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Dal 24 al 27 settembre, Fashion Label Brasil porta nel cuore della Milano Fashion Week una rappresentazione trasversale della moda brasiliana contemporanea. Design, artigianalità, sostenibilità e cultura del progetto incontrano il mercato internazionale. Una presenza che attraversa territori, categorie e linguaggi creativi differenti, dall’abbigliamento al beachwear, dal footwear al gioiello e agli accessori, componendo un ritratto volutamente plurale della moda brasiliana contemporanea.
Dal 24 al 27 settembre 2026, venticinque brand brasiliani saranno protagonisti a WHITE Milano, in Zona Tortona, attraverso Fashion Label Brasil, il programma di internazionalizzazione della moda brasiliana ad alto valore aggiunto sviluppato da ABEST – Brazilian Association of Fashion Designers in partnership con ApexBrasil – Agenzia Brasiliana per la Promozione delle Esportazioni e degli Investimenti.
Una presenza che attraversa territori, categorie e linguaggi creativi differenti, dall’abbigliamento al beachwear, dal footwear al gioiello e agli accessori, componendo un ritratto volutamente plurale della moda brasiliana contemporanea.
Anna Prata, AsCury, Arrocho, Barbara Müller, Boah, Carrega, Cristina Sabatini, Débora Parisotto, Dotz, Elis Cardim, Fio a Fio, Gabriela Fiuza, Hector Albertazzi, Irá Salles, Lis Fiaschi, Louloux, Lumar, Ludimila Heringer, Lybethras, Maria Genuíno, Melissa, Patú, Rio de Sol, Sage Brazil e Villa Dharma rappresentano differenti espressioni di un sistema creativo nel quale identità culturale, ricerca, artigianalità e capacità progettuale diventano strumenti di sviluppo e di relazione con il mercato internazionale.




La partecipazione collettiva a WHITE Milano nasce con l’obiettivo di trasformare questa diversità creativa in opportunità concrete di internazionalizzazione, mettendo direttamente in relazione le aziende con buyer, stampa e operatori provenienti dai principali mercati internazionali.
All’interno di questo panorama emergono esperienze e identità molto differenti.
Melissa, con oltre 45 anni di storia, una produzione interamente realizzata in Brasile e il Melflex® riciclabile, rappresenta una delle realtà brasiliane con maggiore riconoscibilità internazionale, costruita anche attraverso collaborazioni con importanti designer e creativi.
Accanto a realtà consolidate, una nuova generazione di brand interpreta il design brasiliano attraverso linguaggi contemporanei. Dotz sviluppa il proprio percorso nel footwear unendo design, comfort e attenzione ai processi produttivi; Boah porta a Milano una visione nata a Salvador; Hector Albertazzi rappresenta il segmento degli accessori e del gioiello; mentre Cristina Sabatini propone una ricerca legata al luxury jewelry e agli accessori.




Nel womenswear, Elis Cardim, nata a Salvador, costruisce il proprio linguaggio attraverso il rapporto tra artigianalità e design, valorizzando lavorazioni manuali, seta naturale e pigmenti naturali. Ludimila Heringer porta invece una ricerca che attraversa crochet, tinture naturali, tessuti certificati e lavorazioni handmade, con riferimenti al patrimonio culturale e naturale brasiliano.
Patú sviluppa una ricerca che intreccia moda, memoria e cultura materiale, trasformando radici e storie in abbigliamento e accessori, mentre Anna Prata interpreta il design autorale attraverso accessori realizzati con lavorazioni scultoree del metallo.
Tra le nuove presenze, Louloux porta una visione indipendente del footwear brasiliano, fondata su creatività, originalità e ricerca di un design autenticamente brasiliano. Colori a contrasto, cut-out decisi e produzioni in edizione limitata definiscono un’identità visiva riconoscibile e un prodotto costruito intorno ai concetti di personalità ed esclusività.




Carrega introduce invece un concept costruito interamente intorno alla Blind Box Experience, nella quale la sorpresa diventa parte integrante dell’esperienza d’acquisto: alcune caratteristiche del prodotto vengono infatti svelate soltanto al momento dell’apertura della confezione.
La pluralità della presenza brasiliana emerge anche attraverso realtà come Gabriela Fiuza, che dal 2016 sviluppa a Fortaleza un progetto legato a slow fashion, lavoro manuale e imprenditorialità femminile; Barbara Müller, jewelry designer attiva a Belém do Pará, che unisce tecniche tradizionali di oreficeria, produzione su piccola scala e lavoro con artigiani locali; e Débora Parisotto, che interpreta il gioiello attraverso il concetto di “Wearable Art”.




Il rapporto con artigianalità, territorio e sostenibilità attraversa anche altri progetti presenti a Milano. Villa Dharma lavora con fibre naturali, cotone organico, lino e lavorazioni manuali, mentre Lybethras, brand di swimwear fondato nel 2007 da Luciana Martinez, sviluppa una visione del conscious luxury legata alla produzione brasiliana, all’uso di materiali sostenibili e a un approccio slow fashion.
Il beachwear e il resortwear trovano ulteriori interpretazioni attraverso Rio de Sol, con il suo universo di swimwear e stampe tropicali, Fio a Fio e Sage Brazil, nato ad Angra dos Reis e orientato a una moda consapevole costruita intorno a qualità, durata e ricerca sui tessuti.
Completano la presenza brasiliana AsCury, Arrocho, Irá Salles, Lis Fiaschi, Lumar e Maria Genuíno, contribuendo a restituire la varietà di linguaggi, territori e categorie che caratterizza il progetto.

Particolarmente significativa è la presenza di brand che partecipano per la prima volta a WHITE Milano. Un elemento che rafforza la funzione della manifestazione come piattaforma di accesso al mercato europeo e come occasione per costruire nuove relazioni commerciali e di comunicazione durante uno dei momenti di maggiore concentrazione internazionale del fashion system. Nella documentazione iniziale, 18 dei 23 brand precedentemente confermati risultavano al debutto a WHITE Milano.
La partecipazione comprende inoltre una partnership con SEBRAE RN, che sostiene quattro realtà provenienti dal Rio Grande do Norte: Arrocho, Fio a Fio, Maria Genuíno e Villa Dharma.
WHITE Milano diventa così non soltanto uno spazio espositivo, ma un punto di incontro tra creatività e mercato. Per Fashion Label Brasil, la presenza a Milano rappresenta uno strumento concreto per accompagnare le imprese brasiliane nel proprio percorso di internazionalizzazione, creare connessioni con buyer e operatori e rafforzare la visibilità di un sistema moda capace di esprimere identità differenti all’interno di una visione contemporanea e competitiva. Un progetto nel quale la diversità creativa del Brasile diventa valore, relazione e opportunità di business, portando nel cuore della Milano Fashion Week una moda che racconta il Paese attraverso design, cultura del progetto, artigianalità e capacità di innovazione.
