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La nostra collaboratrice ci racconta il concerto che la cantante e conduttrice di X Factor ha fatto nella prestigiosa e suggestiva location campana. Tappa di un tour ricco di emozioni, brulicante di sentimenti umani, di malinconia, voglia di lasciarsi andare, guardarsi indietro e camminare in avanti, della voglia di amare, unirsi, restare saldi, avvinghiati all’amore e alla musica. Miriana lo sintetizza così: un viaggio a cui ho avuto opportunità di prender parte, una serata che mi ha vista piangere, cantare e ballare. Un’emozione impressa nel cuore, perché come direbbe Giorgia “Siamo anime in una storia incancellabile”.

Si è tenuta alla Reggia di Caserta l’attesa data del G-Last Call tour di Giorgia. Una suggestiva location, quella scelta da Giorgia per la sua tappa a Caserta. La Reggia, patrimonio dell’UNESCO padroneggia e brilla dinanzi ad un palco ricco di luci, voci e arte.Luci stroboscopiche aprono il concerto di Giorgia il 21 Settembre alle ore 21, sotto l’entusiasmo di un pubblico ormai trepidante. La cantante romana svetta in alto e apre la serata con la canzone “L’unica”. Una giacca glitter, due occhi emozionati, e una voce che fin dalle prime note sembra mescolarsi con il cristallo.  Sullo sfondo, occhi variopinti, cuori palpitanti, rubini e molto altro danno forma ad una scenografia ben pensata.
Con “Senza confine”, canzone del 2023, Giorgia compie una profonda riflessione sulla necessità di una comunicazione autentica e di un confronto reale tra gli esseri umani. Il brano è impreziosito dalla collaborazione nella scrittura con l’artista Elisa. La sua voce, sembra battere i muri di cui lei parla, barriere che continuano ad innalzarsi tra gli uomini. Nel testo emergono tematiche sociali importanti come la crisi climatica, le disuguaglianze sociali e il dramma dei migranti.

Giorgia, al centro del palco, a luci spente, racconta la sua incredulità, l’assurda sorpresa di essere amata dal suo pubblico nonostante siano passati così tanti anni. Un amore che si fortifica, quello tra lei e i suoi fan, un sentimento di stima profondissimo che ogni giorno si rinvigorisce con le note di una nuova canzone.
È la volta del brano “E c’è ancora mare”, con una canzone intimista, Giorgia appare sognante ed emozionata.
Accanto ai brani più recenti, l’artista romana mescola i vecchi successi. È il caso di “Dimmi dove sei”, canzone del 97’. Una ballata romantica che accarezza il pubblico, ricordando quanto è profonda l’attesa di chi si ama, e di come esista l’esigenza autentica di ritrovarsi quando l’amore è vero. Il brano, contenuto nell’album “Mangio troppa cioccolata” è stato scritto e prodotto artisticamente da Pino Daniele.
Con “Gocce di Memoria”, il pubblico viene trasportato indietro nel tempo. Il quartetto di violinisti presente sul palco impreziosisce il brano di una musicalità nostalgica e sognante. È una versione acustica quella che l’artista romana presenta alla platea. Il brano, scritto come colonna sonora del film La finestra di fronte di Ferzan Özpetek, esplora in maniera profonda il tema del lutto, del distacco, della nostalgia, e di come i ricordi siano in grado di tenere in piedi il legame con chi ormai non c’è più. Il brano, cantato con grande trasporto da Giorgia, sembra ricordare al suo pubblico non il dolore di un amore spezzato, ormai impossibile da ritrovare a causa della morte, ma di come il legame con esso possa resistere nel tempo, al di là del corpo e della vita.

A infondere positività alla tappa di Caserta è il brano “Vivi davvero”. Il pubblico balla e canta con l’artista romana. È una canzone ariosa, allegra, leggera. Il brano arriva come un mantra, a ricordare l’importanza di vivere fino in fondo le cose belle della vita. Giorgia è un concentrato di potenza, presenza scenica, vitalità. Giorgia abbraccia il suo pubblico durante il brano, e anche dopo, quando ferma al centro del palco, afferma di abbracciare in qualche maniera le sue radici, poiché si sente estremamente connessa con l’aura partenopea. L’artista si dona al suo pubblico, firma CD, cartelloni, in una sorta di firma copie in mezzo alla musica. Giorgia non si limita ad eseguire una scaletta, ma sceglie a braccio e col cuore, cosa fare, di cosa parlare. Una spontaneità e un’umiltà che riecheggia in ogni scelta.
Col brano “Oro nero”, l’artista canta a luci spente; la sua sagoma si incastona perfettamente nell’oro artificiale dello schermo. Con estrema bravura vocale, canta una ballad famosa e attesa.
Segue il brano “Corpi celesti”. Qui la parola d’ordine è luce. Una marea di glitter costeggia i suoi abiti. Giorgia diviene voce e luce per il suo pubblico. Spazio anche alle cover, tra quelle scelte dall’artista vi è “Purple rain” canzone di Prince del 84’. La pioggia viola raccontata da Prince dove il mondo sta per finire, dove il rosso del sangue e il blu del cielo, creano un viola intenso, appare visibile durante l’esecuzione di Giorgia. La malinconia di quel momento lascia spazio ad un nuovo inizio. La platea, visibilmente emozionata, canta insieme a lei.. Sul palco l’accompagna una band d’eccezione: al basso e alla chitarra Sonny T, storico musicista di Prince, Mike Scott è alla seconda chitarra, Mylious Johnson alla batteria, Gian Luca Ballarin al pianoforte e alle tastiere, Fabio Visocchi alle tastiere, insieme ai talentuosi coristi Diana Winter e Andrea Faustini. Agli archi Valentina Sgarbossa, Caterino Coco, Alessio Cavalazzi e Matteo Lipari.

