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Le montagne hanno già cominciato a cambiare colore, i boschi si accendono di tonalità dorate e rossastre, i laghi riflettono una luce più morbida e sulle tavole arrivano i sapori del raccolto. È un periodo che invita a camminare, a fermarsi nelle malghe, a partecipare alle feste di paese e a scoprire una delle sorprese meno conosciute del sud dell’Austria: il vino carinziano.
In Carinzia l’autunno mette in risalto la bellezza dei paesaggi di questa regione a sud dell’Austria. L’estate, infatti, non è ancora del tutto finita, ma le montagne hanno già cominciato a cambiare colore, i boschi si accendono di tonalità dorate e rossastre, i laghi riflettono una luce più morbida e sulle tavole arrivano i sapori del raccolto. È un periodo che invita a camminare, a fermarsi nelle malghe, a partecipare alle feste di paese e a scoprire una delle sorprese meno conosciute del sud dell’Austria: il vino carinziano.
La Carinzia è una terra naturalmente predisposta all’escursionismo, grazie a un paesaggio che alterna montagne, pascoli, boschi e laghi e permette di scegliere ogni giorno un modo diverso di camminare.

Tra gli itinerari più suggestivi ci sono quelli che permettono di combinare il piacere del cammino con una pausa gastronomica, secondo una filosofia molto carinziana per cui la meta non è soltanto il punto panoramico, ma anche il rifugio dove fermarsi a tavola. È il caso del Sentiero dei Tre Laghi di Turrach, oppure del percorso circolare della Feldpannalm, nei Nockberge.
Per chi ama i paesaggi aperti e le grandi vedute, il Millstätter See offre invece una delle esperienze più romantiche dell’autunno carinziano. Il Sentiero dell’Amore, che attraversa la Millstätter Alpe guidando gli escursionisti tra panorami sul lago e sulle montagne circostanti. Il percorso è costruito attorno al tema dell’amore, con luoghi dove fermarsi, riflettere e lasciare i propri pensieri, a partire dal “Wall of Love”. È una passeggiata che sembra fatta apposta per l’autunno, quando il paesaggio invita alla lentezza e ogni sosta diventa un’occasione per guardare più a lungo il panorama.

E poi c’è il vino. La regione vanta, infatti, una storia vitivinicola molto più antica di quanto si potrebbe immaginare. I primi vigneti furono coltivati già in epoca romana e celtica e, nel Medioevo, furono soprattutto i monasteri a portare avanti la produzione. Per secoli il vino carinziano fu apprezzato in diverse aree della regione, prima che tasse e dazi, malattie della vite e annate difficili contribuissero alla progressiva scomparsa della viticoltura. Per buona parte del Novecento il vino sembrò quasi appartenere al passato, fino alla rinascita iniziata negli anni Settanta e diventata particolarmente evidente a partire dagli anni Duemila. Oggi la viticoltura carinziana è tornata a crescere e il motto “Do woxt wos!”, letteralmente “sta crescendo qualcosa”, sintetizza perfettamente questa nuova stagione. La produzione, che nel 2011 aveva superato per la prima volta le 100.000 bottiglie, oggi supera il mezzo milione di bottiglie. È una crescita quantitativa, ma soprattutto qualitativa, sostenuta da una nuova generazione di vignaioli che ha riscoperto il potenziale dei terreni e del clima della regione.

Il vino carinziano è infatti figlio di una particolare combinazione di condizioni. Il clima relativamente mite del sud dell’Austria, la presenza dei laghi, le esposizioni favorevoli e la varietà dei terreni permettono di coltivare diverse tipologie di uva e di produrre vini con caratteristiche sempre più riconoscibili. E proprio l’autunno è il momento migliore per entrare in questo mondo, perché è la stagione della vendemmia, quando le vigne diventano luoghi di lavoro e di festa e il visitatore può assistere direttamente al passaggio dall’uva al vino.
Nella regione della Carinzia centrale, la viticoltura sta diventando uno dei nuovi motivi di viaggio. Il paesaggio collinare, i vigneti, i castelli e i laghi creano le condizioni ideali per un turismo che unisce escursionismo ed enogastronomia. È possibile, ad esempio, camminare lungo il Weinwanderweg di Taggenbrunn, seguendo un itinerario tra i filari intorno al castello, oppure raggiungere i vigneti del Längsee e del Maltschacher See.

