositiva comprende numerose partecipazioni a rassegne collettive e biennali di rilievo internazionale tra cui Interpretations al Visions Museum of Textile Art (VMOTA), San Diego (2025-26); Drifts and Tremors all’Aqua Art Fair di Miami durante l’Art Basel, Miami Art Week (2025), e Drags and Woops: The Poetics of Rupture presso MIA Curatorial Projects, Miami (2025), entrambe curate da Milagros Bello; Our Fragile Moment alla Hudson Guild Gallery, Chelsea, New York (2025), a cura di Fran Beallor; la Biennale Coined in the South al Mint Museum di Charlotte (2024); la III Bienal de Artes Plásticas y Visuales de Engativá, Bogotá (2024), come artista ospite; la X International Biennial of Contemporary Textile Art a Miami (2022), la Bienal Rufino Tamayo IX presso il Museo de Arte Contemporáneo Internacional Rufino Tamayo di Città del Messico (2021–2022) e Fiberart International presso Contemporary Craft, Pittsburgh (2019). Le sue opere sono presenti in importanti collezioni permanenti, tra cui il Museum of Arts and Design (MAD), New York, il Visions Museum of Textile Art di San Diego, la Città di Raleigh, North Carolina e la World Textile Association. Una sua opera a parete di grandi dimensioni è attualmente esposta all’Ambasciata degli Stati Uniti in Turkmenistan nell’ambito del programma Art in Embassies Program. Nel 2024 la sua mostra personale Turbulence: Birds, Beauty, Language & Loss è stata presentata presso la Block Gallery di Raleigh, North Carolina. Nel corso della sua carriera ha partecipato a residenze artistiche presso il Millay Colony for the Arts; La Porte Peinte Centre, Noyers-sur-Serein, Francia; Hypatia-in-the-Woods; e l’Icelandic Textile Center.
Il MuMa | Civico Museo Parisi Valle, oggi diretto da Federico Crimi, è stato progettato da Maurizio Sacripanti (Roma, 1916–1996) su iniziativa dello scultore Giuseppe Parisi. Il museo nasce dall'idea di un edificio capace di instaurare una relazione organica con il contesto naturale che lo accoglie. Ne deriva il celebre “museo-ponte” di Maccagno, definito da Paolo Portoghesi anche “museo sulla cascata”: una struttura in cui architettura e paesaggio si compenetrano, trasformando gli elementi naturali in componenti attive dello spazio espositivo. I percorsi articolati e sospesi tra ambiente e costruzione, le aperture verso il torrente Giona e il costante dialogo con il paesaggio generano un'esperienza in cui arte, natura e territorio si intrecciano senza soluzione di continuità. In questo contesto trova una particolare risonanza il progetto di Deborah Kruger, che mette in relazione linguaggio, ecologia e sistemi di interdipendenza, instaurando un dialogo diretto con l'impianto concettuale e spaziale del museo. Concepito nel 1978 e realizzato attraverso un lungo percorso progettuale e costruttivo conclusosi nel 1998, il MuMa rappresenta uno dei rari casi italiani di museo progettato specificamente per l'arte moderna e contemporanea. Oggi conserva una collezione permanente di particolare rilievo per consistenza e qualità, ulteriormente ampliata nel tempo attraverso mostre, acquisizioni e un costante confronto con le ricerche artistiche contemporanee.
Il progetto si avvale del supporto scientifico della Fondazione Bolle di Magadino, istituzione svizzera impegnata nella tutela e valorizzazione dell'omonima riserva naturale protetta dal 1974. La collaborazione ha reso possibile l'inclusione di un'opera dedicata al Tarabusino, specie aviaria a rischio presente nell'area del Lago Maggiore, rafforzando la dimensione territoriale e transfrontaliera della ricerca di Deborah Kruger. Fanno parte della Fondazione Bolle di Magadino, la Confederazione Svizzera, il Canton Ticino, Pro Natura e WWF Svizzera; essa opera per la conservazione della biodiversità delle zone umide delle Bolle, sito riconosciuto di importanza internazionale e iscritto alla Convenzione di Ramsar dal 1982. La partnership evidenzia come le questioni ecologiche e culturali travalichino i confini amministrativi, inscrivendosi in una rete di relazioni che unisce.
Titolo: Extinctions
Artista: DEBORAH KRUGER
A cura di: Barbara Pavan
Sede: MuMa | Civico Museo Parisi Valle
via Leopoldo Giampaolo 1 | 21061 Maccagno con Pino e Veddasca (VA)
Date: 11 luglio- 25 ottobre 2026
inaugurazione: sabato 11 luglio 2026, ore 17.00
Orari mostra: venerdì: 15.00 - 19.00; sabato e domenica: 10.00 - 12.00 e 15.00 - 19.00
Ingresso gratuito
Catalogo: Al3vie Editore
Info: tel. +039 0332561202 | e-mail info@museoparisivalle.it | www.museoparisivalle.it
con il patrocinio di: Comune di Maccagno con Pino e Veddasca e ProLoco Maccagno
in collaborazione con: Fondazione Bolle di Magadino (Svizzera)