Riceviamo e pubblichiamo
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Lunedì 1° giugno alle 21 su Sky TG24, ospite di Omar Schillaci, Zerocalcare si racconta. Sabato 6 giugno l’intervista andrà in onda alle 12: 15 su Sky Arte. Sempre disponibile on demand. Tutte le interviste del ciclo stories sono anche tra i podcast di Sky TG24, sul sito spettacolo di skytg24.it e sulle principali piattaforme di podcasting.

È Zerocalcare il protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di Sky TG24. Ospite del vicedirettore Omar Schillaci, con la regia di Francesco Venuto, l’artista si racconta in “Zerocalcare – SAGHE, ANIME, T-REX E TETRIS”. In onda lunedì 1° giugno alle 21.00 su Sky TG24, sabato 6 giugno alle 12.15 su Sky Arte e sempre disponibile on demand.
Al centro dell’intervista, la sua nuova serie ‘Due spicci’ disponibile su Netflix, scritta, diretta e doppiata da lui, “parla del mio personaggio che scopre che il suo amico e socio in affari è ricoperto di debiti, e deve capirne il motivo, è una specie di noir. Sono contento di come è uscita”. Ma aggiunge subito: “Quando si trattava di fare sketch veloci, buffi, comici, io quella roba la so fare da sempre. In questa serie, invece, ci sono momenti più drammatici, una gamma di emozioni diversa, e lì il fatto che io non sia un attore lo sento. Mi sembra di non riuscire a toccare certe corde con la recitazione mia”. La serie affronta diversi temi, come il mondo dell’imprenditoria, le relazioni di coppia, la violenza: “A un certo punto tutti i personaggi, anche delle serie precedenti, devono fare i conti con a che punto sta la loro vita, con le aspettative che avevano. Tratta anche la paura di diventare grandi, ma con la consapevolezza che ormai siamo grandi”.

Da poco l’evento al Circo Massimo per il lancio della serie: “Io ero convinto che sarebbe stato un fallimento”, ammette, “pensavo sarebbero venute poche persone tipo 45. Invece ne sono arrivate 9500 di più di quelle che pensavo”. E non manca lo sguardo su questioni più personali: “Molti mi chiedono ‘ma con tutti questi soldi che ci fai?’. Succede anche solo guardando come mi vesto o la macchina che ho”. Poi racconta: “Mio padre è stato male recentemente e in quel momento ho pensato che facessi bene a tenermeli da parte. Per avvocati o dottori… i soldi servono sempre”. Non manca l’ironia: “Ospitare persone per me è terribile”, ammette, “ho una stanza degli ospiti e appena c’è qualcuno che arriva dicono ‘mandiamolo da Michele’, ma per me è una cosa che vivo male”. E aggiunge: “Ho due bagni: uno mio, intoccabile, ma non perché deve restare perfetto, semplicemente perché fa schifo. Quello degli ospiti invece è pulito perché non lo usa nessuno”. Tra le cose che lo infastidiscono: “La tosse ripetuta mi entra proprio nel cervello, è una cosa che mi fa impazzire. Non è colpa delle persone, lo so, però a un certo punto non riesco a trattenermi. Anche quando devo tossire io, piuttosto faccio dei motivetti per farlo sembrare meno urtante. La gente che russa mi fa lo stesso effetto della gente che tossisce. Solo quando tossisce il mio cane mi dispiace, mi si spezza il cuore”.
Nell’intervista emerge anche il legame con le passioni di sempre, dall’immaginario pop alla cultura nerd, “da ragazzino stavo in fissa con ‘Jeeg robot’”. “Mia madre è francese e non ho avuto un’educazione religiosa in senso classico, forse sono politeista; quindi, per me il mondo delle divinità era quello dei cartoni”, un immaginario che continua a influenzarlo, “quando nella mia serie il mio personaggio incontra l’onnipotente, ha la faccia di Zeus di ‘Pollon’, era proprio così nella mia testa”. Di Kenshiro e ‘la scuola di Hokuto’, “mi porto dietro il proibito nel senso che era il cartone animato che tutti i genitori, anche dei miei compagni di scuola, non avevano tanto piacere che vedessimo, perché è una roba di una violenza esagerata. E io ho fatto addirittura una petizione a scuola quando lo tolsero per chiedere a una rete locale di rimetterlo”. Dell’anime ‘I cavalieri dello zodiaco’, “il mio preferito era il Dragone, perché mi piaceva l’armatura della prima versione con l’elmo proprio con il muso da dragone. Poi quando gliel’hanno cambiata, ho preferito Phoenix.” Sulle categorie di storie d’amore, “ero molto innamorato di Jeanie di ‘Fiocchi di cotone’ per quell’aspetto struggente della schiavitù”.

