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In Australia il privilegio di viaggiare nasce dove natura, cultura, ospitalità ed esclusività si intrecciano, generando un legame speciale con la terra, le persone e uno stile di vita che si trova solo qui. destinazione è in grado di regalare occasioni uniche di viaggio, che rispondono alle esigenze dei viaggiatori che sempre più abbandonano il clamore del mega-resort per il silenzio mistico del santuario.
Il 27 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Turismo, la ricorrenza che ogni anno riconosce al viaggio il suo valore sociale, culturale ed economico, invitando a interrogarsi su cosa renda un’esperienza davvero memorabile.
In Australia la risposta è scritta nella geografia stessa del Paese: qui il privilegio di viaggiare nasce dove natura, cultura, ospitalità ed esclusività si intrecciano, generando un legame speciale con la terra, le persone e uno stile di vita che si trova solo qui.
In questo spirito, la destinazione è in grado di regalare occasioni uniche di viaggio, che rispondono alle esigenze dei viaggiatori che sempre più abbandonano il clamore del mega-resort per il silenzio mistico del santuario, scegliendo ambienti discreti dove la vera firma del lusso non risiede unicamente in un marchio dell’alta ospitalità, ma nel senso profondo di una pausa rigenerante.
Alcuni indirizzi e attesissime aperture raccontano cosa significhi soggiornare in Australia ai massimi livelli per creare una vera esperienza di viaggio che arricchisca il visitatore e gli restituisca una connessione profonda.
Il lusso dell’autentico: un soggiorno presso una station australiana – Bullo River Station, Northern Territory

Bullo River Station è un’esclusiva tenuta impreziosita da 12 camere che si affacciano su oltre 160.000 ettari di proprietà, tutt’oggi un allevamento in piena attività che porta avanti una lunga tradizione. La proprietà è da immaginare in tutta la sua unicità: un territorio immenso i cui confini sfumano nell’orizzonte e la cui vita è incentrata sulle esperienze che offre la natura, stagione dopo stagione.
Dall’avventurarsi lungo il fiume incorniciato da mangrovie, pandani e suggestive falesie rosse, alla possibilità di ritrovare reperti dell’antica arte aborigena o addirittura ammirare il territorio sconfinato dall’alto con un volo in elicottero. Non mancano le occasioni di immergersi totalmente nella vita da station, osservando lo staff durante le attività quotidiane e le ricorrenze stagionali, come quella ricca di adrenalina del raduno del bestiame.
Dopo un interessante lavoro di ristrutturazione, la station riapre agli ospiti a maggio 2027 portando l’outback verso un lusso ultra-privato ed esperienziale. Firmato dalla designer Sibella Court, il progetto espande le camere fino a 39 metri quadrati, oltre ad aggiungere una cucina a vista e un raffinato library bar. Un ambiente selvaggio e autentico che convive con sei stelle di sofisticazione in una struttura a basso impatto ambientale e ricca di comfort.
Nella riserva conservativa delle Blue Mountains apre il primo Ritz-Carlton Lodge del mondo – Emirates Wolgan Valley, Blue Mountains, New South Wales

Con la sua riapertura attesa entro la fine dell’anno, Emirates Wolgan Valley non sarà solo un lodge rinnovato e uno dei rilanci alberghieri più ambiziosi mai realizzati in Australia: sarà il primo Ritz-Carlton Lodge al mondo, frutto della partnership tra Emirates e Marriott International che porta il brand fuori dal perimetro di un albergo e direttamente dentro alla natura.
La struttura sorge su una riserva conservativa di quasi 3.000 ettari nella regione UNESCO delle Greater Blue Mountains, di cui occupa meno del 2%. Il resto è natura selvaggia, popolata da canguri, wombat, wallaby e dal raro Pino di Wollemi, una conifera sopravvissuta pressoché immutata dall’era dei dinosauri.
Il progetto nasce come santuario costruito su misura per il proprio territorio, pensato per rifletterne l’anima con il minor impatto ambientale possibile, e per restituire agli ospiti un senso di lusso, comfort e artigianalità elevato. Ognuna delle 40 suite avrà la propria piscina privata, con la foresta che si apre appena fuori dalla porta. La struttura principale, che conserva memoria dell’edificio originale del 1832, custodirà un ristorante dedicato ai prodotti regionali, un lounge bar, una wine room e la leggendaria Ritz-Carlton Spa, tra piscina panoramica, campi da tennis, scuderie e un centro fitness completamente rinnovati.
Barefoot luxury nel lodge più remoto d’Australia – Berkeley River Lodge, Western Australia