Il castello di Taggenbrunn è forse l’esempio più scenografico di questa nuova Carinzia del vino. Sulle colline sopra St. Veit an der Glan, il complesso storico costruito sui resti di un insediamento celto-romano e caduto progressivamente in rovina, è stato recuperato a partire dal 2011 insieme ai 40 ettari della tenuta. Oggi il vino è parte integrante dell’identità di Taggenbrunn, così come lo sono l’ospitalità, la gastronomia e l’arte. A dominare il paesaggio c’è infatti la “Dea del Tempo”, la monumentale scultura alta quindici metri, diventata uno dei simboli della Carinzia centrale. I vigneti producono numerose varietà, tra bianchi e rossi, e la tenuta è diventata anche una destinazione per chi desidera soggiornare in un vero “hotel del vino”.
Sotto lo storico Burg Glanegg, un’altra vigna racconta la rinascita della viticoltura carinziana: il Burgwein Glanegg, un vino legato a un luogo preciso e alla sua storia. Anche qui l’autunno diventa un momento privilegiato per conoscere il territorio: il 17 ottobre il tradizionale Sturm- und Weinfest di Burg Glanegg porterà insieme circa 500 visitatori, dieci bande musicali, i vini prodotti ai piedi della rocca e specialità a base di carne bovina, selvaggina e della razza suina Mangalitza.

A St. Veit an der Glan, ai piedi del Magdalensberg, Vinum Virunum rappresenta invece un altro capitolo della nuova viticoltura carinziana. Qui le caratteristiche dei terreni vengono studiate con grande attenzione e ogni varietà viene collocata dove può esprimersi al meglio. Anche la vendemmia può diventare un’esperienza per il visitatore: il 3 ottobre è in programma la “Weinlese mit Burgblick”, una giornata in cui è possibile partecipare alla raccolta dell’uva con vista sulla Burg Hochosterwitz e concludere il lavoro con una festa nel vigneto, accompagnata da Rosé e specialità gastronomiche.
In Carinzia il vino cresce persino alle porte di Klagenfurt. La capitale regionale possiede, infatti, il proprio vigneto, la Ried-Seewiese, situata a nord della città e affacciata sul Wörthersee. Qui la viticoltura è praticata da oltre quarant’anni e viene oggi gestita in forma cooperativa dall’associazione dei viticoltori della Carinzia. È un piccolo vigneto urbano e panoramico che racconta bene la nuova identità vitivinicola della regione.

Il legame tra vino e paesaggio si esprime in modo ancora più evidente attraverso le iniziative di “Weinwandern”, il camminare tra i vigneti. Si cammina tra i filari, si osservano le uve, si ascolta il racconto del produttore e poi ci si siede per degustare. La Carinzia propone questo connubio anche attraverso eventi specifici, come il Millstätter Most & Weinfest, previsto il 19 settembre, in cui i prodotti del raccolto diventano protagonisti della festa.
Anche le Kulinarischen Nächte, in programma fino al 10 ottobre nelle aree di Bad Kleinkirchheim, Millstätter See, Falkert e Maltschacher See, raccontano un territorio in cui la cucina è sempre più strettamente legata alla produzione locale e ad ingredienti provenienti da agricoltori e produttori della Carinzia, mentre i vini regionali dialogano con formaggi, prodotti affumicati, selvaggina e altre specialità della tradizione.
Per ulteriori informazioni: www.carinzia.at
La Carinzia è composta da 9 destinazioni turistiche: il lago Wörthersee con la Valle Rosental, Villach-Warmbad/Lago Faaker See/lago Ossiacher See, Hermagor-Nassfeld/Pramollo-Pressegger See/Weissensee/Lesachtal, Bad Kleinkirchheim/lago Millstätter See/monti Nockberge, Hohe Tauern - Parco Nazionale Alti Tauri; Klopeiner See e la Valle Lavanttal - Carinzia del sud, la Carinzia centrale, Katschberg-Rennweg e la valle Liesertal e Klagenfurt, che è la città capoluogo della Regione con 100.000 abitanti.
Per maggiorni informazioni: www.carinzia.at
Come raggiungere la Carinzia
In auto da Venezia: 2 ore e mezza di viaggio
In auto da Bologna: 4 ore di viaggio
In auto da Milano: 5 ore di viaggio
In treno da Venezia: 3 ore e 50 min. di viaggio (Villach)
In treno da Bologna: 5 ore e 30 min. di viaggio (Villach)
In treno da Milano: 6 ore e 30 min. di viaggio (Villach)
In aereo da Roma (FCO): 1 ora e 40 min. di viaggio (Klagenfurt – KLU)
















