Riceviamo e pubblichiamo
Tempo di lettura: 3 minuti – 614 parole

Il capolavoro gotico padano di Pupi Avati dal 13 luglio al cinema nella versione restaurata in 4K. Film tra i più rappresentativi del giallo italiano brilla di luce propria grazie alla carica personalissima che Avati infonde al racconto, andando a creare atmosfere tanto legate al reale quanto sospese nell’incubo.

CG Entertainment e Cat People hanno annunciato che dal 13 luglio torna al cinema il capolavoro del gotico padano “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati.
Lista sale su https://www.catpeople.it/la-casa-dalle-finestre-che-ridono-cinema/ e https://streaming.cgtv.it/al-cinema/
La casa dalle finestre che ridono”, distribuito da CG Entertainment in collaborazione con Cat People, sarà proposto in sala nella versione restaurata in 4K, realizzata da SND e Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire dai negativi originali messi a disposizione da ACEK.


Film tra i più rappresentativi del giallo italiano, “La casa dalle finestre che ridono” brilla di luce propria grazie alla carica personalissima che Avati infonde al racconto, andando a creare atmosfere tanto legate al reale quanto sospese nell’incubo. La sua è una favola rurale nera e spietata, dove convivono tensione e mistero, e in cui sono gli elementi più naturali e semplici a pulsare di terrore e raccapriccio. Ad Avati non occorre l’artificio e non serve il “gioco” del thriller: sono i paesaggi, i dettagli e le personalità deviate della provincia senza speranza a tessere la tela senza scampo in cui Lino Capolicchio si ritrova intrappolato e in cui angoscia e orrore finiscono col corrispondere con il semplice quotidiano.

Tra simbolismi artistici e religiosi e un crescente senso di claustrofobia, è attraverso questa spontaneità che ci ritroviamo a non poter fidarci più di nessuno. Il delta del Po diventa i confini del mondo, ed è in pieno sole, davanti a cieli smisurati e a un orizzonte piatto, che brilla l’oppressione di un mondo popolato di personaggi malsani, rinchiusi in un passato moribondo – tra ville diroccate, reticenze e perversioni – che al contempo, per come Avati riesce a raccontarne le viscere, ci arriva genuino e ripugnante allo stesso tempo.
Avati, senza mai sovraccaricare, ci fa scivolare in questa depravazione collettiva e sociale. Proprio come i nastri deliranti del suo pittore parlano di colori che sgorgano dalle vene, i frammenti de “La casa dalle finestre che ridono”, scena dopo scena, è come se si impossessassero dell’aria che respiriamo, come un incantesimo fatto degli essenziali e piccoli – malsani, crudeli, disperati – sospiri di un’ordinaria arretratezza, tanto vicina quanto infernale.


SINOSSI
Stefano, un giovane restauratore, viene incaricato di riportare alla luce un macabro affresco in un isolato paese della bassa padana: il dipinto, opera di un artista morto suicida anni prima, raffigura il martirio di San Sebastiano tra le braccia di due donne dalle sembianze mostruose. Mentre il restauro procede, Stefano si ritrova avvolto in un’atmosfera di omertà e terrore, scoprendo che dietro i colori di quel muro si nasconde un segreto sanguinario che la comunità tenta disperatamente di proteggere.

È una storia di matti, fino a ieri ho raccontato matti innocui, fantastici, che odoravano di buono. Qui ho raccontato invece una delle seicento storie della terra nostra, inventata lì per lì, col solo intento di spaventare. E spaventare, allora, ti parlo di quando ero bambino, era modo di educarePupi Avati

Classificazione: 14+
Regia: Pupi Avati
Soggetto: Pupi Avati, Antonio Avati
Sceneggiatura: Pupi Avati, Antonio Avati, Gianni Cavina e Maurizio Costanzo
Cast: Lino Capolicchio, Francesca Marciano, Gianni Cavina, Giulio Pizzirani
Fotografia: Pasquale Rachini
Montaggio: Giuseppe Baghdighian
Scenografia e Costumi: Luciana Morosetti
Musiche: Amedeo Tommasi
Effetti speciali: Giovanni Corridori, Luciano Anzellotti
Trucco: Giovanni Amadei
Produttore: Antonio Avati e Gianni Minervini
Distribuzione: CG Entertainment in collaborazione con Cat People
Italia, 1976.110 minuti