Nel 2012 Berkeley River Lodge ha aperto le porte sul territorio di Balanggarra, nel cuore più selvaggio del Kimberley, e da allora detiene il titolo di lodge più remoto d’Australia. Vi si arriva solo con un volo privato da Darwin, sorvolando gole rosse e fiumi che sembrano usciti da un’altra era geologica, o via mare.
15 ville adults-only e un massimo di 30 ospiti garantiscono l’esclusività di ogni soggiorno. Nel 2026 la struttura entra in una nuova era: interni ripensati, arredi su misura, una proposta gastronomica elevata ed esperienze ampliate, senza perdere l’anima che l’ha reso un’icona.
Qui le giornate seguono il ritmo della terra. Crociere tra gole millenarie, escursioni verso piscine naturali nascoste e siti di arte rupestre, battute di pesca in acque cristalline, trattamenti spa ispirati al Kimberley. Le sere hanno un rito tutto loro, tra cene condivise attorno a una tavolata o accanto ad un falò, il cielo incontaminato a fare da sfondo con un manto di stelle sensazionale.
Dove due Patrimoni dell'Umanità si incontrano – Ever Bloomfield Lodge, Queensland

Ever Lodges debutta a dicembre 2026 con Ever Bloomfield, rifugio intimo di sole 14 suite costruito nel punto esatto in cui la foresta pluviale più antica del mondo, Daintree Forest, si affaccia sulle acque del più grande sistema di barriera corallina del pianeta, la Great Barrier Reef: un’unica proprietà, due Patrimoni dell’Umanità UNESCO raggiungibili nello stesso soggiorno.
Qui, il confine tra rifugio e paesaggio si fa deliberatamente sottile. Le suite, in legno e pietra locali, prendono i colori dalla vegetazione del Daintree e ospitano opere originali di artisti indigeni della regione.
Gli spazi comuni raccontano la stessa cura. La Long Room cambia pelle nell’arco della giornata: luminoso e aperto sulla foresta a colazione e pranzo, diventa, al calare della sera, uno spazio di luci soffuse arredato con reperti della storia di Bloomfield e del Daintree. Il Pool Lounge è pensato per i pomeriggi all’insegna del relax, mentre lo Speak Easy, teatrale e volutamente isolato dal mondo esterno, si distingue per le sue luci ambrate e drink da assaporare con calma.
In cucina la filosofia è la stessa: pesce spesso pescato dagli ospiti stessi, ortaggi dall’orto della proprietà, frutti della foresta pluviale poco conosciuti altrove, pasti serviti sulla spiaggia o nel cuore della foresta. Le esperienze spaziano dalle immersioni sulla Grande Barriera Corallina ai sorvoli in elicottero verso i siti di arte rupestre, fino alle crociere sul fiume Bloomfield.
Il progetto sposta la definizione di lusso dall’ostentazione materiale verso l’esperienza vissuta: ciò che si porta a casa da un grande soggiorno non è quello che si è toccato, ma quello che si è provato.
A un passo da Uluṟu: il nuovo lodge che ridisegna il Red Centre – Beckons, Uluṟu-Kata Tjuṯa, Northern Territory

Beckons ha annunciato il suo primo progetto costruito da zero: un lodge di sole nove suite tra le dune rosse adiacenti a Uluṟu-Kata Tjuṯa National Park, la struttura di lusso più vicina mai realizzata al monolite sacro. La vista su Uluṟu accompagna ogni momento della giornata: dal ristorante, dal bar, dalla lounge, da ogni singola suite e dalla sua piscina privata a sfioro.
Il progetto è stato approvato dopo diverse valutazioni ecologiche, patrimoniali e sui siti sacri, oltre a una consultazione diretta con i Custodi tradizionali del territorio. I materiali di costruzione raccontano il luogo prima ancora delle parole: legno di ironbark, muri in terra battuta, acciaio Corten e marmo rosso proveniente dal Pilbara.
Le opere commissionate all’interno di ogni suite interpretano Kungkarangkalpa, le Sette Sorelle, un racconto ancestrale Aṉangu scritto nelle stelle del Centro e dell’Ovest australiano, mentre le collaborazioni con Ernabella Arts, Tjanpi Desert Weavers, Tjala Arts e APY Art Centre Collective aprono a un autentico scambio culturale con le comunità locali. L’apertura è prevista per l’inizio del 2028.
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