Emerge poi la sua passione per la paleontologiail mio dinosauro preferito è il tirannosauro, spererei di trovarlo in un uovo se avessi una tenuta in campagna, altrimenti se devo stare a casa a Roma spererei fosse un anchilosauro, è meno ingombrante e non mi mangerebbe.Passando a saghe, film e serie tv, “’Star Wars’ è stato un grande amore di sempre, anche se nel tempo l’hanno rovinato parecchio”, commenta con ironia, “Marvel tutta la vita come fumetti, come film ho preferito quelli di Marvel Cinematic Universe fino a ‘Endgame’. Adesso che al DC Comics è arrivato James Gunn mi ha fomentato molto, ho aspettative altissime”. Per non dimenticare la lista dei nemici di ‘Game of Thrones’ “ce l’ho ancora appesa e aggiungo sempre più nomi” rispetto all’ultima volta che è stato ospite da Sky TG24. Quanto ai videogiochi, emerge: “adesso sono forte a Tetris, da ragazzino non mi piaceva. ‘Final Fantasy’ è quello che mi ha segnato di più. Invece a ‘Street Fighter’ prendevo Ryu se dovevo vincere, ma per divertirmi sceglievo Blanka. Avrei voluto invece essere il protagonista di ‘Metal Gear Solid’. Ma il mistero vero era ‘Mortal Kombat’: non ho mai capito come facesse la gente a conoscere tutte quelle combinazioni per le fatality”. Ricordando così il suo periodo da studente, “un altro mistero è come la gente facesse a sapere che era cambiata l’aula delle lezioni all’università. Infatti, sono durato tre mesi e poi ho lasciato”.
Ripensa anche a un aneddoto romantico: “in una gita scolastica la cabina affianco alla mia confinava con una bambina di cui ero super innamorato, e ho sentito che mentre con le altre bambine passava in rassegna tutti i maschi della classe, di me ha detto ‘è brutto ma disegna bene’, poteva andare peggio, con gli altri sono state più cattive.Una nota importante riguarda Max Pezzali, da sempre nelle sue cuffiette: “Probabilmente il mio lavoro non esisterebbe senza di lui, per me è il più grande cantautore vivente. Ha raccontato l’etica degli sfigati normali, e poi ho adorato la serie sugli 883”. Tra ironia e riflessione, emerge così il ritratto di un autore che continua a interrogarsi sul proprio ruolo: “Quando una persona ti scrive una cosa bella, ovviamente ti gratifica. Però ultimamente questa cosa, che era per me una motivazione forte, mi mette angoscia. Mi sembra che mi vengano proiettate addosso delle aspettative che io non sono in grado di realizzare”. Indiscutibile l’idea che “raccontare storie è la cosa che mi piace davvero. Quello voglio continuare a farlo. Il resto devo capire come renderlo compatibile”, sottolineando così la necessità di un cambiamento: “Non mi va più di fare questa roba in questo modo. Se trovo una chiave per continuare a raccontare storie senza stare dentro a cose che mi fanno stare male, allora sì”.

STORIES: “ZEROCALCARE – SAGHE, ANIME, T-REX E TETRIS” IN ONDA LUNEDÌ 1° GIUGNO ALLE 21:00 SU SKY TG24 (CANALI 100 E 500 DI SKY E CANALE 50 DEL DTT), SABATO 6 GIUGNO ALLE 12:15 SU SKY ARTE E DISPONIBILE ON DEMAND E SU SKYTG24.IT

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