Riceviamo e pubblichiamo
foto Luan Cardoso
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È uscito oggi, 16 aprile, il nuovo disco del cantautore lucchese, disponibile sia in vinile sia in digitale per Sound To Be  / ADA. Il disco si muove tra indie-pop d’autore e momenti folk, con una sensibilità cantautorale contemporanea che dà forma a un racconto in cui ogni brano diventa un episodio tanto personale quanto collettivo.

Effenberg è uscito oggi, giovedì 16 aprile, con “Tutti Drogati”, il nuovo album disponibilein vinile e su tutte le piattaforme digitali (Sound To Be /ADA).
Il disco si muove in uno spazio sospeso, fatto di stratificazioni e dettagli che emergono lentamente. “Tutti Drogatinasce da una riflessione personale sulla nostra condizione contemporanea: siamo anestetizzati, dipendenti, interdipendenti, connessi e disconnessi allo stesso tempo.
Nel nuovo lavoro in studio, prodotto da Ramiro Levy e Alessandro Di Sciullo, il cantautore toscano costruisce un percorso narrativo che attraversa fragilità intime e tensioni collettive, alternando introspezione e aperture corali.
Effenberg attraversa i suoi frammenti emotivi con uno sguardo poetico sulle fragilità del quotidiano, fino ad arrivare all’inevitabile momento di rottura: lo scoppio improvviso che costringe a confrontarsi con le proprie ombre. Un rumore che interrompe l’anestesia, obbliga a fermarsi, a restare.

È in quella sospensione che prende forma la rinascita evocata dal disco: un minuto simbolico in cui tutto si arresta e si ricompone. Un tempo breve ma necessario per tornare a guardare, ascoltare, sentire. Da lì, il movimento riparte, trasformando la vulnerabilità in consapevolezza e la fragilità in possibilità.
Il disco si muove tra indie-pop d’autore e momenti folk, con una sensibilità cantautorale contemporanea che dà forma a un racconto in cui ogni brano diventa un episodio tanto personale quanto collettivo.
Con “Tutti Drogati”, Effenberg firma un racconto coerente e immersivo che trasforma la vulnerabilità in linguaggio universale, restituendo dignità poetica alle contraddizioni dell’esistenza contemporanea e tracciando un percorso che dalla dipendenza conduce a una possibile rinascita.
Effenberg racconta così il nuovo lavoro in studio: «Appena apriamo gli occhi scopriamo la dipendenza. È sorprendente pensare che questo bisogno non sia una deviazione, ma il nostro punto di partenza. Esiste una fragilità che ci accompagna da sempre: siamo inevitabilmente legati a qualcosa. Cerchiamo amore, riconoscimento, sicurezza. Ci aggrappiamo al lavoro, alle abitudini, alle emozioni che ci fanno sentire vivi e a quelle che ci fanno sentire morti. “Tutti Drogati” nasce dalla necessità di riconoscere che la dipendenza è una condizione esistenziale condivisa. Un viaggio tra i bisogni che ci muovono e la precarietà che ci definisce. A pensarci bene, è proprio questa instabilità il cuore dell’esistenza: una fragilità che finisce per dare valore a ciò che siamo».

