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Dal 1° all’11 ottobre la città tridentina ospita la rassegna dedicata alle eccellenze enogastronomiche e agroalimentari trentine. Focus sulla Borgogna: dalle grandi interpretazioni di Chardonnay e Pinot Nero fino ai Grand Cru del Domaine de la Romanée-Conti. Un percorso d’eccellenza nella dimora storica di Palazzo Bortolazzi che conferma la crescita e l’autorevolezza della manifestazione. Lazzeri: “Esperienza culturale che lega il vino d’autore al patrimonio storico della città”.
Far dialogare l’identità del territorio con i grandi riferimenti del vino europeo: nasce da questa visione il focus dedicato alla Borgogna, tra gli appuntamenti chiave della sesta edizione di Autumnus – I frutti della Terra, la rassegna dedicata alle eccellenze enogastronomiche e agroalimentari trentine in programma dal 1° all’11 ottobre. Portando a Trento le grandi storie di vignaioli e terroir, la manifestazione rinnova la sua missione: superare la classica degustazione per offrire al pubblico un momento di apprendimento concreto e condivisione.
Il focus sulla Borgogna avrà luogo nelle sale di Palazzo Bortolazzi, dimora storica che si inserisce nel continuo percorso di valorizzazione del patrimonio architettonico cittadino portato avanti negli anni dalla manifestazione. Un approfondimento che amplia lo sguardo di Autumnus oltre i confini territoriali e che rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di crescita dell’evento. L’obiettivo è intercettare un pubblico sempre più trasversale e internazionale di appassionati e viaggiatori del gusto, facendo sì che riconoscano in Trento un punto d’incontro tra specificità territoriali e cultura del vino.

La risposta conferma la fiducia nella qualità della selezione: gli appuntamenti dedicati alla Borgogna stanno infatti raccogliendo numerose adesioni con largo anticipo. Il percorso spazia dalle diverse espressioni dello Chardonnay alla complessità del Pinot Nero della Côte de Nuits, fino a una masterclass dedicata ai Grand Cru, che vedrà in degustazione vini di realtà storiche come Jean Grivot, Anne Gros, Trapet e Dujac, insieme al Domaine de la Romanée-Conti.
La presenza di etichette di pregio non sconfessa certo lo spirito originario della manifestazione, estraneo a ogni logica di esclusività: Autumnus punta infatti su un format intimo e curato, pensato per favorire il dialogo diretto tra relatori e partecipanti.
Le degustazioni guidate saranno così un momento d’incontro informale attorno al vino: un’occasione in cui aneddoti di cantina, analisi del terroir e testimonianze di produzione permetteranno a curiosi e intenditori di approfondire la materia in un clima partecipato e privo di formalismi.

“L’apertura verso le grandi espressioni dell’enologia globale rafforza l’attrattività e la reputazione di Trento come meta accogliente e di respiro europeo – afferma Marco Lazzeri, presidente della ProLoco Centro Storico di Trento, realtà organizzatrice di Autumnus – Attirare nel capoluogo trentino persone da ogni parte d’Italia e anche dall’estero significa dare loro l’opportunità di legare un ricordo indelebile alla rarità dei vini degustati, all’atmosfera della città e alle sue dimore storiche. In questo dialogo continuo tra locale e globale, Autumnus ribadisce la sua vocazione di appuntamento capace di arricchire il tessuto culturale cittadino e trasformare la cultura del vino in un patrimonio collettivo di ricordi e conoscenza”.
