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Pensieri “buttati lì non proprio a caso” pensando alla imminente prossima edizione del premio dedicato al grande cantautore sassolese. Non un corsivo troppo lungo anche perché dopo anni che scrivo del “Bertoli” trovo difficoltà a “digitare” parole nuove. L’articolo con il programma delle due serate sarà pubblicato alle ore 14 nella rubrica “Ottiche Musicali”.
.Ci sono “Certi Momenti” che attendi un anno per poterli rivivere e uno di questi è il Premio Pierangelo Bertoli, un evento autentico.
E fin dal momento che al Teatro Carani di Sassuolo è calato il sipario sull’edizione scorsa ho iniziato a fremere nell’attesa della nuova edizione e per dodici mesi ho riflettuto su come l’ineguagliabile due Alberto Bertoli – Riccardo Benini sarebbero riusciti a stupirmi con la scelta degli artisti premiati.
E devo dire che ci sono pienamente riusciti… e altrimenti come poteva essere.

Poi nell’ascoltare e riascoltare i brani di Pierangelo Bertoli un lampo: ho ascoltato una frase di “Voglia di libertà” che letta in prospettiva del Premio l’ho trovata calzante per riassumere l’impegno profuso dalla coppia Bertoli-Benini nella scelta dei cantautori premiati.
“Di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale”
Il nostro impareggiabile duo invece riesce ogni anno a premiare chi vale perché con la musica, quella vera, non si può barare.
E mentre scrivo questo articolo sto pensando a sabato 7 e domenica 8 novembre, i due giorni in cui si svolgerà quest’anno il Premio.


Sicuramente il fulcro del Premio Pierangelo Bertoli 2026 ruota intorno a Fabio Concato, Mario Biondi, Bungaro e Omar Pedrini – i premiati di quest’anno – ma l’occasione importante è quella di ritrovare tanti amici con cui condividere per due giorni le emozioni fatte di un qualcosa difficilmente spiegabile.
Si inizia al sabato con l’andare a pranzo insieme all’Associazione Bertoli Fans Club e poi il rivedere Alberto, Riccardo, Bruna, Marco, Maurizio, Daniele, Benedetta, Tiziano e tanti altri.
Il Premio Pierangelo Bertoli è una realtà tutta da vivere sotto ogni aspetto… dalla grande musica alle altrettanto grandi libagioni.


Ecco ci sono ricascato nel parlare di me all’interno di un evento… ma forse il fatto che mi immedesimo vuol dire che il “Bertoli” è un qualcosa di unico e impareggiabile… e se proprio voglio agganciare il mio pensiero con le canzoni del cantautore sassolese non posso che “pescare” dal brano “A muso duro”… vabbè non lo riporto interamente per non urtare qualcuno… dico solo che molti le fanno “cerebrali” ma che vive appieno il Premio Bertoli è perché lo sa fare “per il gusto”.
PS1
A questo punto abbandono le mie elucubrazioni e vi rimando all’articolo sul programma del Premio Pierangelo Bertoli alle ore 14.00 di oggi, nello spazio dedicato alle Ottiche Musicali.
PS2
Mi scuso per la qualità delle foto... ma nel fare i selfie sono una "capra".
