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Dal 1° ottobre al 1° novembre 2026 sarà esposto un nucleo di sculture (terracotte e metallo) inedite, appositamente create da Nero/Alessandro Neretti per la mostra e lo spazio, nate da un confronto tra la fisicità della terra modellata e l’eredità artistica del Barocco romano. Le opere non si limitano a citare l’antico, ma agiscono come dispositivi visivi che interrogano lo spazio, trasformando suggestioni storiche e figure grottesche in una narrazione plastica ironica e carnale.
A partire dal 1° ottobre e fino al 1° novembre 2026, le sale storiche di Palazzo Cavallerini Lazzaroni a Roma accolgono “Nero Barocco: Bestiario Lazzarone”, progetto espositivo dell’artista Nero/Alessandro Neretti.
Il progetto, organizzato da Zuecca Projects, presenta un nucleo di sculture (terracotte e metallo) inedite, appositamente create per la mostra e lo spazio, nate da un confronto tra la fisicità della terra modellata e l’eredità artistica del Barocco romano. Le opere non si limitano a citare l’antico, ma agiscono come dispositivi visivi che interrogano lo spazio, trasformando suggestioni storiche e figure grottesche in una narrazione plastica ironica e carnale.


L’intervento si articola in una serie di sculture bidimensionali che l’artista configura quali entità barocche intrinseche all’identità di Palazzo Lazzaroni: presenze latenti che, come se fossero rimaste a lungo celate nelle stratificazioni murarie dell’edificio, tornano oggi a manifestarsi, rivendicando la propria appartenenza allo spazio con rinnovata forza espressiva.
L’iconografia delle opere attinge direttamente dagli affreschi del Palazzo e dalla tradizione monumentale romana, un immaginario densamente popolato da teste, figure mostruose e intrecci vegetali. L’intento è quello di dar vita a un bestiario barocco capace di innescare una dialettica serrata con l’architettura e la stratificazione storica della città.
La cornice concettuale del progetto risiede in quel bestiario lazzarone del titolo, che scaturisce da un gioco di parole sul nome della sede, portando con sé un’eco irriverente e viscerale. Il termine “lazzarone” — che affonda le radici nel lazzaro biblico e nella figura del popolano mascalzone e ribelle della Napoli del XVII secolo — evoca qui una duplice natura: da un lato l’elogio dell’ozio e di una pigrizia quasi sacrale, dall’altro l’attitudine del “malandrino”, della canaglia che agisce nell’ombra.


Questo richiamo semantico si sposa perfettamente con lo spirito del progetto, dove le opere di Nero si comportano come “mostri lazzaroni” figure sfrontate che occupano il palazzo monumentale per restituirlo a una dimensione più terrena, autentica e spregiudicata.
Nero/Alessandro Neretti
Nero Barocco: Bestiario Lazzarone
1 ottobre - 1 novembre 2026
Dal lunedì alla domenica, 10.30-20.00
free entry
Opening: 1 ottobre 2026, 18.00
Palazzo Cavallerini Lazzaroni
Via dei Barbieri 7, Roma
www.zueccaprojects.org
info@zueccaprojectspace.com
Nero/Alessandro Neretti (Faenza, 1980) è un artista visivo che guarda il mondo con occhio disincantato e impudente. Da vent’anni la sua ricerca attraversa scultura, ceramica, fotografia, installazione e video, intrecciando auto-fiction e indagine ambientale in opere che abitano lo spazio del qui e dell’ora. Soggetti animali e mitologici, segni e codici, oggetti trovati e materie plasmati: ogni elemento è scelto con necessità, mai per caso. Desiderio, corpo, simbolo e potere sono le coordinate di un lavoro radicato nel presente, capace di interrogare la realtà senza mai smettere di resisterle. I suoi progetti personali sono stati ospitati da istituzioni come il MART di Rovereto, il PAC di Milano, il MAR di Ravenna e il Museum Beelden aan Zee nei Paesi Bassi. Un percorso costruito per riconoscimenti: nel 2023 partecipa alla Biennale di Architettura di Venezia con AMAA studio e vince il concorso internazionale per il nuovo museo TINNE a Chiusa; nel 2022 si aggiudica il bando ministeriale PAC per sculture site-specific al Museo Luigi Varoli; nel 2021 riceve la Menzione d’Onore alla Korea International Ceramic Biennale; nel 2020 la Regione Emilia-Romagna acquisisce un suo lavoro nel patrimonio culturale pubblico; nel 2013 vince il Primo Premio al Concorso Internazionale della Ceramica di Faenza; nel 2008 il Bronze Award a Mino, in Giappone. Diverse sue opere sono entrate in collezioni pubbliche e private.

