a cura della Redazione

Story by Sophie Lamour per Il Laboratorio delle Sirene, Mermaid Project
Foto di Daruma Photo
Location Punta Pennadio Lido Bacoli Campi Flegrei
Tempo di lettura: 6 minuti - 1041 parole

Oggi le pagine della rivista ospitano un racconto fatto di immagini e di parole, un racconto affascinante che vede protagonisti la Sirena Marea/Sophie Lamour e il suggestivo Punta Pennadio Lido Bacoli – Campi Flegrei. Non aggiungiamo altro e non quello di suggerirvi di lasciarsi andare immergendosi in questo coinvolgente racconto. E l’invito alla fine del racconto di gustarsi l’ampio galleria fotografica in slideshow.

Quando il sole tramonta dietro i vulcani silenziosi dei Campi Flegrei, Bacoli si trasforma.
Le rocce scure si tingono d’oro e di porpora, il mare si fa specchio del cielo e le acque cristalline dello Schiacchetiello custodiscono segreti che appartengono a un tempo in cui gli dèi camminavano ancora tra gli uomini.
Di fronte all’isolotto di Punta Pennata esiste un luogo invisibile agli occhi distratti.
Un regno sommerso dove le Nereidi danzano tra le correnti, i Tritoni soffiano nei loro corni di conchiglia e le antiche creature marine custodiscono la memoria del mondo.
Le onde raccontano che proprio qui approdò Ulisse.

Dopo aver sfidato mostri, tempeste e mari sconosciuti, l’eroe vide emergere all’orizzonte una terra di straordinaria bellezza. Le baie tranquille, i profumi della macchia mediterranea e la luce che accarezzava le rocce vulcaniche sembravano appartenere a un sogno donato dagli dèi.
Fu allora che accadde.
Dalle acque calme dello Schiacchetiello emerse una figura.
Non era una delle sirene temute dai marinai.
Non cantava per ingannare.
Non attirava verso la rovina.
Era diversa.
Il suo nome era Marea.

Nata dall’incontro tra il respiro del mare e l’anima ardente dei Campi Flegrei, Marea apparteneva a ogni onda che sfiorava la costa, a ogni corrente che accarezzava Punta Pennata, a ogni riflesso di luna che si posava sull’acqua.
I suoi capelli danzavano come alghe nel vento.
La sua pelle brillava come madreperla.
Nei suoi occhi vivevano i ricordi di tutte le maree che avevano bagnato quelle rive dall’inizio del tempo.
Le Nereidi la chiamavano Sorella.
I Tritoni la chiamavano Regina.
Il mare la chiamava Figlia.

Quando Ulisse la vide, comprese immediatamente che non si trovava davanti a una creatura da temere, ma a una custode.

Marea conosceva ogni storia nascosta nelle profondità.
Conosceva i nomi dei pescatori perduti.
Le promesse sussurrate dagli amanti.
I sogni affidati alle onde.
Le lacrime che il mare aveva accolto e trasformato in perle invisibili.
Seduto sulle rocce di Punta Pennata, l’eroe ascoltò il suo racconto.
E Marea gli rivelò un segreto che nessun dio aveva mai osato raccontargli
.
«Nulla si perde nel mare.
Ogni emozione, ogni desiderio, ogni ricordo continua a vivere nelle sue profondità.
L’acqua custodisce tutto ciò che gli uomini dimenticano.
»
Ulisse rimase in silenzio.
Per la prima volta nel suo lungo viaggio non desiderò conquistare una terra né raggiungere una meta.
Desiderò soltanto ascoltare.

Quando infine riprese il mare verso Itaca, portò con sé quella verità.
Da allora, nelle sere d’estate, quando il sole scompare dietro l’orizzonte e le acque dello Schiacchetiello si colorano d’argento, qualcuno giura di vedere una figura emergere tra le onde.
Incanta..
Veglia.
È Marea.
Custode delle Acque Antiche.
Signora di Punta Pennata.
Memoria vivente del mare.
Colei che continua a ricordare agli uomini ciò che il tempo tenta invano di cancellare:
che siamo fatti della stessa sostanza delle onde, e che ogni anima, come una marea, è destinata prima o poi a tornare al mare
.

SOPHIE LAMOUR RACCONTA L’INCONTRO CON ROSSELLA BENTIVOGLIO DI PUNTA PENNADIO LIDO

Rossella Bentivoglio
Ci sono incontri che non si spiegano: accadono come una corrente sotterranea che riconosce la stessa acqua.
Con Rossella Bentivoglio, imprenditrice e anima di Punta Pennadio Lido, scrittrice e autrice del libro “Quando un grande dolore”, dedicato alla depressione, non c’è stata una semplice conoscenza. C’è stato un riconoscimento. Come se due sguardi avessero già attraversato la stessa profondità prima ancora di incontrarsi davvero.
Tutto sembra racchiuso in una frase di Anaïs Nin che, in qualche modo, ci appartiene:
“Devo essere una sirena. Non ho paura della profondità, ma ho una gran paura della vita superficiale.”
Ed è proprio lì che si apre lo spazio in cui ci si è incontrate: nel richiamo di un mare interiore che non teme il fondo, ma rifiuta l’apparenza. Un mare che non consola, ma comprende.
Il nostro legame è fatto di silenzi che non pesano e parole che scavano. Di sguardi che non cercano superficie, ma verità. Di quella sensibilità che non si protegge dietro la leggerezza, ma sceglie la profondità anche quando fa male.
Ci unisce un sentire da sirene: creature che non appartengono mai del tutto alla terraferma, ma nemmeno si perdono nell’abisso. Restano sospese tra due mondi, accarezzate dal mare, dove la fragilità diventa linguaggio e la ferita diventa ponte.
Dentro questa connessione c’è anche un dolore più grande, quello che non ha confini e che oggi attraversa il mondo intero, come a Gaza, dove la sofferenza continua a chiedere ascolto anche quando il mondo distoglie lo sguardo. E in quel dolore collettivo si riflette la stessa necessità: non restare in superficie, non semplificare ciò che urla profondità.
Ci sono persone che indossano sorrisi infiniti, che sanno mostrare la luce anche quando dentro portano il peso del mondo. È in quel contrasto che si nasconde la verità più fragile e più umana.
E forse è proprio lì che accade qualcosa di raro: ci si tuffa nell’infinito, senza paura di perdersi. Ma è la poesia, alla fine, a riportarci in superficie. Non per negarci la profondità, ma per restituirci una nuova coscienza.
Il Laboratorio delle Sirene by Sophie Lamour
Un viaggio tra mito, arte e meraviglia.
Il Laboratorio delle Sirene è un progetto creativo ideato da Sophie Lamour che unisce storytelling, performance, danza, teatro e cultura del mare per dare vita all'affascinante universo delle sirene. Attraverso laboratori, eventi, spettacoli e percorsi esperienziali, antiche leggende si intrecciano con l'immaginazione contemporanea, trasformandosi in esperienze coinvolgenti per bambini, famiglie e adulti.
Un luogo dove ogni partecipante può riscoprire la propria voce interiore e lasciarsi guidare dalla magia delle acque, tra sogni, creatività e racconti senza tempo.

Prossimo evento in Liguria a Recco il 28 giugno con la sfilata spettacolo Sirene