Riceviamo e pubblichiamo
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Nella collezione primavera estate 2026 del brand il jacquard diventa il fulcro del racconto creativo e si trasforma da elemento decorativo a vera e propria struttura espressiva del capo. Ne nasce una trama vibrante, capace di suggerire profondità e una percezione quasi tridimensionale, che muta costantemente in relazione al movimento del corpo.

Nella collezione SS26 di Martino Midali, il jacquard diventa il fulcro del racconto creativo e si trasforma da elemento decorativo a vera e propria struttura espressiva del capo. Il motivo geometrico, sviluppato in tonalità ravvicinate, costruisce una superficie che prende vita grazie alla luce: si accende, si dissolve, si rigenera. Ne nasce una trama vibrante, capace di suggerire profondità e una percezione quasi tridimensionale, che muta costantemente in relazione al movimento del corpo.

Le forme sono pensate per accompagnare e valorizzare questa qualità dinamica. Le silhouette si mantengono morbide e rilassate, con volumi ampi ma controllati: giacche leggere e destrutturate, spalle scese, maniche generose e lunghezze fluide.
I completi si muovono tra suggestioni orientali e un tailoring più fluido, mentre gli abiti seguono linee verticali che sfiorano il corpo con naturalezza. La costruzione è ridotta all’essenziale, lasciando spazio all’espressione del tessuto.

Il colore gioca un ruolo fondamentale nell’amplificare l’effetto della superficie. Il verde acido porta energia e luminosità, rendendo il motivo particolarmente vibrante; il bronzo caldo ne evidenzia la profondità con una sensibilità più sofisticata e organica; il viola intenso, infine, accentua il carattere grafico del disegno, conferendogli forza e presenza.

Ne emerge una collezione in equilibrio tra rigore e leggerezza, dove la semplicità delle forme diventa il supporto ideale per un jacquard in continua evoluzione, capace di esprimersi attraverso luce, materia e movimento.