Tempo di lettura: 3 minuti – 627 parole
Gli spazi di Strati d’Arte Gallery (via Sicilia 133) ospita dal 9 al 26 settembre l’esposizione a cura di Diana Daneluz. Dopo una lunga carriera nel giornalismo e nel racconto delle arti, del cinema e della filosofia, Sebastiani approda all’arte visiva con un corpus di opere digitali che intrecciano percezione, memoria dei propri studi e sperimentazione tecnologica, restituite in stampe in unica copia su Poliplat.
Si intitola “Mothers of Invention” la mostra personale di debutto di Massimo Sebastiani, a cura di Diana Daneluz e aperta al pubblico dal 9 al 25 settembre negli spazi di Strati d’Arte Gallery di Via Sicilia 133, a Roma.
Dopo una lunga carriera nel giornalismo e nel racconto delle arti, del cinema e della filosofia, Sebastiani approda all’arte visiva con un corpus di opere digitali che intrecciano percezione, memoria dei propri studi e sperimentazione tecnologica, restituite in stampe in unica copia su Poliplat.

Il titolo della mostra, tra Zappa e un motto
Il nome dell’opera che dà il titolo alla mostra è un doppio riferimento: al nome della band che Frank Zappa fondò a Los Angeles negli anni Sessanta — nato da un vincolo imposto dalla censura discografica e trasformato poi in manifesto — e al proverbio inglese “Necessity is the mother of invention”. Il plurale scelto da Sebastiani, mothers e non mother, moltiplica le origini possibili dell’opera, aprendo una delle domande possibili che la mostra può suscitare: chi, o cosa, genera davvero un’immagine nata dall’incontro tra mano umana e macchina?
Dal racconto della realtà alla sua sospensione
Per una vita Sebastiani ha lavorato per spiegare la realtà con chiarezza ed equilibrio. Nelle sue opere accade il contrario: non spiegare ma sospendere, non chiarire ma moltiplicare, per accumulo, trasparenza ed eccesso cromatico. Un cambio di sguardo che resta, paradossalmente, coerente con il suo mestiere di sempre: raccontare. Non più ciò che accade, ma ciò che accade attraverso di lui, ogni volta per la prima e unica volta.
Le opere in mostra
Il percorso espositivo si sviluppa in quattro serie: “Il volto misterioso”, “Le case di Roma”, “Le stagioni”, “Differenza e Ripetizione” (quest’ultima ispirata dal celebre testo del filosofo francese Gilles Deleuze). A queste si aggiungono le opere fuori serie “Mothers of Invention”, “The Carpet Crawlers” e “Città sul mare”. Ogni opera digitale viene fissata in un esemplare unico su Poliplat: un gesto che sacrifica volontariamente la riproducibilità infinita del file a favore dell’unicità e della materia.

Massimo Sebastiani (1959), laureato in filosofia, è giornalista professionista. È stato responsabile della redazione Cultura e capo redattore centrale dell’Agenzia ANSA, con delega sull’area digitale e responsabilità di ANSA.it. Per l’ANSA ha seguito come inviato i principali festival del cinema — Cannes, Berlino, Venezia — conducendo per tre anni la serata finale della Mostra del Cinema di Venezia. Ha fondato l’associazione culturale Italiaidea, è stato autore e conduttore radiotelevisivo, ha scritto sceneggiature e collaborato con Repubblica, il Messaggero e L’Espresso, tra le altre testate. È coautore, con Mario Sesti, del libro Delitto per delitto – 500 film polizieschi (Lindau). Collabora con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra e realizza podcast per l’ANSA. Appassionato di storia dell’arte fin dal liceo, ha ripreso a disegnare nel 2000, sviluppando negli anni una ricerca digitale ispirata dalla filosofia e dagli studi sulla percezione. “Mothers of Invention” è la sua prima mostra personale, che ha deciso di affidare alla curatela di una collega, Diana Daneluz, conosciuta da tempo in altro contesto, quello dell’editoria giornalistica professionale, e ora coinvolta in questa sua nuova deriva artistica.
LUOGO Strati d'Arte Gallery, Via Sicilia 133–135, Roma
INGRESSO Libero
VERNISSAGE 14 settembre 2026, ore 18.30
PERIODO MOSTRA 9 – 26 settembre 2026
ORARI Lun – Ven 10.00–18.00 · sabato su appuntamento