Dopo l’emozionante omaggio dedicato a Prince, si ritorna alle origini col brano “Come Saprei”, canzone vincitrice del Festival di Sanremo del 1995. Cambio outfit per Giorgia: totale red con un elegante giacca nera. Un’interpretazione elegante e potente, gli acuti di Giorgia spettinano la platea senza mai eccedere. Un equilibrio tra potenza ed eleganza difficilmente individuabile in altri artisti. Una standing ovation del pubblico omaggia l’artista a fine brano. A rimarcare il successo dei vecchi brani è la canzone “E poi”, brano del 1994. Seduta sulle scale, l’artista regala al suo pubblico un momento intimo e delicato.
Seguono i brani “Sabbie mobili”,Per fare a meno di te” e “Strano il mio destino”. Con le canzoni “Spirito libero” e “Paradossale” Giorgia fa un’iniezione di energia al suo pubblico.
Ancora un tributo, stavolta dedicato a Pino Daniele. L’artista, infatti, canta “vento di passione”, in un’esecuzione emozionante, che a fine brano lascia lo spazio per un solo coro: “Pino…Pino…Pino”, un legame che il popolo partenopeo non ha mai reciso, neppure dinanzi alla morte.
Seguono i brani “Diamanti” e “Non mi ami”, sotto uno scrosciare battente del pubblico. Fino a giungere alla sensualità del brano “La gatta (Sul tetto), brano del 2003, contenuto nell’album Ladra di Vento. La canzone descrive a pieno lo stato d’animo di chi attende inesorabile, ma che si evolve in fretta in una sorta di indipendenza.

Col brano “Marzo”, Giorgia lascia spazio ad un’emozione che arriva come un fiume in piena. Il brano del 2002 contenuto nell’album Greatest Hits- le cose non vanno mai come credi, è un intenso omaggio e un addio in musica dedicato ad Alex Baroni, artista legato con Giorgia sentimentalmente, che perse tragicamente la vita in un incidente stradale proprio il 19 marzo 2002. Sebbene la loro relazione fosse terminata un anno prima la sua scomparsa, il dolore per la perdita improvvisa rimase radicato nel cuore. Giorgia con la sua voce accarezza il pubblico in una ballata nostalgica e fitta di pathos.
Con “Di sole e d’azzurro” Giorgia mescola internazionalità e tradizione insieme, il brano infatti è stato impreziosito con alcune parti in lingua inglese. L’acuto finale scuote il pubblico e si lega insieme con il prossimo brano “Neve”. Qui l’artista è accompagnata da Andrea Faustini. Un duetto emozionante dove le voci dei due artisti si sposano perfettamente.
Con il brano “Il mio giorno migliore”, Giorgia apre le porte alla giocosità, culminando proprio con la canzone successiva “Dont stop til’ you get enough” brano cover di Micheal Jackson. Le note del re del pop invadono la platea, mentre i vocalist accompagnano l’artista in un momento frizzante e coinvolgente.
L’emozione degli attimi finali ben si accorda col brano “La cura per me”. Con un look total black, Giorgia canta “Credo”, concludendo la tappa casertana del suo tour con la canzone “Golpe”. Il brano, scritto in collaborazione con Calcutta, Davide Petrella e la produzione di Dardust, arriva al pubblico come la metafora di una rivoluzione emotiva.

Un saluto al pubblico che l’ama, una presentazione emotiva di tutti i musicisti e artisti che l’hanno accompagnata in questa festa in musica. Un’emozione visibile sul viso dell’artista, mentre le luci si spengono, lasciando la felicità in volto di chi ha assistito ad una prodezza musicale. Un evento difficile da spiegare a parole, un tripudio di umiltà, arte e musica.

La data di Caserta è stata la seconda tappa di un tour partito il 17 settembre a Jesolo presso Palazzo del turismo. Il 24 settembre proseguirà a Roma presso il Palazzo dello Sport, il 28 settembre Giorgia sbarcherà a Verona presso l’Arena di Verona, e si concluderà il 3 Ottobre 2026 con la data di Milano presso l’Unipol Dome.

Il taccuino del giornalista
Non è semplice trovare le parole giuste per raccontare il concerto di una straordinaria artista di questo calibro. Giorgia non è solo l’infante di Chiamatemi Andrea del 45 giri inciso insieme a Cristina Montefiori per Yep, non è solo la sorpresa della vittoria a Sanremo Giovani nel 93’ col brano Nasceremo, non è solo la potenza vocale di E poi che lanciò definitivamente la sua carriera, e non è solo il successo di Come Saprei, vincitrice del Festival di Sanremo nel 1995. È tutte queste cose insieme: è talento, umiltà, intraprendenza, voglia di farcela. Un connubio di tutti questi elementi mescolati insieme. Un rapporto che si rinnova col suo pubblico di continuo, successo dopo successo, un’artista pop che mescola insieme r&b e soul con estrema facilità. Un tour, il suo, ricco di emozioni, brulicante di sentimenti umani, di malinconia, voglia di lasciarsi andare, guardarsi indietro e camminare in avanti, della voglia di amare, unirsi, restare saldi, avvinghiati all’amore e alla musica. Un viaggio a cui ho avuto opportunità di prender parte, una serata che mi ha vista piangere, cantare e ballare. Un’emozione impressa nel cuore, perché come direbbe Giorgia “Siamo anime in una storia incancellabile”.

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