Riceviamo e pubblichiamo
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Tra le espressioni più interessanti della ricerca di Francesca Levi emerge una serie di frac estivi che rileggono uno dei capi più iconici della tradizione sartoriale trasformandolo in una presenza inattesa, leggera e contemporanea. Organze impalpabili, tessuti trasparenti e volumi morbidi sostituiscono la struttura rigorosa del frac tradizionale.

Nel panorama della creatività italiana, Francesca Levi rappresenta una figura difficilmente riconducibile a una sola disciplina. Il suo lavoro attraversa arte, moda e design con una visione coerente, maturata attraverso una formazione tra l’Accademia di Belle Arti di Brera, l’architettura e il design industriale e alimentata da un percorso profondamente indipendente. Figlia dell’artista Fulvia Levi Bianchi, cresce in un ambiente in cui il confronto con il mondo dell’arte diventa parte integrante della propria educazione visiva e progettuale.
Tra le espressioni più interessanti della sua ricerca emerge una serie di frac estivi che rileggono uno dei capi più iconici della tradizione sartoriale trasformandolo in una presenza inattesa, leggera e contemporanea.
Organze impalpabili, tessuti trasparenti e volumi morbidi sostituiscono la struttura rigorosa del frac tradizionale, dando vita a silhouette fluide che accompagnano il movimento del corpo con naturalezza. Il capo conserva il proprio impianto sartoriale, ma cambia completamente linguaggio.
È il colore a guidarne la narrazione. Rosa cipria, corallo, lilla e fucsia si alternano a tocchi di turchese, azzurro e giallo in una composizione che richiama il mondo botanico e la vitalità dell’estate. Fiori stilizzati, motivi ornamentali, geometrie e raffinati effetti di trompe-l’œil si distribuiscono sulla superficie con equilibrio, senza mai assumere una funzione puramente decorativa.

Ogni intervento è eseguito direttamente dall’artista. Il disegno nasce sul capo già confezionato e segue l’andamento della costruzione sartoriale, dialogando con revers, martingale, polsi e orli. La pittura non viene applicata come un elemento aggiuntivo, ma entra a far parte della struttura stessa dell’abito, modificandone la percezione e conferendogli un’identità irripetibile. Per questo motivo nessun capo può essere replicato: ogni frac costituisce un pezzo unico.
La ricerca di Francesca Levi non riguarda soltanto il decoro, ma il rapporto tra gesto artistico e costruzione del capo. La sartoria offre l’equilibrio delle proporzioni, mentre la pittura introduce libertà, ritmo e profondità. Due linguaggi che convivono senza sovrapporsi, dando origine a una collezione capace di muoversi tra arte e moda con assoluta naturalezza.
In un momento in cui il sistema della moda riscopre il valore della manualità, dell’unicità e della ricerca materica, il lavoro di Francesca Levi assume una posizione precisa. Le sue creazioni non inseguono la riproducibilità né la velocità delle tendenze, ma affermano il valore del tempo, dell’intervento manuale e della relazione diretta tra autore e materia.
È una ricerca che prosegue oggi tra moda, arte e design, mantenendo intatta una visione profondamente personale: quella di un abito che non nasce soltanto per essere indossato, ma per conservare il segno di chi lo ha creato.
Una prospettiva che rende Francesca Levi una delle interpreti più originali della creatività italiana contemporanea.





