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L’area intorno a Merano vanta decine di manieri, fortezze e residenze nobiliari. Alcuni castelli sono aperti al pubblico e ospitano musei, altri sono residenze private che si possono ammirare dall’esterno. In autunno il paesaggio diventa ancora più suggestivo: le vigne – che spesso cingono questi edifici che profumano di storia – si tingono dei colori del foliage dopo la vendemmia e i castagni si accendono di rosso, arancio e giallo. È anche la stagione del Törggelen, l’antica tradizione conviviale altoatesina che porta in tavola caldarroste, vino nuovo e specialità stagionali.

Capoluogo del Burgraviato, Merano e i suoi dintorni raccontano il territorio anche attraverso castelli, fortezze e antiche dimore. Non è un caso: il nome stesso della regione è legato ai burgravi di Tirolo (Burg in tedesco significa castello), che risiedevano nell’imponente Castel Tirolo, ancora oggi affacciato sulla città. In tutto l’Alto Adige si contano oltre 800 strutture fortificate e una parte significativa si concentra proprio nella conca meranese e sulle pendici circostanti.
Alcuni castelli sono aperti al pubblico e ospitano musei, altri sono residenze private che si possono ammirare dall’esterno. In autunno il paesaggio diventa ancora più suggestivo: le vigne – che spesso cingono questi edifici che profumano di storia – si tingono dei colori del foliage dopo la vendemmia e i castagni si accendono di rosso, arancio e giallo. È anche la stagione del Törggelen, l’antica tradizione conviviale altoatesina che porta in tavola caldarroste, vino nuovo e specialità stagionali.

Castel Tirolo

Arrivando da sud, soprattutto al calare della sera, il profilo illuminato di Castel Tirolo cattura subito lo sguardo. Residenza dei conti di Tirolo e luogo che ha dato il nome alla regione, affonda le sue origini intorno al 1100. Ampliato e trasformato più volte nel corso dei secoli, fu danneggiato anche da un grande incendio nel Trecento. Con il passaggio del Tirolo agli Asburgo, nel 1363, entrò a far parte dei loro possedimenti. Nel XV secolo il centro del potere si spostò a Innsbruck e il castello conobbe un lungo periodo di declino, pur rimanendo un simbolo profondamente radicato nell’identità del territorio. Oggi, dopo importanti interventi di conservazione e restauro, Castel Tirolo appartiene alla Provincia autonoma di Bolzano e ospita il Museo storico-culturale, dedicato alla storia del territorio sudtirolese.

La torre delle Polveri e il panorama sulla città

A dominare il centro storico dall’alto c’è un altro simbolo di Merano: la torre delle Polveri, sulla Passeggiata Tappeiner. Risalente al XVI secolo, è ciò che resta dell’antico castello Ortenstein, originariamente residenza del burgravio tirolese. Dal 1626 venne utilizzata come deposito di polvere da sparo, funzione che le diede il nome e che la rese parte del sistema difensivo della città. Oggi la torre è soprattutto uno straordinario punto panoramico: dopo la salita, lo sguardo spazia su Merano e sulla valle dell’Adige.

Castello Principesco, nel cuore di Merano

Nel cuore della città, tra vicoli e portici, Castello Principesco porta direttamente nell’atmosfera della corte tardo-gotica. Fu edificato intorno al 1470 per volere del duca Sigismondo d’Austria, detto “il Danaroso”, come residenza rappresentativa nel centro di quella che allora era la capitale del Tirolo.  Bovindi, affreschi, soffitti lignei decorati, stube e arredi intagliati raccontano il gusto e il prestigio della corte. Dopo il declino politico di Merano, il castello fu destinato a diversi usi, tra cui tribunale e caserma, prima di essere restaurato nel Novecento e aperto al pubblico. Oggi è un museo che conserva ambienti originali e una preziosa collezione di opere dell’epoca, tra altari, sculture e dipinti.

Trauttmansdorff e la storia del turismo

Nella prima periferia della città, Castel Trauttmansdorff ospita il Touriseum – Museo Provinciale del Turismo dell’Alto Adige. Il percorso racconta 250 anni di storia del turismo alpino, dai viaggiatori delle prime carrozze alle moderne vacanze wellness. Le venti sale trasformano la visita in un vero viaggio: si attraversano ambienti scenografici, si incontrano carrozze d’epoca e installazioni dedicate alla ferrovia del Brennero e alla Merano termale dell’epoca asburgica. Non mancano i celebri manifesti vintage del grafico e pittore meranese Franz Lenhart e le Stanze di Sissi, che ricordano i soggiorni dell’imperatrice Elisabetta. Una tappa ideale anche prima o dopo una passeggiata nei Giardini di Castel Trauttmansdorff.

Castel Rametz, otto secoli di cultura del vino

Sulle pendici soleggiate di Maia Alta, tra vigneti secolari, sorge Castel Rametz, luogo simbolo della tradizione vitivinicola meranese. La produzione di vino è documentata qui fin dal 1227 e proprio in queste terre, nel 1860, venne piantata una delle prime viti di Pinot Nero dell’Alto Adige. L’edificio, trasformato nel corso dei secoli, conserva oggi l’elegante aspetto in stile Tudor voluto da Franz Flarer. Al suo interno si trova un museo del vino che racconta otto secoli di cultura agricola e vitivinicola. Antichi attrezzi, tini, carri e strumenti per la vendemmia e la vinificazione restituiscono l’immagine di una quotidianità rurale costruita intorno alla vite. Particolarmente suggestive sono le cantine storiche in porfido del XVIII secolo. La visita guidata si conclude con una degustazione di vini della tenuta accompagnati dal Kaiserspeck, lo “speck dell’imperatore”.