a cura della Redazione
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Intervista con l’artista romano che recentemente ha pubblicato un nuovo singolo dal titolo “Via” che affronta con coraggio il tema delicato della dipendenza affettiva. Rispondendo alle nostre domande Pete ci ha parlato di musica, del suo nuovo singolo e dei progetti futuri.

In questa intervista esclusiva per Ottiche Parallele Magazine, incontriamo Pete Jersey, un artista che ha saputo trasformare la propria fragilità in un potente messaggio di speranza. Attraverso il suo nuovo singolo “Via“, Pete Jersey affronta con coraggio il tema delicato della dipendenza affettiva, offrendo la sua musica come una “mano sulla spalla” per chiunque stia attraversando momenti di difficoltà.

Ciao Pete, benvenuto sulle pagine di Ottiche Parallele Magazine! Il tuo amore per la musica è nato molto presto, prima come diversivo e poi come obiettivo concreto: ricordi il momento esatto in cui lo studio di chitarra e pianoforte si è trasformato nella necessità di scrivere un tuo progetto personale?
Durante la pandemia, un giorno, osservando due ragazzi su una panchina che invece di parlarsi stavano ognuno per conto proprio col telefono. Questo totale scollamento dalla realtà mi ha dato l’ispirazione per parlare del timore di esporsi con l’altra persona e della necessità di cercare ad ogni costo una confort-zone. Altra fonte d’ispirazione è la dipendenza affettiva, fenomeno che colpisce la maggior parte delle persone, soprattutto i giovani.

Cosa rappresenta per te la musica in generale e il tuo fare musica in particolare? Sappiamo che per te ha una funzione catartica: quanto è stato importante questo aspetto per trasformare un’esperienza difficile come la dipendenza affettiva in un messaggio di speranza?
Per me la musica è la personificazione più pura dell’amore, che da Madre Natura raggiunge il battito dei nostri cuori e ci completa. Il mio fare musica lo interpreto come la necessità di esprimere i propri sentimenti ed il dovere di aiutare le persone ad essere migliori rispetto a prima. Trasformare episodi di fragilità personale in musica è stata la vera funzione catartica.

Quali musicisti hanno ispirato il tuo stile e la tua musica? Nelle tue produzioni si avverte molto l’influenza della West Coast americana e degli anni ’80: come riesci a far convivere il mito di Michael Jackson con la melodia tradizionale italiana?
Sono molto ispirato da artisti come Elvis, Freddie Mercury e Michael Jackson, quest’ ultimo in particolar modo. Sono attratto dall’unione tra sensibilità emotiva e adrenalina pura nelle sue canzoni. Così come James Brown fu fonte d’ispirazione per Michael Jackson, lui lo è per me; omaggiare la sua impronta unendola alla melodia tradizionale italiana è possibile, grazie ad un team di produzione efficiente e grazie a tutto l’amore che verso nel fare musica.

Da poco è uscito il tuo nuovo singolo, “Via”. Il brano affronta il tema delicato della dipendenza affettiva e il coraggio di chiedere aiuto: cosa vorresti che arrivasse dritto al cuore di chi, ascoltandoti, sta vivendo una situazione simile?
Vorrei che i cuori di chi mi ascolta siano riempiti di speranza e miglioramento interiore. Vorrei che chi vive situazioni difficili possa vedere, nella mia musica, quell’ amico mancante che ti mette la mano sulla spalla e ti conforta, così come la musica ha fatto con me.

A questo singolo ne seguiranno altri o stai lavorando a un album? Sappiamo che il titolo “Storie d’annate” è nato osservando la realtà che ti circonda: puoi anticiparci come si svilupperà questo racconto nel disco?
Si parte parlando di dipendenza affettiva e si proseguirà affrontando ampiamente le difficoltà nei rapporti interpersonali. “Storie D’Annate” sarà un disco che racchiuderà più brani e videoclip, ciascuno dedicato a trattare sfumature fedeli al titolo pensato.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti? Oltre alla musica, sei un grande amante della fotografia: continuerai a collaborare con artisti dell’immagine come Simone Cecchetti per curare l’estetica dei tuoi futuri lavori?
Per me la musica e il mondo visivo sono due aspetti complementari. Spero di avere altre occasioni per collaborare con un professionista come Simone Cecchetti, che stimo e ammiro. Ho in mente di dare il 100% in questo progetto. Come progetti futuri voglio presentarmi al pubblico dal vivo ed espandere la visione su larga scala.

Piergiuseppe Gereschi, in arte Pete Jersey, nasce a Roma nel 2003. Inizia giovanissimo a studiare musica, dapprima come diversivo, poi come un obiettivo da raggiungere. Ama tutti gli strumenti ma, prima ancora del canto, si appassiona allo studio degli strumenti armonici come la chitarra e il pianoforte. Comincia ad abbozzare alcune idee attingendo dalla realtà che lo circonda e da circa sei anni – ovvero dal periodo post-pandemia – lavora a un progetto personale che possa rappresentare la sua estetica musicale. Da sempre grande fan di Michael Jackson, grazie ad album come “Thriller” scopre il mondo della West Coast americana, innamorandosi del sound degli anni '80, che risulta essere la sua maggiore influenza musicale, sempre presente in ogni sua produzione. L’idea del titolo dell’album, “Storie d’annate”, gli nasce un giorno osservando due ragazzi seduti su una panchina che, invece di parlarsi, stavano chattando tra loro sui rispettivi smartphone. Questo totale scollamento dalla realtà è presente nei primi due singoli: “Come due acrobati” e “Via”. Nel primo si parla del timore di esporsi con l’altra persona e della necessità di cercare a ogni costo una “comfort zone” anche nell’ambito delle relazioni interpersonali; nel secondo brano, invece, si affronta il tema della dipendenza affettiva che rappresenta, oggi più che mai, il male di questo secolo. Pete Jersey è affiancato dal musicista e produttore Marco Iacobini, con cui realizza tutte le sue produzioni discografiche. Essendo anche un grande amante della fotografia, collabora spesso con il fotografo Simone Cecchetti, che ha curato personalmente sia le copertine dei due singoli sia lo shooting dell’album (fatta eccezione per la cover del disco). Pete Jersey è un artista che parla alla sua generazione ma che, trattando tematiche universali, si rivolge a un pubblico ampio, anche anagraficamente più adulto e smaliziato. Punta a raccontare la fragilità dell’animo umano attraverso l’osservazione della realtà e spera di poter raggiungere una platea sempre più vasta, lavorando con costanza: senza fretta, ma senza sosta. “Via” è il nuovo singolo di Pete Jersey disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 24 aprile 2026.

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Ringraziamo Pete per la disponibilità e Valentina Seneci di Red&Blue Music Relations per la preziosa collaborazione.