Riceviamo e pubblichiamo
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Dal 2 al 6 agosto la XXIII edizione del festival: cinque giorni di concerti sulla sponda comasca del Lario all’insegna della qualità e dell’originalità musicale con la partecipazione di Giovanni Falzone, Roberto Olzer, Badrya Razem, il trio Março, i Dixie Blue Blowers e di alcuni dei più interessanti protagonisti della scena catalana, tra cui la celebratissima Magali Sarè e il quintetto Libérica capitanato da Manel Fortià.

Bellezza chiama bellezza: anche quest’anno il lago di Como, uno territori più affascinanti della Lombardia, caratterizzato da borghi pittoreschi, scorci da cartolina, palazzi, ville e giardini di rara suggestione, panorami unici e molto altro, che da tempo richiama milioni di visitatori in arrivo da tutto il mondo, ospiterà il Tremezzina Music Festival, manifestazione che si contraddistingue per una programmazione internazionale e raffinata, proprio come lo è una parte dei turisti ammaliati dallo charme del Lario. Giunta alla XXIII edizione, la manifestazione – organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi diretta da Saul Beretta con il contributo del Comune di Tremezzina e con il patrocinio e il contributo di Regione Lombardia – si svolgerà dal 2 al 6 agosto e coinvolgerà jazzisti italiani di vaglia, giovani promesse di grande talento e musicisti di respiro europeo, che presenteranno progetti originali, proposte inedite e sorprendenti sperimentazioni.

La nuova edizione verrà inaugurata domenica 2 agosto con un “fuori festival” a Griante, in collaborazione con la cooperativa sociale Azalea, con una passeggiata musicale (a partire dalle ore 17.30, evento sold out) tra arte, natura e pietra sul terreno Pomario, uno splendido terrazzamento a picco sul lago,  recuperato e restituito alla comunità: il trio Março, composto da Marta Frigo (voce, chitarra, percussioni), Sofia Zavaglia (voce, chitarra, percussioni) e Martina Campi (flauto, fisarmonica, percussioni, chitarra), intreccerà con naturalezza ed eleganza jazz, pop, world music e suoni eterei, proponendo composizioni originali e arrangiamenti acustici di brani famosi, che trascineranno il pubblico in una dimensione sospesa e sognante. Le due voci si muovono tra armonie e contrappunti, ora fondendosi ora rincorrendosi, sostenute da chitarre ariose e da piccoli elementi ritmici e melodici che affiorano con grazia nei brani originali del trio e nelle cover (da Leyla McCalla a Emiliana Torrini). Un concerto gentile e delicato, all’insegna della dolcezza della musica e del paesaggio.

Lunedì 3 agosto, a Lenno, la chiesa di Santo Stefano (ore 21) ospiterà il Magnificat, protagonisti Badrya Razem (voce), Roberto Olzer (organo) e Giovanni Falzone (tromba), con la partecipazione straordinaria di Pere Martinez (voce). Nella produzione originale di Musicamorfosi, il Magnificat, un cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché si è benignamente degnato di liberare il suo popolo, è una sorta di implorazione in musica per la pace, la fratellanza delle genti e la salvezza universale. Il tutto suonato, cantato e parlato in varie lingue (tra cui italiano, spagnolo, inglese e arabo) dalla strepitosa cantante Badrya Razem, italiana di origine algerina, e dallo spagnolo Pere Martinez nei panni dell’ospite speciale. Accanto a loro due interpreti di vaglia: Giovanni Falzone, nome di punta della scena italiana ed europea, e Roberto Olzer, musicista di formazione classica ma anche arrangiatore, organista e pianista eclettico, che si muove con disinvoltura anche tra jazz e pop. A Badrya Razem è affidato il compito di “trovare” la voce di Maria, di cantare e invocare la pace, quella dell’anima, ma anche quella dei popoli. Magnificat si snoda tra tre composizioni originali di Giovanni Falzone, passando da Pergolesi a Philip Glass, dalle parole del Vangelo musicate da Frisina a quelle che Allen Ginsberg scrisse nel 1966, durante la guerra in Vietnam, e che risuonano ancora così fortemente attuali e dal Cristo che piange diamanti di Rosalia fino all’inno di Pace di Alice Coltrane e alLove Supremedi John Coltrane cantato insieme al pubblico.

La giornata più intensa del festival sarà quella di mercoledì 4 agosto con ben tre appuntamenti in agenda: si comincerà (ore 11) al santuario della Madonna del Soccorso di Ossuccio con l’esibizione intitolata Flamenco Sacro: passione, sentimento e brani tratti dalle messe flamenche rivivranno grazie al duo composto da Abraham Lojo, talentuoso chitarrista e compositore spagnolo in rapida ascesa, riconosciuto per la chiarezza, l’espressività e la creatività della sua musica, e da Roberto Olzer all’organo. I concerti Magnificat e Flamenco Sacro fanno parte delle azioni legate a Spiritual Music, il progetto di Europa Creativa che vede Musicamorfosi capofila di altre istituzioni in Romania e Spagna e che punta alla valorizzazione e alla messa in rete di organi e musica del bacino del Mediterraneo e dei Balcani per abbracciare religioni diverse sotto l’unico denominatore della musica.

