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Dal 18 settembre al 18 ottobre 2026 negli spazi della Villa di Fondazione Elpis l’esposizione a cura di Gabriella Rebello Kolandra che propone una panoramica dell’ampia indagine condotta dall’artista britannico all’interno di musei di storia naturale e giardini botanici europei. Attraverso una selezione di lavori nuovi e già esposti, il progetto indaga il nostro rapporto con il reale a partire dalla fotografia. Opening: giovedì 17 settembre, ore 18:30.

Dal 18 settembre al 18 ottobre 2026, negli spazi della Villa di Fondazione Elpis apre True Reality, prima mostra istituzionale in Italia di Benjamin Jones, a cura di Gabriella Rebello Kolandra. Attraverso una selezione di lavori nuovi e già esposti, il progetto indaga il nostro rapporto con il reale a partire dalla fotografia. Come una bugia raccontata con troppi dettagli, la fotografia ricostruisce una realtà stratificata di significati, che si rinnova ogni volta che l’immagine entra in relazione con lo sguardo.
La mostra presenta una panoramica dell’ampia indagine condotta dall’artista britannico all’interno di musei di storia naturale e giardini botanici europei, luoghi deputati alla conservazione, classificazione e produzione di specifiche forme di sapere. In questi ambienti, il mondo naturale viene sottratto al proprio contesto e sottoposto a sistemi di esposizione, catalogazione e rappresentazione.

Benjamin Jones, Above, Below, 2025

Muovendosi tra immagini figurative e sperimentazione analogica, con scatti per lo più in bianco e nero, Jones interviene all’interno di queste realtà già costruite, utilizzando la fotografia come un’ulteriore forma di traduzione e restituzione dell’oggetto osservato.
Ne è un esempio The World in Your Head, realizzata nella serra di Burggarten a Graz, in Austria, dove l’artista scompone la visione attraverso fotografie di grande formato e differenti piani focali, mettendo in relazione il funzionamento dell’obiettivo con il movimento dell’occhio. Nelle immagini in 35 mm, caratterizzate da una grana marcata, i dettagli vengono isolati dalle scene più ampie di cui fanno parte, mentre la risoluzione limitata dei diorami fotografati riduce le informazioni visive necessarie a riconoscerne l’artificio. La fotografia diventa così uno strumento per mettere in discussione ciò che consideriamo reale e il modo in cui impariamo a riconoscerlo.
Pur mantenendo il carattere di mostra personale, True Reality si apre al confronto con due contributi di Linda Fregni Nagler e Stefano Graziani, entrambe le opere stampate per la prima volta in occasione della mostra. Partendo da prospettive differenti, ma condividendo con Jones una concezione della fotografia come pratica critica capace di generare una pluralità di significati e rappresentazioni, i lavori dei due artisti introducono nel progetto ulteriori chiavi di lettura.
La ricerca di Linda Fregni Nagler considera la fotografia come oggetto culturale e storico, soffermandosi sul ruolo dell’archivio e sulla circolazione delle immagini. Attraverso pratiche di raccolta, selezione e ricontestualizzazione, l’artista riflette sulle convenzioni attraverso cui la storia della fotografia e della cultura visiva vengono costruite e trasmesse.
La pratica di Stefano Graziani si concentra invece attorno alla fotografia come strumento di osservazione e costruzione del visibile. Il suo lavoro esplora il modo in cui oggetti, architetture, opere e dispositivi espositivi vengono organizzati nello spazio e restituiti dallo sguardo fotografico, spesso portando in primo piano i processi di selezione e mediazione che ogni immagine inevitabilmente incorpora.

BENJAMIN JONES
True Reality
a cura di Gabriella Rebello Kolandra
18 settembre – 18 ottobre 2026
Fondazione Elpis Villa
Via Orti 25, Milano
+39 0289745372
Orari di apertura
giovedì – domenica: 12:00 – 19:00 ultimo ingresso ore 18:40
Benjamin Jones (Reading, UK, 1994) ha studiato alla Bath School of Art and Design e attualmente vive e lavora a Londra. Tra le mostre recenti: Odd Sympathy, Santi, (Londra, 2026); One Particle of an Inch (Lisbona 2025); To Live Inside a Second, Una Boccata d’Arte (Pieve Tesino, 2023); The Actual Life of a Thought (solo), LOOM Gallery, Milano (IT, 2023); A Section of a Living Circle, Galerie Heimat, (Saint-Rémy-de-Provence, 2023); Between Our Sense of Then and of Today (solo), Michael Pennie Gallery, Bath (UK, 2022); Post No Bills (doppia personale con Stephan Keppel), The Koppel Project Hive, Londra (UK, 2022); Residency 4: Benjamin Jones and Ilektra Maipa, Gonzo Unit, Salonicco (GR, 2022); Passive Aggressive (doppia personale con Robert Luzar), 36 Gallery, Newcastle (UK, 2021); Something, Like Nothing, Happens Anywhere (solo), Camera Austria, Graz (AT, 2021); 4 frogs, DUM Project Space, Ljubljana (SI, 2021); Analogue Processes (solo), Antonini, Milano (IT, 2020); Glashaus (doppia personale con Alexandra Gschiel), Schaumbad - Freies Atelierhaus, Graz (AT, 2019). Nel 2016 e 2017 è stato graduate fellow presso Spike Island, Bristol, e il suo lavoro è stato pubblicato su Photomonitor, Tall Poppy Press, Camera Austria e altre riviste d’arte.
Fondata nel 2020 da Marina Nissim, imprenditrice e collezionista, Fondazione Elpis sostiene la produzione artistica contemporanea con un’attenzione particolare alle nuove generazioni, attraverso un programma articolato di mostre, residenze, laboratori, incontri e progetti diffusi sul territorio nazionale. L’attività della Fondazione si sviluppa come piattaforma di ricerca e sperimentazione, capace di mettere in dialogo contesti, pratiche e linguaggi diversi, con uno sguardo rivolto a scenari che si collocano anche al di fuori dei circuiti tradizionali dell’arte contemporanea. Con sede a Milano, nel quartiere di Porta Romana, Fondazione Elpis opera attraverso un sistema di spazi complementari dedicati all’esposizione, alla residenza e alla sperimentazione laboratoriale, pensati per accompagnare il lavoro degli artisti in fasi diverse del processo creativo. L’identità della Fondazione è strettamente legata a Una Boccata d’Arte, progetto nazionale diffuso che dal 2020 ogni anno coinvolge 20 artisti e artiste italiani e internazionali nella realizzazione di interventi site-specific in 20 borghi italiani, uno per ogni regione. Nato dall’incontro diretto di giovani artisti con i luoghi e le comunità locali, il progetto promuove una pratica artistica fondata sulla relazione e sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale dei territori.