“TUTTI DROGATI” TRACK BY TRACK, RACCONTATO DA EFFENBERG
TUTTI DROGATI
– Mi piace la decadenza di chi non è inquadrato, l’acqua entra da tutte le parti ma nessuno si mette a tappare i buchi. Volevo essere un drogato per ribellarmi all’esistenza, per essere immune all’ambizione. Dare un senso evidente all’isolamento e alle dipendenze di questi anni.
ANCH’IO feat. Anna Carol – Le parole sembrano innocue, finché non le guardi dal lato sbagliato. Obbedisco solo a Dio suona nobile, finché non hai un kalashnikov in mano. Mi mancano i vecchi di quando ero bimbo. I denti sdentati e i cappelli con le visiere schiacciate sulla fronte.
SOGNO AZIENDALE – Devi essere sempre reperibile, flessibile, iper-produttivo, connesso… mai umano. Sogno Aziendale è un viaggio nell’assurdità del lavoro, negli ingranaggi degli obblighi di tutti i giorni: un sorriso che diventa un ghigno, un sogno che non è mai stato davvero il mio.
BIRRA AL CANTIERE – Le relazioni sono complicate, ma ci sono posti e momenti in cui tutto gira come deve, come una Moretti familiare appoggiata su un ponteggio. Non serve pretendere che sia sempre così. Va bene avere ombre, silenzi e spazi propri anche in due.
SALE SU SALE feat. Bianco – A cosa pensi? Quante volte me l’hanno chiesto. Io rispondo sempre nello stesso modo: A niente. Però è impossibile non pensare a niente. Forse penso a talmente tante cose insieme che è come se non pensassi a niente. Ci sono domande che non hanno risposta. Sono stanco di costruire teorie sulla vita, a volte ha più senso smettere di inseguirle e concentrarsi su ciò che abbiamo davanti.
CANE FRATELLO – Il nostro algoritmo della vita reale ci porta sempre lì, negli stessi discorsi, negli stessi argomenti. Io invece volevo parlare di altro: di un banano messicano, della nostalgia che mi prende quando vedo le piante nelle sale d’attesa delle banche o, perché no, anche di Pietro Valpreda.
IL BUIO DELLA GALLERIA – C’è da imparare dai funghi, alcuni di loro creano una rete di mutuo soccorso, una specie di internet delle piante che mette in comunicazione tutto il bosco: quella più esposta al sole nutre, sotto terra, quella che ha meno acqua. Mi piace pensare che possa succedere anche tra noi. Che un gesto lasciato a uno sconosciuto trovi la sua strada, arrivi lontano, e magari tocchi qualcuno che non c’è più.
GUANCE – Chissà se c’è un posto della memoria dove finiscono tutti gli amori finiti. Io me lo immagino come una discarica dove ci trovi batterie consumate, materassi e vecchie lavatrici. Guance parla del ricordo di un amore, di quelle frasi che continuano a fare rumore. Nel ritornello ne riprendo una che mi è stata detta, girandola addosso a me, come si fa con le cose che non si riescono a buttare via.
BOTTEGHE OSCURE – Sentire è diventato difficile, ti muore qualcuno e non sai se stai provando abbastanza dolore, vedi le immagini della nuova guerra e non provi più niente. Camminando in via Delle Botteghe Oscure ho trovato strano che tutta quella storia non riuscisse nemmeno a sfiorarmi.
UN MINUTO E RISORGO – Quando qualcosa si rompe entro in contatto con le mie ombre. Da quella frattura nasce sempre qualcosa. A volte ho bisogno di un minuto a volte ci vogliono anni. È come un figlio non voluto, arriva quando non sei pronto ti porta via da dov’eri ma alla fine gli vuoi bene.

Effenberg è il nome d’arte di Stefano Pomponi, cantautore lucchese che prende il nome da un ex calciatore tedesco degli anni ’90. Nel 2017 pubblica “Elefanti per cena”, che gli permette di farsi conoscere alla critica ed esibirsi in diversi concerti e in una serie di concorsi musicali italiani. Nel 2018 i brani “Elefanti per cena” e “Non mi riparo mai” vengono inseriti nella colonna sonora del film di Valerio Mieli, con Luca Marinelli e Linda Caridi intitolato “Ricordi?”. L’anno successivo pubblica il secondo disco "Il cielo era un corpo coperto" che nell’estate del 2019 lo porterà ad accompagnare Luca Carboni nel suo Sputnik Tour suonando in apertura i brani "Buddha Con Napoleone" e "Tergicristalli" e duettando con l'artista bolognese con la canzone "Prima Di Partire (Carboni/Poi). Nel 2022 è finalista del concorso Musicultura e pubblica il terzo disco intitolato “Disgraziato di un Domani” a cui seguono i singoli “L’ultima Mestruazione” feat. Rachele Bastreghi, “Incredibile” e “Macchine Scoperte”. Nel 2025 pubblica una serie di singoli: “Anch’io” feat. Anna Carol, “Sogno Aziendale”, “Sale su Sale” feat. Bianco, e nel 2026 “Cane Fratello”. I brani anticipano “Tutti Drogati”, l’album in arrivo il 16 aprile.

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