Si continuerà con Il cielo in una stanza, l’unico concerto a pagamento della nuova edizione, in programma nei magnifici spazi di Villa Carlotta (ore 18.30, ingresso da 12 a 25 euro; sono previsti 30 ingressi gratuiti per i residenti di Tremezzina con prenotazione obbligatoria online su http://www.tremezzinamusicfestival.it): alcuni dei brani più belli del canzoniere italiano, quelli che non invecchieranno mai, saranno riproposti dalla meglio gioventù mediterranea, ovvero dal duo formato dal pianista e compositore catalano Max Villavecchia e dalla cantante Badrya Razem. Il primo unisce formazione classica e ricerca contemporanea, muovendosi tra jazz, flamenco e musiche del mondo con un linguaggio personale in continua evoluzione. La seconda (diplomata in Canto Jazz e in Canto Lirico) è un’interprete costantemente alla ricerca di nuove sonorità, che sperimenta la sua voce cristallina in vari ambiti, dal soul al jazz, dal cantautorato al pop (e oltre), con risultati entusiasmanti.

Infine, il parco Teresio Olivelli di Tremezzina sarà la cornice del concerto serale (ore 21) che vedrà protagonista il quintetto Libérica in arrivo dalla Spagna, il cui sound è una miscela raffinata e convincente di flamenco, jazz e folklore iberico, una fusione coinvolgente, energica e seducente di suoni tradizionali e contemporanei. Se è vero che i primi rapporti tra il flamenco e il jazz risalgono agli anni Settanta, quando musicisti di flamenco come i celebri chitarristi Paco de Lucia e Pepe Habichuela e jazzisti come il sassofonista Pedro Iturralde diedero vita a questa fusion, altri artisti di spessore internazionale (un nome su tutti, il contrabbassista inglese Dave Holland) hanno maturato esperienze analoghe in tempi più recenti. Ora è volta del quintetto Libérica, che raggruppa alcuni dei più talentuosi musicisti spagnoli: Alba Careta (sax), Pere Martinez (voce), Max Villavecchia (pianoforte), Manel Fortià (contrabbasso) e Oriol Roca (batteria).

Il parco Teresio Olivelli ospiterà il giorno seguente, giovedì 5 agosto (ore 21), anche il concerto dei Dixie Blue Blowers, che proporranno un viaggio nel ruggente hot jazz degli anni Venti del secolo scorso, nei suoi vari stili (Dixieland, Chicago, New Orleans, New York e così via): il gruppo guidato da Mauro L. Porro, uno dei massimi rappresentanti in Italia del jazz classico, eseguirà in modo brillante brani noti e meno noti dell’età d’oro del jazz, grazie alle minuziose trascrizioni dai dischi a 78 giri e alla libera improvvisazione. Insieme al leader (cornetta, sax soprano, voce, arrangiamenti e trascrizioni) si esibiranno Pasquale Graveta (cornetta e voce), Giorgio Gallina (trombone e voce), Martino Pellegrini (banjo e voce), Lorenzo Poletti (tuba) e Fabrizio Carriero (batteria e percussioni).

Imperdibile sarà anche l’ultima giornata della manifestazione, quella di venerdì 6 agosto, ancora al parco Teresio Olivelli (ore 21): il progetto reTORNAR è un dialogo intenso e raffinato tra voce e contrabbasso in cui la cantante catalana Magalí Sare e il conterraneo Manel Fortià costruiscono un linguaggio musicale essenziale e sorprendente, guidati dal ritmo, dall’improvvisazione e da una profonda intesa artistica. Il loro progetto si distingue per l’originale rilettura di brani della tradizione latinoamericana e della loro terra d’origine. Attraverso un approccio libero e contemporaneo, melodie conosciute si trasformano in paesaggi sonori inaspettati. La voce duttile e imprevedibile di Magalí Sare si intreccia con il contrabbasso di Manel Fortià in un continuo gioco di ascolto e interazione che sorprenderà gli spettatori per intensità e libertà espressiva, attraversando culture e suggestioni diverse in un’unica e coinvolgente narrazione musicale. Il concerto è realizzato con il contributo dell’Institut Ramon Llull di Barcellona, che promuove la lingua e la cultura catalana nel mondo.

Tutti gli eventi del Tremezzina Music Festival, tranne quello di Villa Carlotta, saranno a ingresso libero con libera donazione. In caso di maltempo, i concerti si svolgeranno presso l’auditorium della scuola primaria di via Elio Sambartolomeo, in località Ossuccio.
La XXIII edizione del festival, alla cui realizzazione hanno contribuito in modo determinante gli hospitality partner Residence Lenno, Azalea società cooperativa sociale e Auxilium società cooperativa sociale, è dedicata a Luisa Cetti, storica, saggista, attivista femminista e infaticabile promotrice di iniziative culturali, scomparsa a Milano lo scorso ottobre.

www.tremezzinamusicfestival.it
www.suonimobili.it
Info: 3314519922
email: info@musicamorfosi.it