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Il nuovo album, in uscita il prossimo 28 agosto distribuito da StageOne, è una poetica resistenza fra dream pop e shoegaze. Un atlante per la sopravvivenza. Le illusioni di tregua e quella silenziosa ostinazione che permette di respirare anche quando si è abituati a stare sul fondo. Le canzoni trasformano esperienze intime in riflessioni universali sul rapporto con il dolore, sull’amore come ultimo gesto di resistenza e su quella “stupidità” consapevole che, talvolta, diventa l’unico antidoto contro la paralisi dell’esistenza presente.
“Pesci Abissali”, nuovo album di Forse Danzica, è un’opera profondamente autobiografica che attraversa la depressione senza scorciatoie, ma restituendone le contraddizioni, le illusioni di tregua e quella silenziosa ostinazione che permette di respirare anche quando si è abituati a stare sul fondo.
I pesci abissali imparano a vivere dove la luce non arriva. Da questa immagine prende forma il nuovo disco di Forse Danzica prodotto tra 2024 e 2025 e interrotto solo dall’urgenza creativa di RXUM, (Requiem per una madre) la messa da requiem composta dopo la scomparsa della madre dell’artista e pubblicata in formato live per Arci Bellezza e Bellezza Records. Le canzoni trasformano esperienze intime in riflessioni universali sul rapporto con il dolore, sull’amore come ultimo gesto di resistenza e su quella “stupidità” consapevole che, talvolta, diventa l’unico antidoto contro la paralisi dell’esistenza presente. Sullo sfondo si muovono lessico militare, senso di catastrofe imminente e il tentativo ostinato di dare un significato alle cose che accadono.

Musicalmente “Pesci Abissali” vive di continue opposizioni. Chitarre acustiche sussurrate convivono con esplosioni shoegaze, facendo spazio a intuizioni dream pop e post punk. Le metriche sono irregolari: arpeggiatori, sintetizzatori e drum machine dialogano con archi, riverberi profondissimi e ritmiche di matrice djent, dando vita a un suono stratificato e atmosferico. I violini di Clara Rigoletti e i violoncelli di Sebastiano Ratti amplificano lo spazio sonoro, mentre la voce oscilla tra confessione e liberazione. Ne emerge un album che nonostante tutto non smette di respirare, anche negli ambienti più angusti e inospitali.
L’album si apre con la title track Pesci Abissali, metafora portante del disco. A cui segue Barricate, testimonianza di un fragile legame tra due persone ferite, Frigo 2000 con dada sutra, ultimo singolo pubblicato anticipatamente e unico featuring della tracklist. Black Moon Botanica e DML rappresentano i volti opposti dell’amore: rifugio salvifico da una parte, seduzione tossica dall’altra. Stupide città di morti e Anfield, primi due singoli estratti, sono discorsi profondi sulla resistenza su tonalità shoegaze e post-punk, con Frontiere a fare da eco. Almeno Novembre rappresenta il momento di scrittura più intimo dell’album, mentre DPRX sigilla il disco con un epilogo elettronico affidato ai versi di Mandel’štam: “benché morto e rimorto devo viere”.
“Pesci Abissali” è un senso di ambiguità che bisogna imparare a maneggiare, là dove il dolore convive con il desiderio di continuare. Forse Danzica firma così un lavoro radicale e necessario, che non insegna come uscire dagli abissi, ma dimostra che, anche nelle profondità più oscure, in noi continua a pulsare qualcosa.
“Pesci Abissali” esce il 28 agosto 2026 con distribuzione StageOne ed è fratello di Arimo!? secondo disco in uscita a fine anno.



Tracklist: 1) Pesci Abissali – 2) Barricate – 3) Frigo 2000 (feat dada sutra) – 4) Black Moon Botanica – 5) Dml – 6) Stupide città di morti – 7) Anfield – 8) Almeno novembre – 9) Frontiere – 10) dprx
Testi e musiche di Matteo Rizzi (ad eccezione di Frigo 2000, di Matteo Rizzi e Caterina Dolci)
Produzione di Matteo Rizzi e Marco Boffelli
Mix di Marco Boffelli
Stem Mst di Dario Riboli
Batterie registrate da Emanuele Tosoni
Violini registrati da Clara Rigoletti
Foto di Oni Baku (Luca Secchi)
Artwork di Matteo Rizzi.

Forse Danzica è il progetto di Matteo Rizzi, bergamasco classe 1997. Nel 2020, nel corso di un viaggio a Danzica insieme all’amico e collaboratore Marco Boffelli, oltre che Francesco Tribbia Azzola e Omar Ghezzi, attualmente presenti nelle formazioni live del progetto, Matteo ebbe l’occasione di proporre alcuni brani per un nuovo progetto, il primo in lingua italiana dopo anni di frequentazioni metal e post rock in inglese. Il primo album viene pubblicato però soltanto nel 2024 (TYMAH, la nebbia). L’anno successivo, in seguito alla partecipazione alle finali di Musicultura e a seguito della scomparsa prematura della madre, Matteo interrompe la stesura di quello che sarebbe poi diventato, appunto “Pesci Abissali” per dedicarsi alla composizione di una messa da requiem, che verrà poi eseguita, registrata e pubblicata in un’unica occasione, all’Arci Bellezza di Milano nell’aprile del 2025: si tratta di RXUM, album live pubblicato con l’allora neonata Bellezza Records. “Pesci Abissali” è quindi il secondo album in studio, e verrà seguito a breve distanza da “Arimo!?”. Forse Danzica è uno spazio di ricerca personale di Matteo, attorno a cui ruotano all’occorrenza altri musicisti. Il progetto affonda le sue radici nella canzone d’autore da un lato e nel post punk / post rock dall’altro, con frequenti escursioni elettroniche, folk e per certi versi metal, ampi ricorsi a scansioni metriche insolite, con tempi dispari e sincopati, e ad ambienti plumbei e alienanti, che dialogano con un lirismo fortemente improntato all’autoanalisi di psicosi, nevrosi e titanismi esistenziali. Se RXUM era un tentativo di laicizzazione del lutto, Pesci Abissali è il risultato dei momenti di lucidità nel corso di una lunga e traumatica esperienza depressiva mai sopita, laddove Arimo!? affronta il rapporto con le tregue dal dolore, con le droghe e con l’alienazione dal mondo.

